i fatti dopo il ragionamento

Ed io tra di voi…

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Io, milanese che vive a Roma e il mio amore irrazionale per Palermo, la sua gente i i suoi vicoli, le sue voci. Avete mai provato a percorrerla da turisti? Io l'ho fatto. E lo rifarò Palermo | Blog diPalermo.it

Niente è più irrazionale dell’amore. Anche quello per una città. E io, milanese che vive a Roma ma viene in Sicilia per lavoro, Palermo la amo. Ma la vivo sempre di corsa, tra un appuntamento e l’altro, nel traffico che mi fa arrivare a sera stremata e tanti amici che mi piace incontrare. Fino a che mi decido a fare una pazzia, passare due giorni qui da turista, in incognito. Senza dirlo a nessuno, perché volevo stare da sola con lei, volevo che fossimo amanti clandestini, per scoprirci.

Macchina fotografica, scarpe comode e cappello, ho percorso vicoli finora  inesplorati per ore, in silenzio, facendomi tenere per mano e assecondando il suo passo, lento, sentendo i suoi odori, anche quello meraviglioso di chi frigge melanzane alle 8 di mattina.

Ho conosciuto Beppe che gira con un mega carretto e megafono e vende cd, roba buona mi dice. Provo a spiegargli che falso per falso dovrebbe fare le USB, e secondo me le farà. E poi c’è la signora che ha un bar vicino ai cantieri della Zisa, uno di quei posti in cui mai sarei entrata. Ma la granita la fa lei, mi dice quando chiedo qualcosa di fresco. Ed è la più buona granita di limoni mai assaggiata mentre suo padre mi prende una sedia dal retro perché io me la possa gustare in pace.

Ci sono i bambini della “casa di tutte le genti”, un posto speciale. Che giocano in strada, senza niente. E mi sorridono mentre rimango incantata a guardarli giocare con dei sassi, altro che pokemon go. C’è il vecchietto del mercato del Capo che sistema le acciughe. Sta lì da una vita mi dice e li morirà, “arriminando” la pentola con le pollanche, ne prenda una e mi dice “è calda”. Ci sono i fichi d’India già tagliati e sistemati sui piatti di carta.

Ma c’è anche l’amico con cui mi ritrovo a parlare di New York e mi manda via con una porzione di anelletti al forno che mi farà pensare che è domenica. E c’è un aperitivo con una vista sui tetti e la musica jazz che mi toglie il respiro. I rumori, la munnizza, gli abusivi e il traffico non ci sono, perché i ragazzi che si amano non ci sono per nessuno diceva Prévert, anche se è solo un’illusione.

Mi guardo allo specchio prima di ripartire. E mi vedo diversa, il viso più disteso di chi è stata lontana in primis da se stessa. E come capita agli amori clandestini mi si spezza un po’ il cuore ad andare via. Ma so anche che ci cercheremo ancora perché l’amore, si sa, è irrazionale.

3 commenti

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  • 22 agosto 2016 08:47

    Complimenti! sei al primo posto della mia personale classifica delle cose strappalacrime. Quasi al livello del film L’INCOMPRESO. Il mio brano preferito è: “Macchina fotografica, scarpe comode e cappello, ho percorso vicoli finora inesplorati per ore, in silenzio…” Siamo ben oltre ai livelli della sceneggiatura del film “Blade Runner” …. nulla in confronto. https://www.youtube.com/watch?v=31W8fiyKFY0

  • 22 agosto 2016 11:52

    Brava Silvia. Bella atmosfera descritta, mi sembra di toccare con mano quei vicoli e quelle suggestioni.

  • 23 agosto 2016 13:20

    Grazie per tue parole Silvia. Sono francese e risento le stesse emozioni per Palermo. A tale punto che in autonno mi trasferiro per viverci. Leggendoti ci sono gia…

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