i fatti dopo il ragionamento

Pronti per la corrida?

di

Torero | Blog diPalermo.it

Ci siamo. Abbiamo finito con gli avversari con poca tradizione, con le nuove promesse, i tifosi simpatici e le seconde linee. Adesso si fa sul serio e Italia-Spagna è una di quelle partite con più luoghi comuni da utilizzare che tifosi allo stadio. Ma è  anche  una  di  quelle partite per  cui  aspettiamo  mondiali ed  europei  ogni  due  anni  come  un drogato in  crisi di astinenza in  coda  al  Sert  per  la  sua  dose di metadone.

Siamo finiti dal lato del tabellone più difficile della storia dei tornei internazionali. Dall’altro lato ci sono pure i puffi ed una selezione dei calciatori disoccupati. È andata così, inutile recriminare ma pure fare finta di niente ci parrebbe da minchioni e quindi un paio di improperi all’indirizzo di chi ha pensato gli accoppiamenti ci sentiamo pure di farli. Sarà una partita da “dentro o fuori” e ci fermiamo qui con i luoghi comuni solo per carità di patria.

In questi  momenti  la  mente  vola a tante battaglie  epiche contro i cugini latini. Per  i nostri  gusti  calcistici l’immagine di Luis Enrique  sanguinante a Usa 94  dopo la  gomitata (non  vista) in aerea di Tasdotti  ed  il  gol di Baggio  nella  stessa partita costituiscono immagini  indelebili nella  nostra  memoria. Così come purtroppo il rigore  fallito da Di Natale da campioni del  mondo  in  carica in Austria nel 2008.

Diciamo subito che  la Spagna non  ci  sembra  più  quella e certamente non ha impressionato finora, ma la sua solidità ci sembra incontestabile. Ha vinto le prime due partite del girone e perso il primo posto solo con la Croazia che sembrava avviata verso un destino glorioso ma che è stata azzoppata negli ultimi minuti di una delle partite più noiose della storia del calcio giocato, parlato e anche solo pensato.

Le furie rosse (un altro punto per noi) continuano a fare del possesso palla la loro arma migliore e hanno giocatori ormai di una certa età ma di valore cristallino e abituati a giocare insieme ormai da anni. L’Italia ha potuto fare riposare i suoi titolari mentre la Spagna ha sempre fatto giocare gli stessi undici. Non corre più come una volta ma dobbiamo anche dire che nell’ultimo europeo partì stentatamente per volare proprio dopo la fase a gironi.

Uno dei vostri ignorantissimi cronisti continua a pensare che gli spagnoli siano i più dopati dell’universo e che, vista l’età, la droga venga data in momenti precisi. Il controllo antidoping a sorpresa di qualche giorno fa proprio agli spagnoli ha confermato questa sua teoria e non c’è ormai più nulla che possa convincerlo del contrario. Pazienza. A noi gli spagnoli fanno paura tutti ma se dovessimo azzopparne un paio punteremmo su Iniesta e Morata. Già a pensarci ci sentiamo male.

Che Italia sarà? Conte dovrà fare a meno di Candreva e questo è veramente un guaio. In una nazionale così povera di tecnica l’esterno laziale è uno dei pochi a saltare l’uomo con regolarità e la sua assenza è sicuramente una iattura. Al suo posto dovrebbe esserci Florenzi che garantisce altrettanta qualità e comunque è uno che se in giornata può fare ammattire chiunque. In difesa i tre marcantoni della Juve mentre a sinistra potrebbe rientrare Darmian dopo la punizione di Conte per l’errore nella partita d’esordio. De Rossi torna a fare il regista con Parolo e Giaccherini accanto. In avanti la coppia d’attacco meno affascinante dai tempi del colera: Eder e Pellè.

La Spagna ci fa tanta paura e pensiamo che  sarà una  corrida (3-0 per  noi è palla a centro nel tabellino dei luoghi comuni) ma una volta ancora noi speriamo di essere brutti, sporchi, cattivi e vincenti. Prevediamo una battaglia degna dell’assedio di Leningrado e temiamo di arrivare fino ai rigori. La cardioaspirina è pronta e i sacchi di sabbia sono già riempiti. Forza Azzurri!

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