i fatti dopo il ragionamento

Esultare per il mafioso morto

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La morte di Provenzano, la festa sui social e quella linea che non dovremmo valicare mai. Per non correre il rischio di somigliare ai mostri che vogliamo combattere PROVENZANO | Blog diPalermo.it

Mi chiedo da due giorni come si possa esultare per la morte di un uomo. Un boss, tra quelli più pericolosi, con la coscienza sporca di sangue, mandante ed esecutore di stragi ed omicidi, è vero, ma pur sempre un uomo. Un particolare che in tanti, in queste ore, sembrano aver dimenticato. Perché, che piaccia o no, Bernardo Provenzano era fatto di carne e ossa esattamente come loro che, con vero spirito cristiano, si sono detti felici per il suo ultimo respiro, che gli hanno augurato l’inferno, con la presunzione di essere invece destinati al paradiso.

Che differenza c’è tra chi uccide senza pietà chiunque ostacoli il suo potere e chi, da antimafioso, da cristiano, da cittadino democratico, la pietà se la scorda di fronte a un vecchio decrepito che esala dopo una malattia? Nessuna. Il grado di disumanità è identico. Tranne se si confonde – proprio come fanno i mafiosi – la vendetta con la giustizia. Tranne se si crede che lasciare al carcere duro un individuo malato che ormai è un vegetale e non è neppure più in grado di capire la pena che sta scontando sia una grande vittoria dello Stato sulla mafia, un trionfo del Bene sul Male. Senza accorgersi che è proprio in queste circostanze che più si finisce disgraziatamente per somigliare ai mostri che si vorrebbero combattere.

Mentre tanti cattolici invocavano le pene dell’inferno per il padrino di Corleone, l’arcivescovo di Monreale ha detto però che “una preghiera non si può negare a nessuno”, neppure al più schifoso dei mafiosi, al più crudele degli assassini. E ha ragione – e lo dico da atea – perché bisogna distinguersi dalle belve umane, non abbassarsi mai alle loro logiche tribali, quelle che li fanno sentire così importanti e potenti da poter decidere della vita e della morte dei loro simili, addirittura del destino della loro terra.

Lo Stato avrebbe vinto davvero se Provenzano non l’avesse lasciato in latitanza per 42 anni, se l’avesse catturato prima, in modo da fargli scontare più a lungo – e con lucidità – la sua condanna. Noi vinciamo non quando quest’uomo che è diventato il simbolo del Male muore, non quando esultiamo come sciacalli, come avrà fatto lui dopo le stragi davanti ai cadaveri delle sue vittime, ma ogni volta che riusciamo a restare puliti nonostante ci scontriamo con lo schifo.

6 commenti

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  • 15 luglio 2016 13:16

    Basterebbe tacere, il che nulla toglierebbe al giudizio morale (genuino, perché intimo e silente) sull’uomo. Ma non è virtù che ci si può aspettare nell’epoca dei social network, dove siamo tutti protagonisti, eroi, cani che abbaiano e non mordono. Chiediamoci anche quanti di coloro che esultano avrebbero fatto carte false per baciare la mano a un Provenzano in vista di un problema personale da risolvere. E quanti degli stessi sarebbero pronti a fare lo stesso, in questo preciso istante, davanti a un boss nel pieno del suo vigore. Esistono gli “esultanti” di facciata. Una minima percentuale, mi auguro, ma sono pronto a scommetterci. Io al palermitamo duro e puro e senza macchia ci credo poco. Diciamo che trattasi di specie molto rara.

  • 15 luglio 2016 15:30

    Cara Sandra ineccepibile! Principi sacri che comprendi appieno se hai avuto la fortuna e la volontà di avere avuto una qualsiasi evoluzione spirituale principi che non entrano quasi mai nelle aule di giustizia dove il fatto che un uomo è pur sempre fatto di carne e ossa lo comprendono solo pochi pochissimi magistrati.

  • 16 luglio 2016 16:22

    Articolo che non fa altro che dare importanza allo stesso modo di chi gioisce per la morte di quell’essere.
    Per quanto mi riguarda il tizio ha campato anche fin troppo, ma forse non avete minima id di cosa significa sciogliere nell’acido altre vite umane, prendersela allo stesso modo con un bambino o deflagrare la carne di altre persone senza che questi si potessero chiudere dentro la cassa non dimenticando qualche dito o orecchio sparso per le campagne di via d’Amelio o della A29.
    Perdono? Preghiera? …uno così non è un uomo….per un topo di fogna proverei pietà. Per questo escremento no. Nè per lui, nè tantomeno per quelli come lui o come questi dell Isis e affini.
    E non fatevi ingannare troppo dalle mie parole. Io regalo sorrisi ogni giorno a chi ne ha bisogno…anche chi no, ma di questa merda ne ho fin troppo piene le scatole, come il fatto che se ne continui a parlare, giudicando tizio o caio perchè non è della stessa corrente di pensiero.
    Io brindo e continuerò a farlo ogni qualvolta ce n’è l’occasione.

  • 17 luglio 2016 19:36

    Quando brinderà nuovamente, caro Salvo, sappia che non sarà mai solo!

  • 18 luglio 2016 08:35

    per carità basta con questo buonismo da quattro soldi…gli uomini non sono tutti uguali e paragonare la società CIVILE che ha dovuto e che ancora deve piegarsi alla MALVAGITA’ dei mafiosi ai mafiosi stessi è INDEGNO e oltremodo STUPIDO!.
    Io ODIO la mafia e ODIO i mafiosi e auguro a loro le peggio sofferenze. La neutralità che invoca l’articolo è solo un modo comodo di stare a guardare le cose senza prendere posizione…E’ INDIFFERENZA CHE DIVENTA, QUESTA SI, PARTE STESSA DEL PROBLEMA !
    non so…magari la prossima volta scriverai due righe anche su Hitler ??.. questo modo di giudicare è arrogante e naturalmente nessuno mai saprà quali sarebbero i suoi sentimenti se mai , le auguro di no, dovesse subire da un mafioso la morte di un familiare, da un pedofilo la violenza su un figlio … io rivolgo la mia pietà solo a chi la merita e non ad un provenzano morto che per me è solo un verme in meno sulla terra.

  • 22 luglio 2016 10:40

    Abbellaaa, fatti squagliare qualche parente nell’acido, che so un nipote, un figlio , una mamma….scegli tu, e dopo ne riparliamo.L’ateismo è la cosa piu’ vera da seguire e mi fa quadrare il cerchio per il fatto che possano esistere persone come Provenzano e come te assolutamente impuniti.Avete fatto della Sicilia un postaccio impraticabile.AMEN.

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