i fatti dopo il ragionamento

E tu di che Palermo sei?

di

Sondaggio semiserio sul futuro dei rosanero. Lo scrittore, il giornalista, il tifoso: il realismo di fronte a una squadra scarsa e l'ottimismo di chi, dalle burrasche, è uscito sempre vivo. O quasi Zamparini Stadio | Blog diPalermo.it

Sarà un anno di purgatorio o di puro inferno? Questa è la domanda che attanaglia i tifosi rosanero. Certo è che i dubbi sulla qualità e sulla tenuta della squadra rosanero, a maggior ragione dopo la sconfitta di domenica contro il Sassuolo in casa, sono molto forti. E per non avere dubbi siamo andati a chiedere a chi il Palermo lo ama, una serie di persone che da giornalisti autorevoli o semplici uomini da strada e da curva ci hanno dato la loro opinione. Sentiamoli.

Giuseppe D’Agostino, voce del Palermo per Tgs e grande tifoso rosanero, ha più che una speranza: “Forse è una squadra modesta, ma io penso che abbia più qualità di ciò che si pensi. Manca l’astro attorno cui tutto ruota, ma questo potrebbe diventare il punto di forza del sistema: senza un centro di gravità, tutti dovranno sforzarsi di brillare di luce propria. Una squadra operaia che cerca il suo paradiso. E occhio ai giovani terribili palermitani: sono loro gli assi nella manica”.

Di diverso avviso è lo scrittore e giornalista Benvenuto Caminiti: “Più che un parere, è un azzardo, perché è troppo presto per darne uno serio e onesto. In base agli elementi fin qui a disposizione e facendo leva sulla mia esperienza di uomini e cose rosanero, così com’è il Palermo è appena una squadra da campionato (scarso) di serie B. Ma voglio essere ottimista: se arriva un buon regista, possibilmente pratico della serie A, e un attaccante da 15 gol almeno, potremo lottare per una dignitosa salvezza (non come l’ultima, merito esclusivo di quei senatori che Zampa lasciò andar via con suo sommo gaudio). Concludendo: oggi come oggi saremmo in B già prima del gioro di boa del campionato; con quegli innesti, sbavando, sudando e sputando sangue, potrebbe arrivare la salvezza.

Carlo Amenta e Gery Ferrara, inesorabili e innamorati pagellisti del Palermo e saldi al timone di una nave di speranze che non molla mai, sostengono: “Vaghiamo sperduti come Oronzo Canà e cerchiamo di sostituire i giocatori più forti, ceduti dal presidente in cerca di plusvalenze, e trattiamo tutto e tutti, 3/4 di Messi e 1/2 Neymar. In porta abbiamo preso una gamba di Neuer e a centrocampo è ormai fatta per la milza di Iniesta. Ma tutto questo giro è servito soltanto a cambiare due volte direttore sportivo, a rimediare qualche giovanotto di belle speranze dai paesi dell’est e qualche imberbe ragazzino nostrano, mentre l’unico sussulto dell’intero mercato resta l’acquisto di un onesto mestierante come Gazzi. Però ci basta chiudere gli occhi solo un attimo, sotto l’ombrellone e con la Gazzetta in mano, per sperare in un Palermo arrembante e corsaro comunque. Un Palermo di ragazzini spigliati e terribili, senza nessun complesso d’inferiorità e con la voglia di chi sa di giocarsi tanto, quasi tutto il proprio futuro”.

Alessia Randazzo, con il suo spirito da sempre mordace e con un travaso di bile per il mercato rosanero, dice: “Attualmente è una rosa degna di scapoli contro ammogliati. Foschi dà forfait perché le sue scelte, tanto per cambiare, non sono state gradite da un presidente le cui turbe mentali neanche un conclave di psichiatri saprebbe tenerle a bada. File per gli abbonamenti non ce ne sono. Dalla prima giornata si guferanno le squadre minori. Anche con messe nere. Dopo tanti anni da abbonata ho ceduto il mio posto a mio figlio. Fa parte del mio piano industriale di coltivazione di orgoglio panormita”.

Marco Pomar, autore teatrale e del libro “C’è tempo” e compagno di spettacoli di Manlio Noto, anche lui a metà tra voglia di scherzare e sano realismo, spiega: “Doveva accadere prima o poi. Anche a Zamparini è successo, e non da adesso. È la sindrome Orlando, e sembra che a Palermo, se sei il numero uno di qualcosa, non ne puoi essere esente. Come Orlando anche Zamparini è considerato il migliore nel suo campo almeno degli ultimi trent’anni. Come Orlando le cose migliori le ha già fatte anni addietro, e come il nostro sindaco eterno adesso ha stancato la gente. Solo che, e continuano le similitudini, a Zamparini non sembrano esserci alternative, se si esclude il baratro. L’ego smisurato dei due ha fatto sì che non costruissero i presupposti per un’alternativa a sé stessi”.

Lo scrittore Fabio Giallombardo si inerpica tra sogno e dura realtà: “Se chiudo gli occhi vedo la classifica di serie A della stagione 2016-17: al centro è una nebulosa informe dove milanesi e genovesi vivacchiano a metà classifica insieme alle solite sorprese, alle immancabili deluse, insomma una melassa di mediocrità su cui si stagliano due certezze: il primo posto della Juve, l’ultimo del Palermo. Oggi abbiamo una squadra che potrebbe ben figurare in lega pro, mentre in serie B lotterebbe per non retrocedere. Allora facciamo un gioco: prendiamo l’accozzaglia di etnie che l’anno scorso ha strappato la salvezza più immeritata della storia rosanero. Fatto? Ok. Bene, a quest’armata Brancaleone togliamo tutti i giocatori di un qualche talento, ovvero Sorrentino, Maresca, Vasquez e Gilardino. Fatto? Ok. Qual è il risultato? Non solo la certezza dell’ultimo posto, ma la concreta possibilità di infrangere il mitico record del Catania di Massimino, quello che nella stagione 1983-84 totalizzò 12 punti in 30 partite”.

Il blogger Basilio Milatos propone invece degli sport alternativi: “Sarà l’anno del badminton e degli sport minori. Del cinema o del teatro alla domenica pomeriggio, delle gite fuori porta. Zamparini cura la dipendenza cronica da rosanero meglio della sigaretta elettronica per chi è schiavo del tabacco. La deriva farsesca di questa gestione allo sbando del nostro amato Palermo ci terrà lontani da stadio e tv. Magari ne saranno felici mogli e fidanzate, certo non noi tifosi”.

Come parere del genuino uomo di curva abbiamo chiesto al caro Pippo Tranchina, uno dei tifosi fedeli fresco di abbonamento: “Già lo scorso anno il friulano aveva programmato la discesa in B, ma l’onore e il rispetto per la maglia e per la fascia di capitano da parte di gente come Sorrentino, Maresca e Gilardino, avevano fatto sì che i suoi maledetti programmi, prevalentemente economici, saltassero. Ma adesso è ritornato alla carica, con un programma ben preciso: quello di far retrocedere il Palermo”.

Vito Discrede, altro tifoso genuino che segue il Palermo fedelmente dice: “Non capisco come si possa disperdere in questo modo un patrimonio di momenti sportivi. Stare a guardare vivacchiare una squadra che ha raggiunto gli ottavi di Europa League, che ha avuto una gloriosa finale di coppa Italia, che si è giocata un posto in Champions, fa male, ma non per questo si molla, anzi”.

Infine la soluzione di chi il Palermo lo guarda da fuori e tifa Milan. Giovanna Codiglione sostiene una soluzione atipica e spiritosa: “Ho come l’impressione che quest’anno per tirare la gente allo stadio dovranno inserire il costo del biglietto nella bolletta dell’Enel”, mentre l’illustre Avvocato Ennio Tinaglia chiosa così: “Di calcio so pochissimo. La sola cosa che mi piace è il personaggio Zamparini, una simpatica e adorabile canaglia che forse non ama più il suo giocattolo. Mi piace perché è bizzoso, incoerente, uterino, passionale. Insomma parecchi dei difetti dell’umanità li incarna e li sublima. Mi piace per questo.

Infine un mio personale parere: il Palermo ha comprato Gazzi, avrebbe dovuto comprare anche Amauri. La coppia Gazzi-Amauri avrebbe reso bene il tono della stagione.

1 commenti

Lascia il tuo commento
  • 23 agosto 2016 08:38

    Gazzi..solo per i gonzi ma i palermitani,passata la insana passione iniziale(come per tutte le storie)…per Zamparini,si sono finalmente accorti che l’unico lato del cervello che ancora e solamente funziona nella persona Zamparini
    è …quello del portafoglio! Vengano subito i cinesi(se è vero,ma non ci credo dato il presunto affare che farebbero loro ed il più’ verosimile affare che farebbe Zamparini(ma i cinesi non sono gonzi!) o gli americani nostalgici di Castelbuono e Palermo,purchè non si arrivi con questa modestissima squadra di B all’anno nuovo perché sarebbe troppo tardi

Lascia un commento