i fatti dopo il ragionamento

Storia triste di una zuppa di cozze

di

Cronaca di una cena particolare in un ristorante molto particolare con una suocera particolare ma per nulla disposta alla sperimentazione. Che è ancora convinta, povera illusa, che cucinare non sia un'esibizione circense Cozze | Blog diPalermo.it

L’altra sera ho portato mia suocera in un ristorante un po’ particolare, ci siamo seduti e le ho detto così: Nicla, questo è un ristorante particolare, fanno una cucina siciliana rivisitata, quindi non aspettarti le solite cose, d’accordo? Lei mi ha guardato e mi ha detto va bene, ha dato un’occhiata al menù, ha trovato la sua adorata zuppa di cozze e ha detto senza esitazioni la prendo.

Avendo io sviluppato questa capacità di prevedere con largo anticipo le tragedie in avvicinamento, mi è parso doverono metterla ulteriormente in guardia: non aspettarti la solita zuppa di cozze, questa sarà una zuppa di cozze particolare perché lo chef di questo ristorante è uno chef creativo, un artista, e come si sa gli artisti vanno dove li porta il cuore, soprattutto se aspirano alla stella Michelin.

Mia suocera, 77 anni e una scarsa propensione alla sperimentazione, mi ha guardato, mi ha preso la mano e mi ha comunque rassicurato: va bene. Poi la zuppa di cozze è arrivata e lei ha detto alla ragazza che quella che aveva davanti non era la zuppa di cozze che aveva ordinato, ma manco per niente. Io l’ho guardata e facendo ricorso ai residui brandelli di pazienza che mi erano rimasti le ho spiegato: cara Nicla, te l’avevo detto che sarebbe stato un piatto particolare, che non dovevi aspettarti la solita zuppa di cozze, mangiala e vedrai che ti piacerà.

Lei mi ha guardato senza convinzione, l’ha mangiata e mi ha detto che le era piaciuta anche se non le era piaciuta, poi s’è rivolta di nuovo alla ragazza e le ha detto che la zuppa di cozze era buona ma che quel piatto con due striminzite palline di seppia guarnite con due cozze e una passatina stinta di ceci non aveva niente a che fare con la zuppa di cozze che aveva ordinato perché alla Mistral, per dire, la zuppa di cozze è a forma di zuppa di cozze, ti ci sporchi le mani, ci ficchi dentro i crostini di pane, si sente l’aglio e tutto il resto, e a quel punto io, una frazione di secondo prima di metterle il bavaglio e di sterminare la piccola comunità del paesello in cui stavamo cenando, sono stato assalito da un dubbio terribile che mi tormenta ancora adesso mentre scrivo: e se avesse ragione lei?

6 commenti

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  • 11 luglio 2016 09:00

    amo Nicla. Una zuppa di cozze è una zuppa di cozze è una zuppa di cozze…

  • 11 luglio 2016 13:17

    Odio la sperimentazione, soprattutto quando i nomi sono uguali e i piatti sono diversi.

  • 11 luglio 2016 13:24

    Io sto con Nicla

  • 11 luglio 2016 16:05

    Je suis Nicla.

  • 11 luglio 2016 16:05

    abbasso i “ristoranti molto particolari” !!! W Nicla!!!

  • 12 luglio 2016 15:32

    Concordo pienamente con Nicla.

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