i fatti dopo il ragionamento

L’incantesimo scemo del Pokemon

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La febbre per questa nuova app che ti fa girare la città con la testa china sullo smartphone, il controllo sistematico delle nostre teste e questa sveglia che non suona mai. E che quando suonerà sarà troppo tardi Pokemon | Blog diPalermo.it

Non chiamatelo gioco, perché col gioco non ha nulla a che fare. Il gioco è ben altro, apre e libera la mente, porta a sviluppare capacità fisiche e mentali, a usare la fantasia. Qui invece è tutto indotto. Una App, Pokemon Go, che vi costringe a stare con la testa china sul cellulare per individuare un Pokemon tra i cespugli, in palestra, in una piazza e catturarlo. Non so se mi angosci di più il fatto che la nuova generazione continui a subire questa lobotomizzazione costante e silenziosa o che quelli dai trent’anni in su ci giochino e ne parlino come di un gioco divertente o dicano ma dai, è solo un gioco.

Vedo gente eseguire degli ordini. Perché di questo si tratta; che venga indorata la pillola, mascherandola da gioco, da divertimento, non cambia il risultato. Un esercito di persone ascolta delle direttive da un telefono e le esegue. Parte in massa alla ricerca di quanto viene indicato, attraversa le strade noncurante di chi arriva in auto da destra o da sinistra, cammina o corre guardando il cellulare, senza staccare gli occhi, e proseguendo nella sua missione, la cattura del Pokemon! Del Pokemon migliore! E farlo evolvere.

Ma di che stiamo parlando? Ci rendiamo conto di quello che sta accadendo, dell’involuzione, ancora e ancora, dell’individuo e della sua libertà? Conosco le trappole del web, conosco il fenomeno social e i suoi pericoli a livello psicologico e conosco il potere e la pericolosità dei videogiochi. Mettere queste due cose nelle mani dei ragazzini è criminale. Questi sono test per capire fino a che punto le menti – soprattutto dei più giovani, ma evidentemente non solo le loro – possano essere manovrate e quale sia il mezzo migliore, furbo e silente, per farlo. Svegliatevi, cazzo. Svegliatevi prima che sia tardi.

21 commenti

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  • 22 luglio 2016 09:17

    Leggo orde di membri della “vecchia generazione” che cercano di giudicare qualcosa che non riescono ad afferrare. Oddio, giocano con i pokemon e prendono ordini come fossero delle marionette!
    Ogni gioco ha le sue regole, tutti seguiamo delle regole imposte e le accettiamo perchè ci fanno comodo. Gli stessi che ora criticano questo gioco sono gli stessi che prima di comprarsi il cellulare dicevano che a loro bastava chiamare. Già li vedo con i loro account whatsapp a scambiarsi foto e video. Intelligenti pauca.

  • 22 luglio 2016 10:00

    personalmente di anni ne ho appena 34, mi reputo ancora assai giovane e non della “vecchia generazione”. Ho una figlia di 10 anni, da proteggere e di cui devo salvaguardare fantasia e libertà, nata in questa era e con cui mi confronto giornalmente. Uso internet e gli smartphone per piacere e per lavoro non potrei farne a meno quindi so cosa vuol dire innovazione e l’importanza della tecnologia. Aspetti questi che non hanno nulla a che fare con il pokemog go e mi fa paura il fatto che non si riesca a scindere l’aspetto innovativo e intelligente della tecnologia da quello pericoloso e che tende a creare un numero sempre maggiore di schiavi.

  • 22 luglio 2016 11:31

    Io ho 49 anni, mio figlio 17 legge fumetti ed è un appassionato dei film di tarantino, legge buona letteratura e gioca anche a pokemon. Le nuove generazioni sono molto più libere di quanto si pensi, smettiamola di proiettare su di loro i nostri pregiudizi. Fortunatamente per loro non dovranno ringraziarci ….visto
    Il tipo di società e di futuro che stiamo
    Offrendo …

  • 22 luglio 2016 12:11

    Minkia pesantezza… Ma rilassati.. Ho tre figli tra i cinque ed i dieci anni giocano a pallone tutto il giorno in mezzo alla strada vanno a mare fanno surf suonano il pianoforte giocano a dama e scopa. vengono ai concerti viaggiano vedono video di YouTube su iPad Giocano alla play station e con l iPad ed anche giocano a pokemon go ed anzi ci fottiamo insieme dalle risate quando ne troviamo uno… Take it easy

  • 22 luglio 2016 12:50

    Non capisco come si possa scrivere un simile “articolo” senza avere nessun tipo di infarinatura videoludica, inoltre, mettere a confronto l’applicazione con ogni tipo di male esistente al mondo, è davvero limitativo e quasi arrogante. Ma andiamo con ordine:

    “Non chiamatelo gioco, perché col gioco non ha nulla a che fare. Il gioco è ben altro, apre e libera la mente, porta a sviluppare capacità fisiche e mentali, a usare la fantasia.”
    Forse l’autrice non saprà che Pokemon Go prende in prestito l’idea da un’altra applicazione, chiamata “Ingress”; se la studi e poi potremo riparlarne.

    “Non so se mi angosci di più il fatto che la nuova generazione continui a subire questa lobotomizzazione costante e silenziosa o che quelli dai trent’anni in su ci giochino e ne parlino come di un gioco divertente o dicano ma dai, è solo un gioco”.
    È come quando nei TG raccontano di fatti di cronaca nera, dando la colpa sempre ai videogiochi “violenti”, come nel caso di GTA e simili. Stessa dinamica, qui. Magari, però, quando accadono risse negli stadi a causa di un pallone, ci stiamo zitti, perché ormai è una cosa socialmente accettata.


    “Vedo gente eseguire degli ordini. Perché di questo si tratta; che venga indorata la pillola, mascherandola da gioco, da divertimento, non cambia il risultato. Un esercito di persone ascolta delle direttive da un telefono e le esegue. Parte in massa alla ricerca di quanto viene indicato, attraversa le strade noncurante di chi arriva in auto da destra o da sinistra, cammina o corre guardando il cellulare, senza staccare gli occhi, e proseguendo nella sua missione, la cattura del Pokemon! Del Pokemon migliore! E farlo evolvere.”

    Pure banalità, dettate da quanto accaduto a Central Park. Questo tipo di allarmismo è da considerarsi assolutamente infondato, in quanto, secondo il ragionamento dell’autrice, in ogni città del globo pare verificarsi quanto scritto. E poi mi piace che si concluda citando l’allarmismo…

    “Mettere queste due cose nelle mani dei ragazzini è criminale. Questi sono test per capire fino a che punto le menti – soprattutto dei più giovani, ma evidentemente non solo le loro – possano essere manovrate e quale sia il mezzo migliore, furbo e silente, per farlo.”
    Solite teorie del complotto, ampliate e ridicolizzate quando si parla soprattutto di videogiochi e simili. Come al solito, l’ignoranza in materia non permette di vedere al di là del proprio naso.

    Saluti.

  • 22 luglio 2016 13:08

    cara/o due palle, tra i i cinque e i dieci anni si presuppone che i figli ancora li segui passo passo e per fare tutte quste cose. i tuoi figli sono dei bambini certamente fortunati a leggere tutto quello che fanno e possono fare, dai viaggi, alle lezioni di piano, al surf ai concerti ecc… e proprio perchè ancora piccoli, immagino per forza che siano seguiti. non credo che avendo dai 4 ai 10 anni, facciano tutte queste cose e attività senza organizzazione (sono tre) e controlli, controlli normali di un genitore verso i figli che frequentano ancora asilo ed elementari. posto che non tutti i bambini purtroppo possono essere seguiti così e avere tutte queste attività da fare che quindi tengono la loro mente aperta e impegnata, da ragazzini è ancora più difficile seguirli. Sarebbe cosa buona e altruistica guardare al “bene comune” ogni tanto e non pensare solo al proprio orticello. Take it easy… già…

  • 22 luglio 2016 13:11

    Cara Marta purtroppo l’età anagrafica non è l’unico sintomo di vivacità intellettuale e apertura alle novità. Le parla uno che non gioca con i pokemon, ma odia l’allarmismo sterile. Si faccia un giro con questa applicazione, accetti questo consiglio. Magari le piacerà pure.

  • 22 luglio 2016 13:11

    Signor Gambero, altro che central park, io purtroppo mi riferisco a quanto accade a Palermo. Mi riferisco ai giovani in particolar modo, fragili e oggi poco seguiti e “protetti”. Dovrebbe imparare a guardare anche agli altri invece di analizzare le cose solo dal punto di vista di una persona adulta che si presuppone sia già “strutturata” e coscienziosa e capace di discernere e controllarsi.

  • 22 luglio 2016 13:14

    Gianluca, mi reputo molto aperta alle novità, e avendo una figlia di dieci anni non potrebbe essere che così. Non è mio uso fare allarmismo, qui si tratta di andare oltre le cose che ci propinano e “leggerle” con attenzione. Se lei gioca a pokemon e va in giro per la città catturare animaletti virtuali, non posso che immaginare che abbia molto tempo libero. Buon divertimento

  • 22 luglio 2016 13:31

    Marta, forse le sfugge che, a parte Pokemon GO, i videogiochi hanno un loro mercato di massa già dagli anni ’80 (il quale ha prodotto, a volte, sceneggiature che la cinematografia si sogna). Banalizzare la questione, facendo in modo di far passare un messaggio assolutamente errato, come sei i ragazzini, invece di avere in mano un joypad o una console, impugnassero un’arma, è quanto di più allarmistico e paradossale si possa fare, ma qui la colpa è anche di chi l’articolo lo ha fatto pubblicare, non soltanto di chi lo ha scritto.
    Il videogioco è puro strumento di intrattenimento, come può essere un film o un libro, certo, permette di immedesimarsi in un diverso modo, ma da qui a dire che simili attività sono “criminali”, beh, evidentemente il suo concetto di criminilità è un tantino appartenente a un’altra dimensione.
    Come sempre (e ormai è diventata quasi banale da dire come frase), non è l’attività che si svolge, il vero problema, quanto l’uso o l’abuso che se ne fa: i videogiochi o le app nascono da idee, collaborazioni di diverso tipo e marketing, se poi qualcuno ci passa venti ore al giorno o si fa male cercando un Pokemon, beh, la risposta vien da sé 🙂

  • 22 luglio 2016 15:14

    Mi pare una sociologia da bar. Quattro concetti scontati e poco approfonditi messi insieme in salsa moralistico-allarmista.
    pokemon go è un gioco che peraltro impone di muoversi e potrebbe perfino far conoscere la città in cui si vive. e cmq è un gioco. non capisco,poi, quali grandi differenze ci siano con la vecchia caccia al tesoro.
    quanto al prendere ordini, siamo bombardati da input che ci inducono a fare cose che non ci passerebbe per la testa di fare e ce ne accorgiamo ora… Per non parlare delle porcherie televisive alla De Filippi che fanno crescere i figli facendoli pensare che l’amore e le relazioni tra sessi nascano da un balletto in tv.
    bah

  • 22 luglio 2016 17:17

    Boh, mi sembra abbastanza irrecuperabile la situazione. Non si parla né di sua figlia, né della quantità di tempo libero a disposizione, che a quanto pare ha in abbondanza se riesce a scrivere un post su diPalermo di venerdì e stare tutto il giorno a rispondere ai commenti. Nessuno le prescrive di giocare a pokemon, non critichi gli altri e non usi un linguaggio complottistico per cose così stupide. Un abbraccio.

  • 23 luglio 2016 00:20

    E’ il primo test su scala globale della realtà aumentata, da ora in poi continueranno a espandere le applicazioni. Questa cosa fra 20 anni ce la ricorderemo come oggi ricordiamo Pac-Man.

  • 23 luglio 2016 23:06

    La mia generazione dovrebbe essere ultra violenta per mortal kombat, mietere vittime stradali per carmageddon, suicidarsi per il tamagotchi, essere satanica per Doom, non dormire la notte per resident Evil e sentirsi ansiosa per huntman.

  • 24 luglio 2016 09:55

    La madre dei cretini è sempre incinta. E per ora l’inseminatore ha la faccia del Pokemon. I commentatori che “s’attigghiano” per un articolo condivisibilissimo, che le canta chiare, sono una bella figliata dei suddetti. Leggete, vedete buon cinema e, se occorre, andate a lavorare. Pokemink.

  • 24 luglio 2016 10:00

    P.S. poi quando una macchina vi piglia di petto o il pokemon driver pigia di petto qualcuno, chianciemu. E l’incidentato (o il cretino alla guida) spiegherà in commissariato o al pronto soccorso: ma io cercavo… il pokemon. E iu ci dassi u riestu.

  • 24 luglio 2016 10:01

    P.P.S. Brava Marta Genova. Non ribattere più. Lasciali cuocere nel loro brodetto.

  • 24 luglio 2016 10:43

    Ah… esistono ancora: il Monopoli, il Trivial, il Domino, lo Shangai, la briscola a cinque… se avete voglia di passarivi u tiempu e socializzare uncitivi a casa di qualcuno. Non si sa mia che ci si possa divertire anche parlando, cazzeggiando, in poche parole SOCIALIZZANDO. Ai pokemon go consiglio una sortita al giardino inglese, che è pieno di mommi. Trovatemi un pokemon mommo.

  • 25 luglio 2016 10:19

    Pokemon è un’incredibile rete per la pesca a strascico di miliardi di dati. Un must nello scontro mondiale in atto tra giganti del datamining. Ma voi volete solo essere lasciati liberi di giocare. E giocate giocate…

  • 26 luglio 2016 23:24

    Concluderei, linkandovi il seguente video (il quale titolo è, chiaramente, il contrario di quanto si espone al suo interno), creato da gente del settore che NON GIUDICA. Buona visione.

    “Pokemon Go è pericoloso e deve essere vietato!”
    https://www.youtube.com/watch?v=mQmRoK8QQcM

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