i fatti dopo il ragionamento

La black list degli inquilini morosi

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Una casa presa in affitto da una coppia di truffatori, i tempi biblici per cacciarli via e la beffa finale. Grazie a un buonismo che non tiene conto di una cosa che si chiama senso della realtà Casa | Blog diPalermo.it

Un politico che si intestasse questa battaglia non farebbe fatica a raccogliere una quantità altrimenti insperata di voti: istituire una black list degli inquilini morosi, e a volte anche ladri. La mia è la reazione furente dovuta a un’esperienza familiare che non auguro a nessuno. Ma sfogandomi in giro, tra gli amici, i parenti e sui social network, ho raccolto in breve una quantità enorme di testimonianze di gente raggirata da locatari insolventi e delinquenti.

Andando ai fatti che riguardano la mia famiglia – ma, analogamente, una schiera infinita di persone – si riceve in eredità da un parente un modesto appartamentino fuori mano con relativo posto auto. Lo si affitta con regolare contratto e concordando un canone ridotto rispetto alla richiesta, per venire incontro alle esigenze di quella che sembra – e sottolineo “sembra” – un’affabile e giovane coppia con tre figli.

Bene: i signori in questione cominciano col negare il pagamento via assegno o bonifico e vogliono versare la pigione in contanti. Prima deroga al contratto. Il mese dopo chiedono uno sconto di dieci euro sul canone mensile per un’assicurazione che il condominio fa versare agli affittuari, non ai proprietari. Ma i proprietari, gentili, lo accordano. Il terzo mese i locatari portano cento euro in meno rispetto ai contanti pattuiti, argomentando che hanno avuto un problema. Di nuovo, i proprietari accettano, rinviando al mese successivo l’incasso di quella parte di canone mancante.

Però anche il mese dopo cade una quota di pigione, oltre a quella già arretrata. I proprietari, pieni di fiducia nel prossimo (o idioti, si potrebbe dire ex post), non colgono il campanello d’allarme. E da quel momento la giovane coppia non paga più nulla: né affitto, né condominio, né acqua. Così per un anno e due mesi, ossia per la durata della lunga e inqualificabile trafila burocratica che la procedura pretende succhiando sangue, tempo e soldi ai padroni di casa.

Per dirne solo una: il giudice, all’inquilino già moroso da otto mesi, concede ben due mesi di tempo ulteriore in attesa della sentenza di sfratto, arrivando così a dieci mesi di permanenza abusiva nell’appartamento. Infine la beffa: il primo accesso per la notifica viene fissato dall’ufficiale giudiziario a distanza di altri cinquantacinque giorni. E dall’accesso, un altro mese e più per lasciare l’immobile. Con il commento dell’ufficiale di cui sopra: “Eh, ma queste cose non si dovrebbero far d’estate…”. Ah, poveretti i morosi, bisognava mantenerli lì fino all’inverno.

Quando la simpatica coppia di (ormai) abusivi finalmente va via, lascia oltre ottomila euro di debiti tra pigione, condominio e acqua. E, come buonuscita, ruba ai proprietari altri mille euro di condizionatori (due, estirpati dai muri). Si apprende poi che nel frattempo i due malfattori hanno comprato un Suv e un televisore al plasma da cinquanta pollici. Pur essendo impiegati in nero, lui come barista e lei come colf. I padroni di casa intanto annaspano per pagare i debiti dei due delinquenti.

E questa piccola storia privata di tribolazione per un sistema dissennato, all’insegna di una cieca tutela di chi è moroso e ladro, non è la meno grave, né la più lesiva tra quelle raccolte parlandone in giro. Qualche politico si svegli e abbracci questa causa: la black list di questi topi d’appartamento. Mettendo da parte un buonismo pernicioso, che ignora il senso di realtà e condanna altre vittime inconsapevoli, che hanno la sola colpa di non conoscere i precedenti di chi si mettono dentro casa. La sua ascesa sarà immediata e clamorosa.

7 commenti

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  • 23 giugno 2016 08:43

    Nei paesi civili esiste già , ma i nostri politici tra questi “signori” raccolgono i voti , non possono mai metterseli contro !!!!

  • 23 giugno 2016 09:17

    Noi proprietari siamo trattati peggio dei delinquenti. Lo Stato ci utilizza come ammortizzatori sociali e le leggi sono fatte per tutelare i farabutti ed i mascalzoni. Basterebbe poco per risolvere un problema vergognoso.

  • 23 giugno 2016 09:33

    Cara Raffaella, storia che conosco fin troppo bene, ma nulla rispetto a quello patito dai miei zii.
    Lui appartenete alle forze dell’ordine, lei insegnante. Poco più che trentenni.
    Da subito scuse su scuse per non pagare, poi ritardi…un crescendo; poi minacce, aggressioni, telefonate da finti giudici….carte bollate, avvocati, pianti e lacrime.
    Dopo 5 anni, dico 5 anni lui viene trasferito. Lasciano un buco IMMENSO, tra condominio, acqua e spese a carico dell’inquilino.
    Per ripicca distruggono la bellissima cucina in muratura, tirano con forza tutti i fili della luce dalle placchette, del bagno resta solo un cumulo di macerie.
    La caldaia se la portano nella nuova abitazione. Come fosse una cosa loro.
    Mia zia ripete sempre….sembravano così dei bravi ragazzi….

  • 23 giugno 2016 09:52

    La proprietà, sebbene irrisoria, è trattata come un furto. In onore dei vecchi slogan di una pseudo-sinistra che ha dimostrato di intendersene, di furti. E’ quel paghiamo in nome del “buonismo” e del “politicamente corretto”, una delle più goffe invenzioni di certa nomenclatura ancora in vita finché c’è stato un nemico di destra (altrettanto becero, sia chiaro) che le facesse da contraltare. I truffatori, i ladri, gli approfittatori esistono. Chiamiamoli con il loro nome. Non “categorie disagiate”. Non è più tempo di garantismi alla cieca. Se il “signore” di cui si parla nell’articolo invece che un ufficiale giudiziario si fosse trovato di fronte uno sgherro, si sarebbe ben guardato dal comportarsi in quel modo. E poi ci chiediamo perché alcuni prendono la scorciatoia più “efficace” rivolgendosi al mafiosetto di turno. Chi, come me e altri, inorridisce all’idea, agisce invece per vie legali. Patirà i guai del lino, ma almeno potrà camminare a testa alta. Concludo dicendo che la giustizia esiste, se non nei tribunali nella vita reale. Chi si comporta in un certo modo, oltre a essere un fallito per costituzione, finirà con l’incappare in gente per niente diplomatica. Garantito. Se non oggi, sarà domani.

  • 23 giugno 2016 10:03

    Si raccolgano voti dai vessati, non dai vessatori.

  • 23 giugno 2016 10:39

    E non ti deve capitare che in cancelleria ti perdono la pratica dopo 10 mesi e la devi rifare , e se vuoi fare causa al cancelliere che te l’ha persa non trovi un avvocato che ti segue! E ricominci da capo

  • 23 giugno 2016 18:26

    “Pur essendo impiegati in nero”. Dice il proverbio : chi va per questi mari, questi pesci prende. Comunque: o padrone ‘e casa 31, 60 ‘o lamento, 79 o mariuolo, 24 e gguardie. Su tutte le ruote.
    PS Poveretti i morosi, ma poveretti anche i padroni di casa, che “annaspano”. Disagio sociale, generalizzato.

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