i fatti dopo il ragionamento

La condanna alla mediocrità

di

La promozione turistica della Sicilia e due video sul web, uno di successo e l'altro no, che sono il paradigma di tante cose. A cominciare dalla nostra sciatteria Image 3.jpeg | Blog diPalermo.it

Ogni volta che mi capita di incontrare un non siciliano e di parlare con lui della Sicilia mi sento dire cose del tipo “la Sicilia è bellissima, avete posti stupendi”. Sarà capitato anche a voi di ascoltare simili commenti da parte di persone che rimangono colpite dalla bellezza della nostra isola. E quando le ascolti capisci che non ti stanno prendendo in giro. Te ne accorgi dalla meraviglia che esprimono con i loro occhi, dal tono della loro voce, dall’espressione del viso. Sono sinceri. Sono sinceri perché loro ci credono. Credono davvero che la Sicilia sia un’isola fantastica, ricca di cose belle da vedere e buone da mangiare, di storie affascinanti da scoprire. Siamo noi siciliani, purtroppo, che non ci crediamo davvero. Cosa voglio dire? Ve lo dico subito.

In questi giorni circolano sui social e sul web due video sulla Sicilia. Il primo è stato visto, condiviso e apprezzato da decine di migliaia di utenti, diventando un vero e proprio video virale. Tre minuti di riprese mozzafiato: dalle spiagge ai paesaggi dell’entroterra, dal mare agli scorci di borghi e città, dalle attività artigianali ai prodotti gastronomici. Un tripudio di immagini, montate su una suggestiva colonna sonora, che ha catturato gli utenti del web. Il video ha guadagnato le pagine online e cartacee di quasi tutti i quotidiani locali e nazionali, che ne hanno parlato come di un caso di marketing di successo.

Il secondo invece è rimasto relegato agli angoli del web, poche visualizzazioni e sparute condivisioni. Si tratta del video spot del percorso Unesco arabo-normanno, che non rende per niente merito allo straordinario patrimonio artistico fra Palermo, Monreale e Cefalù. Una sequenza di diapositive, accompagnate da didascalie, montate con delle transizioni stile power point su una colonna sonora che ricorda quelle dei thriller di Alfred Hitchcock. In una parola: imbarazzante!

Voglio dire che questi due video sono la rappresentazione visiva di quanto affermato all’inizio di questo mio ragionamento, ovvero che siamo noi siciliani a non credere nelle potenzialità della terra in cui viviamo.

Il primo video è stato commissionato da un imprenditore londinese di origini siciliane, Joe Ricotta, per promuovere l’isola nel mercato turistico inglese. Il videomaker, invece, Marius Mele, è un giovane di Salerno. Sono loro i due non siciliani che hanno creduto nella Sicilia, nelle sue bellezze naturali, artistiche e culturali. Sono loro, proprio loro che non vivono in questa terra, a ritenere l’isola uno scrigno da mostrare a tutti, a pensare alla Sicilia come una meta turistica da far conoscere all’estero, ad utilizzare il web e nel caso specifico i video online come uno strumento formidabile per raggiungere gli utenti e fargli venire la curiosità di visitare la Sicilia.

Il secondo video è stato invece realizzato da un’agenzia di comunicazione di Palermo che ha vinto una gara pubblica della Fondazione Patrimonio Unesco della Sicilia. Sono loro i siciliani che non hanno creduto nella Sicilia. Non ci hanno creduto quelli dell’agenzia, che la promozione della Sicilia attraverso il web dovrebbero averla nel sangue e invece hanno realizzato un video oggettivamente brutto. Non c’hanno creduto quelli della Fondazione Unesco, che dovrebbero credere per statuto nella crescita culturale della Sicilia e invece hanno selezionato un’offerta del tutto inadeguata per un sito così prestigioso.

Non è una questione di mancanza di competenze e capacità. Ci sarebbe voluto poco per fare di meglio. La verità è molto più semplice: l’imprenditore londinese e il videomaker salernitano hanno creduto nella Sicilia, mentre l’agenzia di comunicazione e la Fondazione Patrimonio Unesco, siciliane, no. È questa la differenza che da decenni ci fa sprecare occasioni e ci condanna alla mediocrità, non solo nel turismo.

6 commenti

Lascia il tuo commento
  • 17 agosto 2016 11:33

    Anche se, ieri pomeriggio pensando di non trovare nessuno per le strade, ho pensato di fare un giro nel centro storico, Piazza Sant’ Anna, piazza Garibaldi, chiesa di San Francesco con annessa focacceria, dove lungo il percorso ho visitato gli interni di alcuni palazzi bellissimi che ho sempre trovato chiusi in passato. Ho proseguito lungo tutto il Cassaro, cattedrale, e infine via maqueda. Ebbene la presenza dei palermitani era abbastanza scarsa, quella degli extracomunitari solita, quella dei turisti massiccia.

  • 17 agosto 2016 23:40

    Vabbe’ è normale. I turisti cosa devono venire a vedere in questo periodo in città, se non il patrimonio artistico e culturale, anche noi ci comportiamo in maniera simile altrove, ma dove si abita in periodo di ferragosto non si vanno a visitare i monumenti.
    Non è questo il problema.

  • Pingback: La condanna alla mediocrità - MATTEOSCIREMATTEOSCIRE

  • 18 agosto 2016 18:01

    Il secondo video non è oggettivamente brutto è imbarazzante x la Sicilia !!! Scelta musicale inadatta e mediocre montaggio sciatto e fastidioso immagini dozzinali da cartolina anni 70 quello che più mi disturba è che qualcuno ha pure pagato x ottenere il risultato opposto a quello voluto! Andrebbe immediatamente rimosso dal sito prima che faccia troppo danno. Il primo video l ho visto e rivisto ed è pura poesia … Da lacrima!

  • 18 agosto 2016 20:34

    A prescindere dalle qualità intrinseche dei filmati, c’è da considerare che quello di successo è stato voluto e realizzato da persone che non vivono in Sicilia, ma che della Sicilia hanno, ovviamente, una loro precisa visione. Che è poi quell’immaginario fatto di sole mare Mongibello Santuzze Liotro arancine milza polpo pesce fresco e tric trac. Un po’ limitato (un po’ razzista ?), ma comune a quasi tutti i non residenti. Con tanti saluti per il patrimonio Unesco.
    I due sapevano bene quello che si voleva vedere della Sicilia. E l’hanno prodotto.

Lascia un commento