i fatti dopo il ragionamento

La rivoluzione di Palermo

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Dopo 48 anni torna balneabile il tratto di costa tra Sant'Erasmo e la Bandita. Adesso il futuro di quella parte di città dipende solo da noi. E dalla nostra capacità visionaria Orlando Mare | Blog diPalermo.it

Dalla stampa appuriamo che dopo quarantotto anni  torna ad essere balneabile il tratto di costa compreso tra sant’Erasmo e la Bandita. La notizia è d’importanza storica. Duemilasedici meno quarantotto fa 1968. Anno nel quale, mentre molti eschimo e barbe d’ordinanza protestavano contro il sistema, i palermitani  facevano l’ultimo bagno nella loro spiaggia. L’ultimo tuffo. Dopo il quale, per 48 anni si sono  lungamente asciugati, scotolando lentamente le loro tovaglie. Come noto infatti, Il palermitano che conclude la giornata al mare per prima cosa, con fiera espressione in italiese panormita,  procede a “scotolare la tovaglia”. A liberare cioè, per chi ci segue da fuori città, il proprio telo dai granelli di sabbia.

Dopo quell’ultimo tuffo sessantottino di sabbia da scotolare, nei teli dei palermitani,  doveva essercene tanta al punto da occultare del tutto quel tratto di costa dalla quotidianità, dalla memoria, dalla vita della città. Una sabbia fatta di detriti del Sacco, di mala politica, di pessima urbanistica, ma soprattutto di ignavia. I palermitani avviarono volontariamente la perdurante crisi di coppia che tiene lontane la città dal suo mare: i due non si parlarono più, la crisi, come sempre accade, iniziò quando smisero di guardarsi negli occhi e di tenersi stretti. Il mare dei palermitani un tempo era proprio qui, Mondello era solo un’esotica, spiaggetta, frequentata da una sparuta elite, ma soprattutto troppo lontana dalla croce di Cassaro e Maqueda e quindi  dal cuore.

Questa crisi di coppia, questa indifferenza, ha comportato che Palermo si sia trasformata da città di mare in città vicina al mare, come se questa condizione fosse una casuale  prossimità geografica, niente di più. Il degrado in cui oggi versa questa parte della città è il paradigma di tutta la distratta incapacità di una generazione ed evidenzia anche una grave cecità imprenditoriale. Perché questo lungomare, attualmente snobbato anche dall’ultimo dei pokemon, rappresenta paesaggisticamente la parte più bella della città.

Mi dispiace per le vostre terrazze di via Libertà, provate ad affacciarvi da una qualunque finestra della denigrata via Messina Marine, rimarrete senza fiato: sullo sfondo avvolto da luce vaporosa vedrete galleggiare Monte Pellegrino.

Che l’acqua sia nuovamente balneabile, è evidente, non basta. Tuttavia è darwinianamente assodato che la vita nasce, in questo caso rinasce, dall’acqua. Non sarà un processo rapido, non sarà facile, ma la notizia apre comunque un orizzonte. Si tratta della nostra Copacabana, solo più lunga e più bella. Fossi un imprenditore  investirei in questa zona, volessi aprire un lido, un ristorante, una discoteca lo farei qui. Non aspettiamo prima di metterci piede che diventi il posto che meriterebbe, non accadrà mai. Piuttosto agiamo per la sua piena rigenerazione che dipenderà unicamente dalla nostra capacità visionaria.

Parafrasando Luigi Pintor a proposito del genere umano, possiamo dire che è una caratteristica molto palermitana arzigogolare sul futuro senza sapere che è già iniziato e che stasera viene da noi a cena. Così durante la cena scopriremo che la Bandita non è più bandita e che, seppur con gravissimo ritardo, possiamo essere rivoluzionari proprio come nel ’68.


[ Immagine: fotomontaggio originale di diPalermo - Policy]

5 commenti

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  • 26 luglio 2016 10:58

    Così vero quello che scrive l’arch. Provenzano.
    Con deliziosa narrativa questo articolo ci ricorda che Palermo è una città SUL mare, non vicina ad esso.

    In qualsiasi capitale del mondo il tratto dalla bandita al vecchio porto sarebbe la zona di attenzione dell’amministrazione e del tessuto produttivo.

    Forse dobbiamo incentivare nuove iniziative con sconti temporanei su tasse locali e burocrazie per ottenere licenze per lidi , bar, ristoranti, negozi, servizi?

    Forse dovremmo allocare un budget ed aiutare l’imprenditore con il progetto più meritevole?

  • 26 luglio 2016 14:37

    Ineccepibile. Complimenti.
    .
    PS: Non ditelo in giro. Può essere che parta presto un progetto per una bella linea di tram dalla Cala fino a Ficarazzi

  • 27 luglio 2016 06:46

    Bellissimo pezzo sociopaesaggistico, davvero. Anche un po’ intinto nel curaro. E addolcito dall’essere palermitano di coscienza e di cuore. Adesso la bonifica del litorale. Aiuto!

  • 29 luglio 2016 07:46

    Condivido l’analisi in toto ! Speriamo sia solo l’inizio !

  • 30 luglio 2016 07:50

    Anni fa, non molti, 4 o 5, proposi a mio marito di acquistare una casetta in vendita sulla spiaggia della bandita per una manciata di euri, potenzialmente uno splendore, andammo pure a vederla, ma lui rimase sconvolto dalla impossibilità di frequentazione dei luoghi e delle genti che circondavano quella casa e non se ne fece nulla. io l’avrei comprata! Qualcuno doveva pur cominciare, peccato! Auguro alla mia città di volersi più bene!

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