i fatti dopo il ragionamento

Un problema molto serio

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L'asfalto nero in corso Vittorio Emanuele, la rivolta dei rivoluzionari del web che promuovono infuocate petizioni e l'improbabile omaggio al poeta. E alla sua Margherita Asfalto | Blog diPalermo.it

A Palermo abbiamo un problema serissimo. Non è la disoccupazione, non è la munnizza, non è il traffico e neppure  la mafia, non è l’immobilismo politico, il clientelismo o lo spreco di fondi pubblici, ma neanche l’attesa di mesi per fare un’ecografia negli ospedali: il nostro vero dramma è il colore dell’asfalto. Nero. Una cosa che nel resto del mondo è semplicemente normale – perché l’asfalto è nero, come la Terra è tonda, l’estate calda e l’inverno freddo – qui diventa invece l’oggetto di una rivolta a suon di “vergogna!”, con tanto di petizioni per eliminare “lo scempio”. Perché questa è notoriamente la patria di grandi rivoluzionari, che non si piegano all’arroganza del potere e che lottano quotidianamente per un mondo migliore. E i risultati sono lampanti.

Ci vuole molto acume per accorgersi della gravità della piaga, che secondo alcuni avrebbe enormi ripercussioni sulla qualità della vita. Tanto che a Berlino, New York, Zurigo e Parigi, come in molte altre città civili sparse per il globo e – come è risaputo – popolate da masse alienate, nessuno ne ha mai preso coscienza. A guidare la rivolta palermitana contro l’asfalto nero è infatti un gruppo d’intellettuali illuminati e di avanguardia, di quella sinistra da salotto con punte di grillismo che predica bene, ma che spesso razzola piuttosto male.

Per qualcuno di loro la colata d’asfalto fresco e nerissimo – con la quale dopo decenni è stato rifatto il manto stradale prima della piazza di Mondello e poi di una parte di corso Vittorio Emanuele – sarebbe addirittura l’ultimo atto del sacco di Palermo, un’iniziativa così devastante da far rabbrividire un Ciancimino. Quel bitume spalmato sarebbe l’urlo di dolore di una città che muore sotto gli occhi di cittadini incolti e indifferenti.

Dicono infatti gli illuminati che in un’isola pedonale, per giunta parte integrante del percorso arabo-normanno e dunque patrimonio dell’Unesco, l’asfalto dovrebbe essere bandito. Anche se c’è sempre stato. Certo, potremmo tornare alle strade sterrate. O lasciare buche e dislivelli che, per i pedoni, sono la garanzia di contusioni variegate. Ma gli illuminati difficilmente si spostano a piedi, che ne devono sapere? Loro, sensibili alle tematiche ambientali, dicono pure che la tragedia sarebbe meno grave se solo l’asfalto fosse colorato.

Ma sì, anche se i costi lieviterebbero – e c’è da giurare che poi gli illuminati se la prenderebbero col Comune proprio per questo – “coi secchi di vernice coloriamo tutti i muri, case, vicoli e palazzi perché lei ama i colori”, così rendiamo omaggio alla “Margherita” di Cocciante già che ci siamo.

Non voglio credere che gli illuminati siano in malafede, non voglio credere che siano in realtà dei reazionari, ma che piuttosto abbiano (paradossalmente) un problema di vista: sono così abituati al colore del vecchio asfalto, grigio chiaro perché consumato, che il nero intenso di quello nuovo provoca in loro un po’ di confusione. Ecco, voglio rassicurarli: nel giro di pochi mesi tutto tornerà come prima, le tinte saranno quelle che hanno sempre amato e che mai li hanno disturbati. D’altra parte si sa che ad ogni rivoluzione segue un periodo di restaurazione. In ogni caso non me ne vogliano gli illuminati: a me piacciono le rivolte, ma quando ad aggirarsi per il Cassaro è lo spettro dell’idiozia preferisco restare a casa.

16 commenti

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  • 07 luglio 2016 09:30

    Brava!

  • 07 luglio 2016 09:44

    gli illuminati sono solo schiffarati.

  • 07 luglio 2016 10:51

    Concordo su tutto quanto è riportato nell’articolo. Brava!

  • 07 luglio 2016 11:00

    Secondo me qualcuno ha fatto un esperimento sociale: lanciamo una protesta indignata assurda e priva di senso e vediamo quanti cretini ci vengono appresso

  • 07 luglio 2016 14:02

    Appoggio la mozione “LaLicata”: non può esserci altra spiegazione.
    Sia per il caso di Mondello che per quest’ultimo, il mio primo pensiero al leggere delle proteste è stato: “Ma perché, l’asfalto di che colore è?”

  • 07 luglio 2016 16:59

    Signora, io non sono d’accordo con lei! È vero che a Palermo cu dono problemi più seri, e vanno risolti al più presto. Ma bisogna occuparsi anche di manutenere il centro storico del capoluogo regionale, facciamoce ne una ragione. L’asfalto nero è un occhio NERO a quell’area! Bastava un po’ di gusto estetico in più. Il centro storico di Palermo è così bello che lo merita. Al pari di quello di Bologna, Genova o Torino. Ma basta andare a vedere quello di Trapani: pavimentazione in pietra bianca! Perché a Palermo tanta trascuratezza estetica? Chi ha deciso per l’asfalto nero non è solo una CAPRA, ma un emerito incompetente in fatto di arte. C’è anche questa, non solo ecografie, mia cara!

  • 07 luglio 2016 21:21

    Rosso come il sangue dei Vespri siciliani. Rivoluzione permanente. Ma vadano a cagare!

  • 08 luglio 2016 08:38

    L’asfalto c’è sempre stato? L’alternativa all’asfalto sono le strade sterrate??? Mai sentito parlare di basole? Perché è questo che c’era prima, ed è questo che serve in una strada monumentale.

  • 08 luglio 2016 09:51

    Essatamente, lo che volevo dire! L’hai fato per me ! Grazie…
    I Palermitani, non sono mai contenti… Quando non si fa niente, si arrabiano, quando si fa una cosa, si arrabiano pure… ( bici, banchi, cesti… Etc…!!!! ).
    Vero che il nerissimo diventara presto grigio… A me piacerebbe, che le strice pedonale diventano bianchissime… Che quì ho sempre paura di investire a qualqu’uno…

  • 08 luglio 2016 11:16

    Palermo non migliora perché i suoi cittadini, anche gli intellettuali, si sono abituati al brutto, ai lavori fatti con superficialità e agli interventi provvisori che diventano perenni.
    L’asfalto è nero, lo sappiamo bene, ma avete provato in questi giorni (non fra alcuni mesi quando diventerà grigio) a sedervi in una panchina della piazza di Mondello? Sembra un forno a cielo aperto… chi ha autorizzato questi lavori a giugno non sapeva che sarebbe arrivata l’estate???
    In corso Vittorio davanti la cattedrale vedere quell’asfalto rattoppato, nero e di scarsa qualità è l’immagine della gestione sciatta di questa Palermo che tutti i turisti si porteranno a casa.

  • 08 luglio 2016 11:26

    Il problema dell asfalto non è il colore ma il fatto che non lo sanno posare. Differentemente dal resto del mondo civilizzato dove l asfalto è piatto da noi è sempre a più livelli e senza polemica alcuna non comprendo com e che il tecnico di turno dia il collaudo. Dovrebbero negarlo sono a quando la strada non è fatta a regola d arte! L ultimo esempio lo stradone rifatto x mondello!! Hanno distrutto la strada! X quanto riguarda il colore penso che se la strada va asfaltata il colore è chiaro che sarà nero il punto è che non c e solo l asfalto ed in alcune zone quali le pedonali o le turistiche sarebbe opportuno x motivi pratici ed estetici utilizzare materiali diversi.

  • 08 luglio 2016 13:10

    sono un tantino stanco di veder presi per cretini i palermitani, la polemica del l’asfalto nero è per me una pura cretinaggine, è chiaro che l’asfalto è nero in tutte le città del mondo e col tempo sbiadisce….. come ritengo che siano stupide e cretine le raccolte di firme fatte a questo scopo. Si tratta,come già detto prima, di una questione di scelte, diciamo che in determinati siti di particolare pregio turistico e storico sarebbe stato preferibile usare materiali diversi un tantino più gradevoli e un confronto con cittadini sarebbe stato auspicabile. Prendere tutti per cretini perché contro l’asfalto nero credo sia intellettualmente poco corretto, spostando il centro dell’attenzione sul solito “panormosauro” (questa volta definito “illuminato”) sempre pronto a lamentarsi per poi non preoccuparsi minimamente del decoro della sua città. Il riferimento al premio pulitzer non voleva essere offensivo, ma soltanto una battuta, per inciso leggo il giornale di Sicilia soltanto per i necrologi….complimenti per il divertissement davvero scritto bene. Con simpatia. Pino Cappello (un illuminato colpito dallo spettro dell’idiozia…. 😉 )

  • 08 luglio 2016 16:37

    Sostenere che l’asfalto nero è bruttino e che sarebbe preferibile quello colorato o, ancor meglio, la posa di basole di pietra, mi sembra sfondare una porta aperta. Non c’è bisogno neppure di rincorsa. Ma ho letto che la scelta per l’asfalto normale non è stata fatta per carenza di senso estetico, ma per mancanza di fondi. In altra parole, non c’erano i soldi per asfalti più graziosi e, men che meno, per lastricare la strada con la pietra. Si può discutere se fosse
    così urgente asfaltare quella strada per il “festino”, se non ci fossero altre priorità, ma mi sembra assurdo accusare di non aver speso soldi che non ci sono.

  • 08 luglio 2016 17:20

    Il problema è che va benissimo l’asfalto che ovviamente è di quel colorelì, ma assieme al nero dovrebbero materializzarsi anche tutti gli altri colori della segnaletica stradale, che a quanto pare a Palermo non vengono presi in considerazione!!!
    Non una striscia bianca, non un alinea continua, non una linea tratteggiata…
    Si vedono solo linee blu…quello per i parcheggi a pagamento.
    Per il resto il nulla…mah…??????

  • 09 luglio 2016 13:14

    Grandissimo pezzo! Un plauso all’autrice

  • 09 luglio 2016 18:44

    Non ti curar di loro ma guarda e passa è solo invidia per quello che loro mon hanno saputo fare

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