i fatti dopo il ragionamento

Barbagallo come noi

di

Le spietate ironie sull'italiano sgrammaticato del neo deputato regionale e quei politici che avrebbero tanto da insegnare ai fighetti colti che hanno avuto l'abilità di essere al posto giusto al momento giusto Image 1.jpeg | Blog diPalermo.it

Chi non è di Zafferana, o comunque della provincia catanese, assistendo alla curiosa performance del neo deputato regionale Alfio Barbagallo in occasione del suo discorso di insediamento all’Ars, si sarà chiesto da dove uscisse fuori questo omone, capelli gellati e codino, che più che un politico ricorda il buttafuori di una discoteca. Ma la domanda più ricorrente è stata “come ha fatto Nello Musumeci (politico che gode dell’apprezzamento bipartisan) a mettere in lista uno come questo?”

Eppure basta farsi un giro in rete per scoprire che l’omone che fa a botte con l’italiano non è un novizio della politica, e non è nemmeno un esponente della società civile buttato in politica in nome della democrazia partecipata, dell’uno vale uno e di altre menate simili. Barbagallo, per dire, non è stato preso dalla strada e messo in lista con buone possibilità di successo come i parlamentari cinque stelle, perfetti sconosciuti, studenti e disoccupati baciati dalla fortuna, il cui merito è stato solo quello di avere cavalcato l’onda grillina nel momento giusto. E nemmeno Barbagallo è figlio di un presidente della Regione uscente, eletto con i voti di papà, stipendio niente male per un ventenne, ma il cui nome, a legislatura quasi ormai conclusa, non è passato nemmeno di striscio dalle cronache parlamentari.

Il nuovo corso della politica ci ha regalato gente che senza uno straccio di esperienza, in Italia e in Sicilia, si è ritrovata a ricoprire incarichi prestigiosi, da vice presidente della Camera a parlamentare regionale, da sindaco a deputato nazionale. Gente che la lingua italiana magari la parla pure bene, ma il cui contributo alla politica è fermo nella casella non pervenuto. Barbagallo è uno che prima di entrare nella serie A delle istituzioni si è fatto la gavetta e le ossa nella politica dei campi polverosi di periferia, un passaggio che una volta, quando esisteva la vera politica, era obbligato.

Alfio Barbagallo, 45 anni, geometra, agente immobiliare di professione, primo dei non eletti della lista Nello Musumeci Presidente nelle elezioni regionali dell’ottobre 2012, è stato consigliere comunale di maggioranza a Zafferana Etnea dal 2004 fino a quando è passato a ricoprire la carica di consigliere provinciale a Catania. Nel 2012 si candida per un seggio all’Ars nella lista Nello Musumeci Presidente ottenendo 2710 voti.

E qui mettere un freno alla dietrologia è impresa quasi impossibile. Chissà quale e quanta clientela avrà favorito per avere tutti questi voti, chissà chi c’è dietro di lui, chissà gli interessi di chi cura e così via. La possibilità che Barbagallo possa essere uno di quei politici alla vecchia maniera, come tanti in Sicilia nel corso degli anni ce ne sono stati, sgrammaticati ma vicini alle esigenze della gente e del territorio, non viene presa nemmeno in considerazione.

Barbagallo, che da consigliere provinciale si incatenò contro la decisione della Soprintendenza in merito all’ampliamento di una strada provinciale, magari è stato solo capace di intercettare quella fetta di elettorato che da tempo la politica ha abbandonato, quella fetta di elettorato popolare che non si rivede né con una sinistra sempre più lontana dalla strada e sempre più vicina ai salotti, né con i fighetti favoriti dalla sorte dei cinque stelle. Quella fetta di elettorato alla ricerca dei tanti Barbagallo della politica siciliana perché nei Barbagallo si rivede. Gli unici capaci di parlare lo stesso linguaggio, di individuarne e comprenderne le necessità, gli unici ad avere il polso dei territori. Sgrammaticati, senza dubbio, ma dai quali forse i tanti abusivi della politica di oggi avrebbero tanto da insegnare.

13 commenti

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  • 15 agosto 2016 10:41

    QUANDO SI VUOL DIRE CHE QUEL CHE CONTA…..E’ IL “CONTATORE”..!!!! (I VOTI….. FANNO LA DIFFERENZA….!!!! O NO..???)

  • 15 agosto 2016 13:53

    Mi chiedo come abbia fatto,allora,a conseguire diploma e mantenere ugualmente tanta poca dimestichezza con sintassi e grammatica…..

  • 15 agosto 2016 13:55

    Personaggi come Barbagallo screditano le istituzioni, che già hanno il loro bel da fare per recuperare uno straccio di credibilità. Mi chiedo che contributo può dare alla crescita della collettività un semianalfabeta sottratto alle campagne. Ma so anche che i più quotati (???) parlamentari della Regione si distinguono per ben altre performance. Insomma, siamo messi proprio bene

  • 15 agosto 2016 15:02

    L autore dell articolo deve essere un grande amico di barbagallo! Bella difesa veramente ,lo dico senza ironia!! Chapeau!barbagallo mi sa che ti tocca un invito a cena!:)

  • 15 agosto 2016 18:58

    Non credo che Franco Cascio possa avere qualcosa da spartire con tale onorevole Barbagallo. Per quanto riguarda la grammatica, esistono i centri per l’istruzione permanente.

  • 16 agosto 2016 07:31

    Sono uno che con sintassi e grammatica non va tanto d’accordo!!! Ma solo perché, a 12 anni mantenevo la famigliaIl, “vi assicuro che avrei voluto studiare”. Chiedo al sig. Enzo Mignosi, scredita più Barbagallo (magari una persona onesta, ma sgrammaticato), oppure, i tanti politici plurilaureati, lmbroglioni, disonesti, ladri ecc. Una cosa è certa, un semianalfabeta o un contadino (sottratto alle campagne) “come li definisce, quasi, con disprezzo, Mignosi”, hanno più dignità di tante persone “acculturate”!! La cultura è importante, non discuto questo!! Ai tempi del famigerato governo Monti, ho letto un articolo di un signore, che diceva: ” io ca sula scola elementari fici tri attività pi me fighi, arriva stu …. signor monti cu tutti i so studi e mi fici chiuiri tutti così”!!! L’ultimo pezzo è rivolto a quei signori/e che scrivono con disprezzo delle persone delle persone poco istruite!!! Mi spiace affermare, che oggi “manca la cultura del rispetto”. Tutto questo, con tanta umiltà, senza intenzione di offendere nessuno!!! Complimenti al Dott. Massaro per il Bolog

  • 16 agosto 2016 08:43

    Questa gente , i “barbagalli” ragionano come gli abitanti-impiegati regionali che vivono a Palermo. Li incontri in ascensore e ti dicono che il fine settimana vanno “al paese”. Forse ora lo si fa di meno, ma io ricordo bene questa costante affermazione, fino a qualche anno fa poichè era sempre sulla bocca di amici di famiglia, dei vicini di casa, dei conoscenti. E’ una sindrome: questa gente non si riconosce nell’ambiente urbano e lo colonizza temporaneamente, da qui la sciatteria dominante, la chiusura, il clan. Ricordo quelli che andavano a Erice, queli che andavano a Trapani, quelli che andavano a Prizzi, queli che andavano a Comiso, etc. Il testo di cui sopra non fa che confermare che la Sicilia contemporanea resta un mondo “paesano” basato su una certa “conoscenza” di contesti peculiari. Di fatto la Sicilia contemporanea è come quella passata e non sarà di certo ora il momento per una Sicilia “futura” se persone come questa – non cattiva, certamente – ma sicuramente di visione ed esperienza localizzata e limitata, viene eletta come rappresentante di una regione (e non solo di un contesto paesano. Mi fa pensare ad un amico ingegnere che aveva una barca a motore di 13 metri cui era fierissimo e mi raccontava che aveva una paura fottuta ad arrivarci anche soltanto fino a S. Vito lo Capo (partendo da Palermo). Il problema è l’incapacità di sapere navigare oltre il laghetto in cui questa gente sguazza abitualmente. La Sicilia é un isola, chi rappresenta l’isola dovrebbe sapere comunicare con il resto del mondo altrimenti l’isola, con tutte le sue bellezze, qualità e petrolio di vario ordine e grado, rimane per com’é: isolata. #saràisolatissima

  • 16 agosto 2016 09:18

    L’equazione fighetti=colti (o viceversa) è una perfetta (e degradante) sintesi del perché siamo come siamo. Qualunquismo allo stato puro. Chi è colto è colto. Se della cultura fa sfoggio, è un cretino, colto per modo di dire. Se uno è ignorante è ignorante. Se si vanta della propria ignoranza e la fa passare per genuinità è un cretino. Se uno è cretino è cretino, in genere. Punto.

  • 16 agosto 2016 18:53

    Per trovare un qualsiasi lavoro le persone normali devono avere almeno un titolo di studio e conoscenza dell’inglese. Stranamente solo i politici fanno eccezione. E i signori Cascio in giro per l’Italia tentano goffamente di giustificare lo stato delle cose. Pretendere politici istruiti dovrebbe essere alla base. In questo articolo la logica elementare viene violentata a beneficio di chissà chi.

  • 17 agosto 2016 13:24

    che bello mestiere il giornalista! pari l’agente 007: quello ha la licenza di uccidere, mentre il giornalista… ( omissis) none, ntzu! ” Barbagallo ( uno di ) come noi ” non è cosa… mi scusi, esimio,
    ” noi” chi? io lavoro in mezzo ai PIP che in quanto ad alfabetizzazione… solo la firma… ma NESSUNO si esprime in modo infelice come il soggetto della Sua difesa d’ufficio… comunque, il problema non è se il Barbagallo sia colto o meno, e meno che mai se sia sgrammaticato o ignaro della sintassi, qui il problema è terra terra: non sa esprimere il suo pensiero in lingua corrente ( italiano) ove mai, presumo, avesse potuto esprimersi in lingua siciliana… perchè temo che sia tutto li… Barbagallo, come è uso diffuso ovunque, eccetto Palermo, nel quotidiano parlerà in dialetto:in provincia, nelle situazioni non ufficiali, anche il docente universitario parla in vernacolo… 🙂
    tante belle cose… cosmopolite…
    ps Barbalgallo NON è uno di ” noi” ( palieremitani) Barbagallo è di paisi 🙂 🙂 quindi… ” uno di loro” 🙂 🙂 🙂

  • 17 agosto 2016 15:56

    A ragione il signor Cascio: infattemente e qualunquemente io alle prossime elezioni votassi per Barbagallo. Uno di noi.

  • 17 agosto 2016 16:31

    Salve, vorrei chiedere all’autore dell’articolo quando esce il prossimo numero di Panorama e se può mettermelo da parte. Grazie

  • 23 agosto 2016 12:22

    Barbagallo: uno che si raccatta i voti degli “amici” uno per uno aiutandoli come può nel loro esclusivo interesse. La politica che vogliamo: aiuto gli amici e chi se ne fotte dell’interesse generale.
    Bravo Cascio di questi abbiamo bisogno per affondare !

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