i fatti dopo il ragionamento

Nostra Signora della Vanità

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Le strade coperte dai rifiuti e una vecchia filastrocca che imparai da bambina. E che sembra scritta apposta per Palermo Immondizia Mondello | Blog diPalermo.it

Tra le tante filastrocche della mia infanzia me ne ricordo una, che in questo momento mi fa tanto pensare a Palermo. Doveva essere una di quelle – una delle tante sopravvissute grazie alla mia portentosa nonna, di cui vi ho già detto – imparate a scuola a proposito di igiene, forse per sopperire alle ancora scarse informazioni in circolazione in fatto di pulizia personale.

La protagonista era la civettuola signorina Vanità, che si preparava di tutto punto per uscire dimenticando completamente di lavarsi. La poesiola terminava con una condanna a questo comportamento, direttamente alla signorina Vanità, che veniva così ammonita: “E si ricordi, si ricordi bene: spesso cova malattia dove manca pulizia”.

Palermo è una signorina Vanità molto meno civettuola, decisamente più vissuta. E molto, molto più sporca. In attesa che i balletti delle responsabilità si consumino, il biglietto da visita della nostra città è quello della spazzatura: un cordone immenso e puzzolente, per esempio, quello che collega tristemente Palermo a Punta Raisi, mostrato di recente sui social da un padre esasperato che, ogni anno, porta da Udine i figli in vacanza nella propria città natale.

È un problema ricorrente, quello che affligge la nostra signorina Vanità, a cui capita spesso di curarsi solo del belletto tralasciando completamente le più elementari norme di igiene. E mentre impazza il conto alla rovescia per festini e festoni sempre più vuoti e roboanti, il nostro cielo è ferito ormai da mesi dal verso di gabbiani inferociti che scendono in città attirati dai cassonetti che vomitano sacchi strapieni.

Forse, invece di abitare nelle memorie dei nostri nonni, la filastrocca della signorina Vanità andrebbe rispolverata, così come il concetto di igiene, e riportata, su più vasta scala, a Palermo.

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