i fatti dopo il ragionamento

Dalla parte del ladro

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I controlli di polizia e carabinieri nei pub del centro storico, l'insofferenza del popolo della notte e la subdola tentazione - culturale? - di fare il tifo per il delinquente di turno Movida | Blog diPalermo.it

Apprendo da La Repubblica che i controlli alla Vucciria sono “graditi solo ai pub”. Sono quattro parole che fanno venire i brividi per le implicazioni che contengono: come se le forze dell’ordine, vittime nei giorni scorsi di una dolorosa (e voglio sperare anacronistica) omertà, dovessero in qualche modo chiedere il permesso di intervenire senza venire ostacolati o, peggio, aggrediti.

Insomma sembra che al cosiddetto popolo della notte la presenza di carabinieri e polizia non piaccia. Leggo anche perché, e i brividi aumentano: il gestore di un locale spiega candidamente che “fa parte della nostra cultura: quando da piccoli si giocava a guardie e ladri nessuno voleva essere guardia. Il cosiddetto popolo della notte è variegato e non sempre omertoso, siamo abituati a intervenire noi in prima persona e, in luoghi senza controllo, come la Vucciria, la gente è ancora meno abituata ad avere intorno poliziotti”.

Anche noi giocavamo a guardie e ladri, a scuola, e ricordo che tutti invece volevamo stare dalla parte delle prime (un tentennamento, da parte delle bambine, si ebbe casomai quando uscì in tv il cartone animato “Occhi di gatto”, la storia di tre sorelle che rubavano, ma per nobili scopi, ovviamente). Spesso proprio il crescere in ambienti diversi porta a prospettive totalmente rovesciate, come in questo caso: probabilmente alla Vucciria (dove ho abitato, con gioia, per anni prima che si trasformasse in quello che è oggi) i bambini di una volta saranno stati più propensi a fare il ladro.

Ma il messaggio che passa qui è un altro, e molto dannoso: gli adulti di oggi non solo continuano – per cultura – a schierarsi dalla parte del ladro, ma vige anche la simpatica abitudine di intervenire in prima persona piuttosto che scomodare le istituzioni. La presenza della polizia inibisce, spiega un altro gestore: “Un po’ come quando uscivi con la fidanzatina e ti sentivi osservato da suo padre”.

Un “popolo della notte” eternamente bambino, nel senso però peggiore del termine: non vuole controlli, confonde la protezione e la vigilanza con una limitazione al modo di vivere un luogo splendido e carico di storia, prima che diventasse terra di nessuno. Per rimanere in tema di infanzia, la Vucciria (e Palermo in generale) diventa un paese dei balocchi di collodiana memoria, in cui potere distruggere tutto visto che non ci sono i genitori a controllare.

E poco importa se quando si cresce siamo noi a decidere e a capire che, spesso, la nostra libertà ha come unico limite quella degli altri. A distinguere, insomma, e a capire che non si è più bambini. Che nascondere un delinquente è un pessimo servizio. Non voglio generalizzare, anche perché il cosiddetto popolo della notte e io non ci frequentiamo: ogni tanto ci guardiamo da lontano. E sono certa che la maggior parte di queste persone diversissime tra loro avrebbe agito e agisce in modo opposto. Ma, ecco, le spiegazioni sul perché la polizia non è tollerata da questi eterni bambini insofferenti ai controlli quando non solidale con chi infrange la legge, a me fanno venire i brividi.

1 commenti

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  • 30 agosto 2016 10:23

    In una città come Palermo, le forze dell’ordine sono fin troppo “morbide” e permissive, quando non addirittura assenti. Ma è la classe politica la vera responsabile dello scempio. La classe politica INCAPACE di individuare risposte e soluzioni in un contesta effettivamente problematico. Così come è la classe politica a non voler cambiare un codice penale che fa acqua da tutte le parti. Ma quella è un altra storia.

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