i fatti dopo il ragionamento

L’arma dell’indifferenza

di

Le offese grilline, l'indignazione che rimesta il fango in cui siamo stati tirati nostro malgrado e il silenzio consapevole come ricetta vincente  Grillo | Blog diPalermo.it

Oh, non c’è niente da fare, è più forte di noi. E come la vogliamo mettere la mettiamo, è sempre colpa nostra. Così, ancora una volta, di fronte all’ennesimo becero strafalcione pentastellato siamo schizzati sulle braci ardenti dell’indignazione, dello sconcerto, della ciclostilata “condanna ferma e decisa”. Una sterile danza fuori tempo, fine a se stessa, tanto più se ci fermiamo a considerare che la fonte delle nostre ferite sembra pascersi beato al sole della propria vanità.

Controbattere alle offese è una soluzione facile e semplicistica. Ma soprattutto inutile. Perché si finisce solo per rimestare di più quella palude di fango in cui siamo già stati tirati nostro malgrado per la giacca da gente che evidentemente ha eletto a proprio habitat naturale questo guano, alimentando il proprio ego con una nauseante scarpetta nel trogolo della presunzione.

E allora, che fare? Non lo so, ognuno ha le sue ricette. Però, forse, un minimo comune denominatore nelle strategie di quanti rivendicano a sé quell’antica ipocrisia borghese, un tempo chiamata buona creanza, c’è: e credo che questo sia il non perdere mai di vista i contorni delle cose. Meravigliarsi per certe sparate da parte di chi scala i gradini di un palazzo a colpi di “vaffa”, può risultare persino più imbarazzante che averle subite.

La presa di distanza attraverso un silenzio consapevole, invece, è un esercizio difficile da gestire. Me ne rendo conto, e se ne rende conto anche il mio gastroenterologo. Ma anche il più efficace. E’ l’arma più efficiente per annientare qualsiasi attacco. Soprattutto quando a sferrarlo sono bocche da fuoco così misere. Consapevolezza. E’ questa la chiave di tutto, per non trasformare il chiasso in un inconsapevole sonno dei vinti.

3 commenti

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  • 27 luglio 2016 10:54

    Mah

  • 27 luglio 2016 15:23

    Boh!

  • 28 luglio 2016 09:45

    Bello e roboante post, dal lessico oltremodo forbito!
    Peccato che non significhi nulla, visto che non c’è scritto a cosa si riferisca…

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