i fatti dopo il ragionamento

Quando arriverà il conto

di

La campagna choc contro il fumo, la sindrome dell'assedio, le stupide lezioni di moralità e la libertà negata a noi fumatori. Che abbiamo solo un desiderio. Essere lasciati in pace Sigarette | Blog diPalermo.it

Una donna che, in preda alla tosse, sputa sangue. Questa è la raccapricciante immagine che mi si è parata davanti l’altro giorno quando ho comprato le sigarette.  Immagini choc, sangue, polmoni devastati dal cancro e quant’altro. È la nuova strategia messa in campo per sconfiggere la piaga del fumo e per raggiungere quello share che, a quanto pare, non è stato raggiunto da decenni di campagne anti-fumo. È stata varata l’iconografia dell’orrore.

E così, mentre qualificati segmenti della società civile (mi riferisco al dibattito in corso nel mondo dell’informazione) si interrogano se pubblicare o meno le immagini sanguinarie e truculente della propaganda Isis, la nostra amata Europa decide di entrare a gamba tesa e di ricorrere all’arma del terrore, quella che colpisce indiscriminatamente tutti, buoni e cattivi, colpevoli ed innocenti, se è vero che un pacchetto di sigarette posato sul tavolo di un bar, o, più semplicemente, buttato per strada, produce orrore, paura, sconcerto anche in chi non fuma.

Una scelta di una violenza indicibile che, paradossalmente, rischia di ottenere, sul piano della dissuasione  l’effetto esattamente opposto. Che è quello di far sorgere nel fumatore (e con me, ve lo assicuro, accade) una sorta di sindrome dell’assedio, quella che porta a fare squadra e ad alimentare l’innata propensione a difendere, a tutti i costi, per principio e per scelta ideologica, gli spazi della libertà individuale. Stenterete a crederlo, ma anche noi fumatori abbiamo una vaga idea di cosa sia la democrazia.

Lo sappiamo. Tutti noi fumatori sappiamo che fumare fa male. Per quanto mi riguarda, il giorno in cui la mia amata sigaretta mi presenterà il conto, sarò ben lieto di pagarlo, fumerò l’ultima e le dirò ”grazie, ne è valsa la pena”. E se prima di allora dovrò essere curato, non dovrò neppure chiedere scusa alla collettività perché potete star certi che le spese, quelle, me le sarò abbondantemente pagato.

L’altra sera sono stato a cena casa di amici. Tutti (o quasi) non fumatori. A un certo punto della serata, sono andato in balcone. Ho fumato, ho buttato la cenere e la cicca nel posacenere portatile, quello che uso quando vado a mare. Non ho chiesto nulla, ho rispettato le scelte dei miei amici, senza imporre le mie. Lasciate anche a me la stessa libertà. Senza rompere i coglioni

14 commenti

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  • 03 agosto 2016 08:51

    Ha mai pensato che qualcun altro, invece di sentirsi “assediato”, di concludere con un “grazie, ne è valsa la pena” o con un “senza rompere i coglioni” magari riflette in modo diverso e smette ? Ha mai pensato a quante vite si potrebbero salvare e quanto denaro pubblico speso per assistere i pazienti che s’ammalano a causa del fumo si potrebbe risparmiare ?
    .
    Suvvia, guardi un po’ più in là della nuvoletta che la circonda.

  • 03 agosto 2016 08:57

    Da ex fumatore, ex purtroppo per motivi di salute, sono assolutamente d’accordo con Ennio. La sigaretta mi manca, mi manca tanto, me la sogno di giorno e di notte. È stata un amante fedele e non mi ha mai tradito; mi ha consolato quando ne avevo bisogno, mi è stata vicina quando ero solo. Non ti dimenticherò mai adorata Camel light. Ti amerò per sempre

  • 03 agosto 2016 09:00

    Signor Vitogol è abbondantemente dimostrato da svariati lustri di studi sulla comunicazione sociale che questa ha un limite implicito: non fa cambiare idea alle persone, ma rafforza ciò di cui sono già convinte. Gli spot contro la droga o a favore della guida e del sesso sicuri o, come in questo caso, contro il tabagismo purtroppo non “convertono” nessuno o pochissimi in confronto allo sforzo anche economico. Le sembrerà brutto e disastroso, ma è la prova di una cosa meravigliosa: i media non riescono a manipolare le menti a loro totale piacimento. Né nel bene né nel male. Se lo Stato ha così a cuore la nostra salute, le vieti le sigarette, come fa con le droghe leggere…

  • 03 agosto 2016 09:23

    Non vorrei dire, ma ho la sensazione netta di aver fumato circa il 20/30 % in più, da quando hanno distribuito i “nuovi” pacchetti di sigarette. E ho osservato anche il mio procedimento mentale, per cui guardo il pacchetto sulla scrivania, vedo subito quella odiosa, schifosa immagine, mi incazzo e ne accendo una con maggiore soddisfazione rispetto a prima. Attenzione: non penso e non voglio dire di essere furbo. “Bravo il coglione” me lo dico da solo. Voglio solo raccontare la mia esperienza che a quanto pare è condivisa anche da altri fumatori. Ho chiesto ad un paio di tabaccai di mia conoscenza, se per caso da quando sono in circolazione questi nuovi pacchetti, hanno avuto la vaga sensazione di un calo delle vendite. Mi hanno riso in faccia, confermandomi quello che già pensavo da solo: Non è cambiato nulla. Insomma ancora una volta lo stato fa finta di prendersi cura dei propri cittadini. Stavolta lo ha fatto mettendo in circolazione una idea costosa, volgare, nauseabonda, violenta, ansiogena e in tutto questo, TOTALMENTE INUTILE. Pollice verso quindi, contro chi ha deciso di sperperare denaro pubblico per mettere in piedi questa cazzata.

  • 03 agosto 2016 10:25

    Sono una ex fumatrice, ho smesso appena il mio test di gravidanza si è positivizzato ed al momento non ho più ripreso (mia figlia ha un anno e mezzo). Quando i pacchetti si sono riempiti di scritte ho fatto gli stessi ragionamenti di Ennio o di Sandra. Quando hanno vietato le bionde nei locali, ho riso amaro e continuato a fumare fuori. Oggi lo ammetto, se qualcuno fuma nel tavolo accanto a me mi da fastidio. Ed ammetto che svegliarmi senza il tanfo di sigarette è qualcosa di bellissimo. Ammetto che casa puzza di meno. Da ex fumatrice, però, so che deve succedere qualcosa (di bello o di brutto) per decidere di smettere. Non servono le scritte o le immagini. Per smettere devi avere una motivazione valida. Nel mio caso è stata mia figlia, ho smesso perchè lei era dentro di me e non ho riniziato perchè credo sia un suo dannato diritto avere una madre che bada alla sua salute. E’ un suo diritto avere una madre che può correre dietro di lei. Giocare con lei. Prendersi cura di lei. Se non ci fosse stata la mia bimba, probabilmente avrei continuato. E si anche io come Ennio ritengo che in caso le cure mediche me lo sarei ampiamente pagate, visto che i soldi delle sigarette vanno allo Stato e con quelle ci paga soprattutto la sanità.

  • 03 agosto 2016 11:06

    Signora Sandra, non so da dove lei desuma le sue certezze. Io, che ne ho pochissime, accedo alle fonti della letteratura scientifica. L’anedottica non porta da nessuna parte, contano gli studi clinici e le revisioni sistematicha
    .
    Qualcuna delle mie fonti ? Il sito dell’Istituto Superiore di Sanità http://www.iss.it/fumo/. La rivista Nature: http://www.nature.com/onc/journal/v21/n48/full/1205810a.html e più recentemente la rivista JAMA http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27273839 che descrive uno studio randomizzato sugli effetti degli “avvisi pittorici” sui pacchetti di sigarette in oltre 2.000 fumatori. Copio e incollo la conclusione: “Pictorial warnings effectively increased intentions to quit, forgoing cigarettes, quit attempts, and successfully quitting smoking over 4 weeks. Our trial findings suggest that implementing pictorial warnings on cigarette packs in the United States would discourage smoking”.
    .
    Saluti

  • 03 agosto 2016 14:48

    Non capisco perché’ Ennio Tinaglia non si senta libero di fumare, trovo corretto che lo stato informi delle conseguenze derivanti dal fumo. Ognuno si regoli come vuole, lo stato non impedisce di fumare. Spero invece che tutti i fumatori così’ come avviene con Tinaglia rispettino i non fumatori, non sempre succede nonostante i divieti imposti dal Parlamento.

  • 03 agosto 2016 14:50

    Anonymous sta per Vincenzo ciappa.

  • 03 agosto 2016 17:05

    Ognuno di noi deve essere libero di fare quello che vuole basta che non invada la sfera altrui. Le foto e le scritte sulle sigarette sono ridicole è notorio che il fumo fa malissimo e se uno pur di fumare respira male si alza col fischio o peggio col catarro se gli puzza l alito ed i vestiti e la casa sono solo fatti suoi. Fumavo ero felice ho smesso sono immensamente più felice. condivido l articolo.

  • 03 agosto 2016 17:50

    Dio Santo, Ettore.
    Guarda che io non respiro affatto male, non ho il fischio, e neppure il catarro. Credo di avere una normalissima vita di relazione e non mi sono pervenute segnalazioni nè sulla puzza dei miei vestiti e neppure sul mio alito. Ricevo amici a casa, anche non fumatori, e nessuno si è mai lamentato della puzza di fumo. Anzi, ritornano che è un piacere.
    Attenzione, quelli che tu snoccioli sono inconvenienti che possono anche esistere. Voglio solo dirti che la tua descrizione del fumatore è un tantino aneddotica. Ma poi, te la ricordi la canzone di Mina?….”se un uomo sa di fumo…è veramente un uomo….fumo blu, fumo blu…
    Un abbraccio!
    Ennio Tinaglia

  • 03 agosto 2016 18:21

    Con me tu puoi fumare la tua pipa quando vuoi…fumo blu, fumo blu…Mi dispiace, Sig.Tinaglia, sono dei vostri, ma il fumo blu era quello di una pipa. Di Alberto Lupo, forse. Oppure Corrado Pani.

  • 03 agosto 2016 20:45

    Caro Ennio era la mia descrizione quando fumavo! Un abbraccio

  • 04 agosto 2016 07:57

    A me il tabaccaio ha regalato un copri-pacchetto di gomma con lo stesso logo della marca che fumo. infili il pacchetto là dentro e lo zombie sparisce. Se il monopolio vuole mettersi la coscienza in pace con queste trovate da film splatter il modo per risolvere l’hanno già trovato. Per il resto, mi auguro che la cosa funzioni almeno con i ragazzini. I fumatori veterani (come me) se ne fottono, sono adulti, vaccinati e vogliono scegliere il modo di tirare le cuoia come più gli aggrada. Almeno questo, visto che il metodo per campare cento anni non l’hanno ancora inventato.

  • 04 agosto 2016 12:03

    Ma il whisky lo vendono con le foto del fegato spappolato?
    Cialtroni…

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