i fatti dopo il ragionamento

Noi, fratelli d’Italia

di

Conte Wikipedia | Blog diPalermo.it

Chi si sarebbe aspettato un’Italia così alzi la mano. Lineare, quadrata, tranquilla ma pronta ad accelerare quando serve, difensiva ma senza buttare mai la palla, feroce sui raddoppi e sulle palle inattive, la squadra azzurra plasmata ad immagine e somiglianza del suo condottiero vendica gli ultimi due europei e manda a casa la Spagna in malo modo. Oltre ad essere senza governo gli iberici ora sono anche senza squadra agli europei e a noi non dispiace neanche un po’.

Dopo anni di trionfi e tiki taka, un po’ noiosi per i nostri gusti, forse per colpa dell’età che passa per tutti (secondo uno dei vostri cronisti) o forse grazie all’aumento dei controlli sul doping (secondo l’altro), la Spagna viene riportata sulla terra con una lezione di calcio e sopratutto di tattica, ordita dall’indemoniato Conte, che solo per la scellerataggine dei nostri attaccanti e per i miracoli di De Gea non ha assunto proporzioni memorabili.

Ma, come si sa, noi teniamo solo al risultato, e alla fine contava vincere per andare a sfidare la Germania nei quarti. Se alla vittoria, già di per sè un’impresa, aggiungiamo una squadra che sembra sempre più consapevole della forza del proprio collettivo e del sacrificio di tutti, probabilmente terrorizzata da quello che fa e dice Conte se non si seguono alla lettera i suoi insegnamenti, a questo punto nessun traguardo ci sembra precluso. Anche perché viste le altre non è che nessuna ci abbia impressionato più di tanto. Ed allora godiamoci questo momento magico ed inaspettato e aspettiamo fiduciosi i quarti anche perché, ricordiamoci che, in fondo, è vero che alla fine vincono sempre loro (come diceva Lineker in una famosa battuta) ma non quando incontrano l’Italia, aggiungiamo noi. Forza Azzurri!

LE PAGELLE

Buffon – 10 Uscite chirurgiche, parate ordinarie e straordinarie ed un miracolo finale che vale tutto il torneo. Immenso.

De Sciglio – 7 Riesce a difendere e spingere con una certa continuità e si fa infilare solo una volta rimediando un’ammonizione evitabile. Non precisissimo sui cross ma sempre sul pezzo. Presente.

Chiellini – 10 Segna il gol che rende merito al primo tempo eccezionale degli azzurri. Difende con la consueta grinta e combatte senza concedere nulla. Gladiatore.

Barzagli – 8 Morata svaria molto e capita spesso dal suo lato. Lui lo blocca senza neanche sudare troppo. Sembra più un modello sulla passerella che un difensore. Elegante.

Bonucci – 8 Si vede meno del solito con la palla al piede ma chiedete agli attaccanti spagnoli se non lo hanno sentito abbastanza sugli stinchi. Mastino.

Parolo – 7,5 Corre a perdifiato e marca Iniesta come il francobollo sulla cartolina di un’estate sulla costa del sol. A volte sbaglia qualche appoggio di troppo ma il suo apporto è fondamentale. Motorino.

De Rossi – 8 Fino a quando resta in campo l’Italia soffre molto poco. Un concentrato di cattiveria e determinazione. Quando fa il tunnel ad Iniesta il Dio del calcio decide di mettersi pure in pensione. Coriaceo.

Giaccherini – 8 Copre a uomo sui difensori spagnoli come se fosse un mediano qualsiasi. Poi con la palla al piede inventa dribbling e tiri da manuale del calcio. Quando sta per morire di infarto per la troppa corsa Conte non ha pietà e tenta pure di colpirlo con il pallone ma lui non si ferma comunque. Inesauribile.

Pellè – 10 Gioca la migliore partita dell’europeo. In fase difensiva ha la stessa ferocia di Pietro Vierchowod. Questa volta fa da sponda e fa salire la squadra come un attaccante navigato. Lancia a rete Eder con un passaggio di prima da antologia e alla fine mette al sicuro la partita con la solita mezza rovesciata. Ubiquo.

Eder – 7,5 Nessuno voleva fargli tirare la punizione da cui nasce il primo gol dell’Italia. Lui incurante delle minacce di Bonucci prende la palla e tira un bolide che De Gea non riesce a gestire. Sbaglia un gol a tu per tu con il portiere spagnolo che avremmo segnato pure noi che notoriamente davanti alla porta ci facciamo venire un po’ di tremarella. In fase difensiva è sempre attento e viene picchiato con una certa ferocia senza morire. Soldatino.

Thiago Motta – 6 La moviola in confronto a lui pare Achille pie’ veloce. Svegliati.

Insigne – 6,5 Allenta la pressione tenendo palla quando serve e dribblando come un indemoniato ad ogni occasione. Dà il via all’azione del raddoppio. Peperino.

Darmian – 6,5 Entra nel pieno della bagarre e riesce ad assestare un paio di calci al momento giusto sparando il pallone lontano nelle mischie. Serve a Pellè l’assist che ci evita gli ultimi tre minuti di sofferenza. In palla.

Conte – 10 Disegna una squadra perfetta che gioca un calcio lineare, semplice e bellissimo. Ha la nazionale con il tasso tecnico peggiore della storia ma lo ha reso il collettivo più bello da vedere almeno dai tempi di Vicini. Grida, corre e gioca la sua partita a bordo campo rischiando l’infarto in almeno tre occasioni. Ringhia ai giocatori terrorizzandoli per giorni e ormai li ha resi vittime della sindrome di Stoccolma. Anche questa volta ha fatto la differenza. Indemoniato.

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