i fatti dopo il ragionamento

Quando Palermo impazzisce

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Due risse per motivi da niente, due morti ammazzati in dieci ore. Quando l'onore da salvare vale più, molto di più, di due vite Coltello Rissa | Blog diPalermo.it

C’è una follia che grida vendetta e che arma un dipendente della Rap. È la stessa che fa impugnare coltelli, spranghe e martelli a un ragazzo che lavora in una panineria, ai suoi parenti e a un gruppo rivale. Palermo è impazzita in un sabato di inizio estate, nel giro di dieci ore e davanti agli occhi di chi ha visto, ma dice di non saperne nulla.

Una giornata fuori controllo con due morti ammazzati dopo due “sciarre”. Perché a Palermo la vita di un uomo finisce per i panni che gocciolano dal balcone o per risolvere una lite nata in pizzeria. Un colpo di pistola e via. Lui fa fuoco, si barrica in casa, lancia l’arma dal balcone, come se sbarazzarsene equivalesse a non avere ucciso nessuno.

A Borgo Nuovo, in realtà, a quella follia c’era già chi era tristemente abituato. “Si aggaddavano sempre, ne abbiamo viste assai”, dice chi abita nelle palazzine popolari dove un pregiudicato ha ucciso il vicino di casa. Ma anche a Cruillas uno sgarro qualunque si paga con la vita. E sabato c’era qualcuno da punire. La discussione diventa lite e poi sfocia in un duello con coltelli ed armi improvvisate.

I due gruppi chiamano i rinforzi: arrivano i fratelli, i padri. Sono tutti pronti a ribadire onore e dignità, a difendere chi si è sentito ferito nell’orgoglio. Un ventisettenne cade a terra in un lago di sangue. Non si alzerà mai più. La sua condanna a morte è stata segnata da una rissa nata per “futili motivi”. Si tratterebbe di roba di poca importanza, ma il condizionale è d’obbligo, perché quegli stessi motivi, a Palermo, sono intrisi di una solennità inappuntabile.

E a me ricorda tanto la signora che ad ottobre, per difendere il figlio rimproverato dai vicini di casa allo Zen, annunciò che presto sarebbe arrivato il marito. Ci avrebbe pensato lui a risolvere la questione: “Appena torna vi fazzu sparari a tutti”. E così fu. Quella tempesta di fuoco non riuscì a fare vittime, ma la donna fu fiera di quel marito che si era fatto arrestare “per un buon motivo”.

8 commenti

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  • 27 giugno 2016 09:15

    Tornati indietro di 200 anni. O forse: qualcuno non ci si è mai spostato da quell’era.

  • 27 giugno 2016 10:44

    Ormai non è nemmeno più una questione di zone. E’ una mentalità che abbiamo nel dna. Altro che evoluzione.

  • 27 giugno 2016 10:52

    Già immagino la scena come se fossi stato presente…!
    Cucì chi hai i taliari? Avanzi picciuli? Taliari a ttia? E ccu ti talia? Ma cu si, chi bbuoi? Cecchi i caminari! A ccu è ca ci rici cecchi i caminari? Ca è tua a strata ah?
    A questo punto, dato che il palermitano di solito è codardo e vigliacco, si cercano sponde e aiuti dall’una e dall’altra parte.
    E continua la sciarra sino ad ora verbale a con il campo allargato a fratelli, amici, passanti e altra umanità.
    Dopo ulteriori schermaglie del tipo “cecca i caminari, vatinni, passa i ddà ecc ecc, ecco l’imbecille di turno che esce il coltello e comincia a brandeggiare a destra e sinistra minacciando qualcuno dei presenti. Come da copione siculo/palermitano borgataro ovviamente c’è sempre un altro idiota di turno che spavaldo si pone davanti a quello con il coltello a petto in fuori profferendo la solita frase di rito! “amunì pezzi i bruniellu, viriemu chi sa fari” “Un ta firi” “A ttia u cutieddu serve sulu pi tagghiari u pani”
    A questo punto, al detentore di coltello, messo alla berlina davanti a tutti, con il cervello rosso dalla rabbia, incontrollabile per essere stato leso nell’onore e nella dignità davanti ai molti presenti, invece di riflettere due o tre secondi pensando alle eventuali conseguenze, non resta altro che menare fendenti a casaccio fino a quando non incoccia la panza o la faccia di qualcuno.
    Risultato: un morto stecchito, (ovviamente persona d’oro, gran lavoratore, padre di famiglia impeccabile, ecc.ecc.ecc.) qualche ferito più o meno grave e tutti gli altri all’ospedale.
    Perchè? Dicono per una “taliata” di troppo o per un mancato rispetto di precedenza di consegna di pizza.
    Mahhhhhhhhhh.
    A mio modestissimo avviso qualche riflessione.
    La prima: se tutto questo fosse avvenuto tra due persone che risiedevano (p.es.) tra la Via Cesareo e la Via Petrarca sarebbe successa la stessa cosa con la stessa dinamica? E’ quindi solo o soprattutto un fatto di cultura, di nascita e/o di appartenenza ad uno stato sociale o meno?
    La seconda: fatto salvo il “famigerato” diritto di cronaca è necessario dare sui quotidiani (locali e non), blog, e via discorrendo, tutta questa enfasi da articolo in prima pagina con largo approfondimento in cronaca locale? Si ritiene che al lettore medio possa interessare la vicenda di due che si sbudellano per una “taliata” o per un turno non rispettato in pizzeria? Se fosse successo a Washington, città che ha più o meno lo stesso numero di abitanti di Palermo e dove gli omicidi e le rapine sono senza dubbio meno frequenti, ritenete che il Washington Post (giornale con ca. 600 mila copie di tiratura giornaliera ma con amplissima edizione locale), avrebbe pubblicato in prima pagina che a Silver Spring (immediata periferia di Washington) due tizi si sono sparati per una precedenza al posteggio del supermercato?
    Terzo: noi siciliani, facciamo sempre e solo la solita figura. Su quale sia la figura, lascio il lettore libero di aggiungere l’aggettivo che ritiene più appropriato.

  • 27 giugno 2016 10:56

    Signor Mazzola ma lei che dice con due omicidi in poche ore i quotidiani locali di cosa dovrebbero parlare? Del caldo e delle spiagge affollate? E poi paragonare Palermo a una città degli Stati Uniti mi sembra un minimo azzardato.

  • 27 giugno 2016 12:25

    Bestialità… ignoranza e incapacità di empatia.
    Sopratutto decadenza della capacità di dialogo, le armi sono solo un mezzo di affermazione dei diritti e per accaparrarsi un diritto divino.
    Il pregiudicato che si arma con qualsiasi mezzo e si fa giustizia è l’esempio della mancanza di controllo del territorio da parte dello stato, il ragazzo che lavora in panineria che prende un coltello e si fa giustizia è l”esempio del fallimento della società moderna nel far evolvere la mentalità e nell’estirpare questi modelli da Cavalleria Rusticana.
    Le armi sono degli oggetti, come un tubo, una zappa, un coltello o una bottiglia… la mano che le brandisce ne decide l’uso che se ne farà!
    La più grande responsabilità e da attribuire anche (e sopratutto) al background culturale e sociale del luogo ove certe storie di degrado accadono!
    …francamente, se mi succede un battibecco con un vicino o con qualcuno per strada, chiedo scusa (anche quando ho ragione) giro i tacchi e mene vado.
    Voglio una vita tranquilla!
    Se ne vadano a quel paese!!!!

  • 27 giugno 2016 13:06

    Igor Mazzola, dove sei stato nascosto fino ad oggi?

  • 28 giugno 2016 09:44

    Promuoverei un piccolo sondaggio: quale buttate da un ipotetica torre: la Palermo di un Igor Mazzola(vedi commento sopra) , illuminato carnefice di un obsoleto “diritto di cronaca” o la Palermo degli autori dei delitti vittime di un 800′ che non se ne vuole andare ?

  • 28 giugno 2016 15:37

    ULTIMORA!
    Due tizi si sono accoltellati per futili motivi…in quel di Genova.
    L’equilibrio comincia a ristabilirsi fra le itale genti…

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