i fatti dopo il ragionamento

Quelli che il lavoro se lo trovano

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Il mio supermercato di fiducia e un parcheggiatore tuttofare che in breve diventa indispensabile. Finché non me lo trovo nel corridoio dei detersivi, orgoglioso, con addosso la polo dell'azienda. L'avevano assunto Image 5.jpeg | Blog diPalermo.it

Un paio d’anni fa, vicino casa apre un supermercato con una piccola area parcheggio. Passano due giorni e si presenta lui, dall’aspetto aggressivo, tatuato, molto sulle sue. Presidia il fazzoletto di asfalto con disinvoltura, nonostante i suv parcheggiati. Provo per lui una forte antipatia, e secondo me si vede pure.

Qualche tempo dopo lo sento parlare con una signora, la saluta con confidenza, poi con un’altra e un’altra ancora. Parcheggio il motorino e mentre metto la catena mi dice “non c’è bisogno, qua ci sono io”.

Il supermercato ha un problema, lo risolviamo – mi occupo di erogazione di energia elettrica – e lui segue tutta la storia senza dire una parola. Conosce tutti, si ricorda abitudini e modi, organizza i domicili e un giorno trovo dipinte a terra le linee che segnalano i posti auto e moto. Lui me li fa notare, con orgoglio.

Ieri pomeriggio vado a fare la spesa e me lo trovo davanti, nel corridoio dei detersivi, con la polo del supermercato. Stava sistemando l’ammorbidente. Mi ha sorriso.

3 commenti

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  • 19 agosto 2016 14:01

    Poche righe capaci di trasudare tenerezza da ogni virgola. Quante cose si trovano al supermercato, lui, dall’aspetto aggressivo, tatuato, molto sulle sue ha trovato un lavoro, e da come ha scritto la storia, chi lo sa che lei non abbia trovato l’amore.

  • 20 agosto 2016 14:48

    Al preside furono annunciati due visitatori. Ne riconobbe solo uno: era la persona che tutte le mattine gli indicava con fare deciso dove posteggiare l’auto.
    L’uomo salutò con il dovuto rispetto ma con voce ferma, e venne subito al punto. Per un po’ di tempo si sarebbe allontanato dal posto di lavoro, disse con espressione seria. Ma all’improvviso si rasserenò e annunciò che “c’era rimedio”. Si tirò indietro e con una mano spinse in petto al preside il suo accompagnatore: ecco chi l’avrebbe sostituito durante la sua assenza forzata. Esatto l’ultimo aggettivo: aveva da saldare un vecchio conto con la giustizia. Questo al preside non lo disse, disse che ci fosse lui o il sostituto “era ‘u stiessu” e che solo per chi lavorava nella scuola era pronta un’offerta vantaggiosissima, alla quale non si poteva dire di no.
    Il guardamacchine andò in galera e vi rimase per alcuni anni, probabilmente non si trattava di un arretrato di poco conto.
    Il sostituto gestì il parcheggio in maniera esemplare. A fine pena del “titolare” ebbe come premio la possibilità di affiancarlo nel lavoro fifty-fifty.

  • 20 agosto 2016 22:06

    Non possiamo conoscere la storia, quella vera, ma in genere un soggetto che si dimostra capace, con qualità organizzative e capacità di dedizione merita o meriterebbe attenzione e opportunità.
    Sempre meglio del lavoro ricevuto per puro diritto di cui vanterebbero (in tempo di vacche grasse) soggetti appartenenti a certe categorie (compresi ex detenuti o criminali).

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