i fatti dopo il ragionamento

Quando Libero vinse

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Il 1991 a Palermo, l'omicidio di un vero rivoluzionario, il mio mondo capovolto e quella lenta e inesorabile presa di coscienza che mi fece capire tante cose. A cominciare dalla V di Davide il giorno dei funerali Libero Grassi | Blog diPalermo.it

Non sapevo esattamente chi fosse Libero Grassi. Ne avevo sentito parlare. Male. Io sono cresciuto in un quartiere difficile, che viveva una realtà parallela a quella del resto del mondo. Lì, lo sbirro era sbirro. Niente concessioni ad aperture democratiche di pensiero. E Libero Grassi era uno sbirro. Ve l’immaginate, era il 1991, uno che denunciava il pizzo a Palermo?

Quando fu ammazzato la pensai fondamentalmente come tutti. Era morto uno che in fondo se l’era andata a cercare. Nessuno, nel contesto dove vivevo, spese una parola di cordoglio per quell’uomo. Nessuna umana pietà neanche per il dolore del figlio, Davide, che portando sulle sue spalle la bara del padre mostrò la V di vittoria sulla sua mano destra.

In pochi mesi vennero le stragi di Capaci e di via D’Amelio, il martirio di padre Puglisi, il mio professore di religione al liceo. Cambiò tutto. E la nostra generazione dovette fare i conti con l’urlo di dolore delle proprie coscienze. Iniziai a studiare. Non i libri del mio corso di laurea, quelli neanche me li ricordo più. Iniziai a studiare la mia città, quella vera.

Studiai Libero Grassi. Partendo dall’immagine del suo corpo senza vita. Con quei sandali ai piedi. Un uomo di spessore culturale ed imprenditoriale con pochi eguali. Che con la ferocia della pacatezza delle sue parole colpì al cuore i criminali che comandavano a Palermo. Per sparargli, alle spalle, si mossero fior di mafiosi. Il messaggio netto a tutti, soprattutto commercianti ed imprenditori. Non alzate la cresta o fate la sua fine. Voi siete nostri. Ma la scintilla, forse, partì proprio da lì. La vittoria iniziò da quel 29 agosto. Il senso della V di Davide mi parve finalmente chiaro.

Questo è stato per me Libero Grassi. Uno come noi, uno che si alzava la mattina ad affrontare tutto quello che inizia con l’apertura di una saracinesca. Chi decide di vivere la propria vita imprenditoriale a Palermo si porti nel cuore il coraggio di Davide, quella V di vittoria gridata e mostrata nel momento più doloroso della sua vita. L’amore gridato verso Palermo e verso suo padre. Il suo ed il mio eroe.

1 commenti

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  • 29 agosto 2016 12:12

    Esempio per le generazioni future, un gigante in una città di nani.

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