i fatti dopo il ragionamento

Richiamiamo l’Esercito?

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La Sicilia sommersa dai rifiuti, il nostro immobilismo, lo scaricabarile della politica. E se risolvessimo quest'emergenza epocale con gli stessi metodi usati vent'anni fa contro la mafia? Immondizia Mondello | Blog diPalermo.it

Se un sottosegretario di Stato si mette a girare video amatoriali ai cumuli di munnizza come un cittadino indignato qualsiasi. Se un assessore regionale propone soluzioni alla politica dimenticando di “essere” la politica, tanto da fare venire in mente la famosa frase di Papa Giovanni XXIII: “Mi accade spesso di svegliami di notte e cominciare a pensare a una serie di gravi problemi e decidere di parlarne al Papa. Poi mi sveglio completamente e mi ricordo che io sono il Papa.” Se un presidente della Regione si preoccupa più della lotta a distanza con i suoi nemici di sempre, lo stesso sottosegretario provetto filmaker e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Evidentemente sul versante dell’emergenza rifiuti in Sicilia c’è qualcosa che non va. Perché le Istituzioni, anziché prendere di petto la situazione e affrontarla secondo quelle che sono le proprie competenze e le proprie responsabilità, preferiscono girare intorno al problema, prenderlo molto alla larga. Come la storia dell’uovo di Gigi Proietti in Febbre da Cavallo: “Il momento è grave, no dico nella misura in cui il prezzo delle uova ha toccato vertici da capogiro fagocitando l’inflazione secondo la logica alienante del consumismo, a monte nascono tutta una serie di problemi gravissimi …”.

E tutta una serie di problemi gravissimi, in realtà, a monte ci sono davvero. Prendiamo l’Ato per esempio. La Sicilia il prezzo del carrozzone Ato chissà quando finirà di pagarlo. Quei 27 ambiti territoriali ottimali, con il loro carico di poltrone da garantire e consulenze esterne da distribuire, in grado di provocare un buco da due miliardi di euro di debiti, peseranno per sempre come un macigno.

E allora mentre i turisti passeggiano tra i rifiuti, mente i sindaci firmano ordinanze contingibili e urgenti, mentre le discariche aprono e chiudono nello stesso giorno come una rosa selvatica, mentre la realizzazione di inceneritori è ancora ferma alla fase del dibattito, mentre ci si aggira nella confusione più totale e nel marasma generale, le strade continuano a riempirsi di rifiuti nonostante gli appelli al buon senso, in primis differenziare al massimo.

In quasi tutti i comuni del palermitano, per dire, la raccolta differenziata porta a porta è ormai a pieno regime. Oppure ci sono i centri di raccolta, aperti per buona parte della giornata. Macché. Le auto con sacchetto d’ordinanza – indifferenziata, of course – assicurato allo specchietto retrovisore continuano a fermarsi nei siti dove prima c’erano i cassonetti, trasformando quei luoghi in men che non si dica in discariche a cielo aperto. Sistemi di videosorveglianza solo sulla carta, guardie ambientali formate da volontari senza alcun potere sanzionatorio, corpi di polizia municipale ridotti all’osso. Valli a fermare gli incivili, che in tutta questa brutta storia non hanno meno responsabilità della politica e del suo immobilismo.

Allora un’idea che non è solo una provocazione: ci vuole l’Esercito. Una nuova stagione dei Vespri Siciliani. Militari a presidiare le discariche abusive h24 così come una volta presidiavano le abitazioni dei magistrati. Perché, ammettiamolo, la Sicilia oggi sta vivendo una vera emergenza per niente meno grave rispetto a quella di alcuni anni fa. Ma forse siamo così abituati alle emergenze da non farci nemmeno più caso.

2 commenti

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  • 01 agosto 2016 15:44

    Sono d accordo!

  • 01 agosto 2016 16:11

    Sicuramente una regione in cui non si riescono a raccogliere i rifiuti decentemente non credo possa aspirare a chissà cosa. Crocetta ha fallito come i suoi predecessori. Ci sono sicuramente interessi forti di chi non vuole che la situazione migliori (dai privati che gestiscono le discariche ai lavoratori/amministratori/ecc che percepiscono stipendi senza lavorare). Detto questo, ben venga un commissario per i rifiuti, con o senza l’esercito al seguito.

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