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Il boom del turismo a Palermo e in Sicilia, la trasformazione antropologica dei visitatori e una domanda di fondo: cresciamo per meriti nostri o per demeriti altrui? Turisti | Blog diPalermo.it

Anni fa, ascoltando distrattamente una conversazione che verteva su “Eva mitocondriale, Adamo Cromosomiale-Y, Eucarioti e Domini Tassonomici” pensai, non avendo la minima idea di cosa si stesse parlando, a quanto fosse affascinante ascoltare argomenti complessi e diventarne dopo pochi minuti (e grazie a wikipedia) il maggiore esperto mondiale. Di questo noi italiani siamo i numeri uno. Ecco, i numeri. Quando parliamo di argomenti complessi e di numeri, dovremmo avere la decenza e l’umiltà di verificarne la veridicità prima di esprimere un’opinione o considerarli degli assiomi. Inizio io. Resettiamo tutto e concentriamoci sull’affascinante mondo del turismo.

Una materia affascinante, il turismo, ma particolarmente complessa. La più complessa attività territoriale. Il turismo è fatto di numeri, e qui viene il bello. La statistica applicata al turismo è una delle scienze più ardue (e soggettive) esistenti. Viste le difficoltà nel reperire i dati e verificarne la loro correttezza e autenticità, siamo circondati da messaggi entusiastici, ottimistici e spesso legati all’umore dell’intervistato di turno. Numeri che in passato erano ben lontani dalla realtà e che spesso celavano un fine propagandistico e autocelebrativo.

Ma questa stagione l’ottimismo è reale, le presenze turistiche sono tangibili, gli arrivi in grande crescita. Il turismo a Palermo e in Sicilia, insomma, gode di ottima salute. Un turismo che ha subito una trasformazione antropologica e che preferisce spesso utilizzare gli strumenti virtuali, alloggiare in case private piuttosto che in hotel tradizionali, e desideroso di vivere emozioni ed esperienze (ma questo meriterebbe una riflessione a parte).

Un boom, insomma, che impone una domanda: stiamo vincendo per i nostri meriti o cresciamo sulle disgrazie altrui? Innegabile che il crollo di paesi come la Turchia, l’Egitto, la Tunisia e adesso la Francia abbiano favorito il nostro paese ed in particolare la Sicilia. Ma questo non basta a giustificare la crescita. Diciamo invece che il turismo segue le mode. E questo è indubbiamente l’anno della Sicilia. La Sicilia delle eccellenze, dell’enogastronomia, dei festival del cinema, dei concerti e delle splendide spiagge. Una destinazione che appare quotidianamente sui principali magazine e media mondiali ed in cima alle destinazioni sognate. Un micro-continente turistico che affascina tutti.

Ma le mode non durano in eterno e i trend turistici cambiano velocemente. Occorrerebbe quindi ottimizzare questo particolare momento storico ed agire con prontezza per rimanere in cima. Oggi l’Italia – nonostante abbia a disposizione capitali superiori a quelli di altri paesi – investe malissimo nella promozione. Investimenti sbagliati, politiche promozionali vetuste, mancanza di sinergia e rete tra pubblico e privato (sorvoliamo sulle infrastrutture carenti o sull’arretratezza delle strutture alberghiere) fanno di noi una destinazione con molti limiti. Se solo si riuscisse ad agire su questi versanti e si comprendesse quanto il turismo potrebbe fare per aiutare l’economia della nostra regione, non avremmo bisogno di sperare nelle disgrazie altrui per imporci come il posto più bello del mondo.

1 commenti

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  • 06 agosto 2016 19:22

    La navi da crociera falsano la percezione: scaricano migliaia di turisti che si sparpagliano per la città dando l’impressione di una sorta di invasione; peccato che dopo 6 ore si imbarchino e spariscano. Noi continuiamo ad essere penalizzati dalla voracità e disonestà dei commercianti. Pochi giorni fa ascoltavo la conversazione di due francesi (capisco perfettamente la loro lingua) che elogiavano la qualità del nostro gelato e anche il suo prezzo modesto: solo 7 euro per 2 coni, in un bar di fronte la facciata del teatro Massimo (uno ce n’è…)

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