i fatti dopo il ragionamento

Scusi, per la #Buonascuola?

di

Il dramma di Antonella, mamma di un figlio disabile costretta a insegnare a duecento chilometri da casa. Quando le buone leggi non solo sono auspicabili, ma sono una necessità Image 1.jpeg | Blog diPalermo.it

Antonella è madre, combattente e sfinita, di ​Andrea, un ragazzino totalmente non autosufficiente affetto dalla nascita da una malattia neurodegenerativa. Le ore di assistenza che ottiene dal servizio sanitario non sono sufficienti a coprire le esigenze del figlio, che ha bisogno di essere assistito tutto il giorno poiché vive in carrozzina, non parla, comunica con la mimica facciale e con i gesti, è tracheostomizzato, necessita quindi di essere aspirato tempestivamente per mantenere libere le vie respiratorie, soffre di distonie, assume farmaci di vitale importanza che vanno somministrati per Peg e così anche la sua alimentazione.

La cattedra che da anni le viene assegnata la costringe a lavorare a duecento chilometri dal suo paese di residenza, Aragona, in provincia di Agrigento, e a dovere abbandonare il figlio. Questo avviene perché la legge dà la precedenza assoluta, nella scelta della sede, ai docenti portatori di invalidità personale, che proprio in provincia di Agrigento ha raggiunto cifre esagerate, tanto da far scattare un’inchiesta.

Così, una madre che deve assistere il proprio figlio invalido al cento per cento, affetto da una patologia invalidante, neurodegenerativa, rara e senza soluzione di guarigione, perde ogni possibilità di lavorare vicino casa, calpestando il diritto di un disabile ad essere assistito dalle cure e dall’affetto della propria madre.

Non si tratta solo di una guerra tra poveri, ma di una guerra ingiusta. La provincia di Agrigento è quella che ha fatto gridare il sottosegretario Faraone allo scandalo dei furbetti. Il caso dunque è noto e lo stesso Faraone lo conosce direttamente, non essendosi sottratto, più volte, al confronto con Antonella. Uno di questi incontri è avvenuto in tv, alla trasmissione di Giletti, L’Arena.

Quello che ​Antonella ​ha chiesto in quell’occasione, e ancora continua a chiedere, è un provvedimento particolare che dia solo ed esclusivamente ​ai genitori insegna​n​ti la possibilità di lavorare nello stesso paese dove vive il proprio figlio ​se gravemente e irrimediabilmente ​ammalato.

Quest’anno ci sono stati 53 posti nella provincia di Agrigento, e sono stati dati nuovamente ai portatori di invalidità personale. Anche per un’insegnante di Licata, altra mamma nelle stesse condizioni di Antonella, non è cambiato nulla. Il primo settembre scorso sarebbe dovuta andare a prendere servizio a Milano.

Dice ancora Antonella: “Tre governi sono passati, è dal 2012 che manifesto a più non posso il mio disagio, ma nessun governo ha ancora tutelato il sacrosanto diritto di Andrea​,​ ​e delle altre famiglie, ​di avere la mamma vicina per ricevere la dovuta assistenza”​.

​La #BuonaScuola è una buona intenzione, le #BuoneLeggi una necessità.

4 commenti

Lascia il tuo commento
  • 05 settembre 2016 10:24

    Ma più che la legge mi sa che sono completamente inefficaci gli organi amministrativi locali, il rettorato!!!

  • 06 settembre 2016 09:33

    Basterebbe un nuovo controllo serio sui professori che sono portatori di invalidità per vedere se veramente sono invalidi e quale è il loro grado di invalidità !

  • 06 settembre 2016 19:45

    capisco l enorme disagio di Antonella e le dedico un pensiero.
    Detto questo, ad oggi abbiamo “investito” (io e mia moglie) almeno 3 stipendi (da maestra, mica da manager delle APPLE), da ottobre 2015 ad oggi tra aerei, BeB, pranzi, cene, taxi, e taaaanto altro. Palermo Modena come fosse qui dietro l angolo; ma non mi lamento….peccato solo che in Sicilia vi siano migliaia di posti vacanti…..

  • 06 settembre 2016 21:21

    Proprio ieri ho incontrato l’onorevole Davide Faraone al quale ho spiegato che l’art.33 della legge 104/92, nella provincia di Agrigento non tutela le madri insegnanti che assistono i propri figli disabili gravi, affetti da patologie rare ed inguaribili. Occorrono misure drastiche e forti contro i furbetti della legge 104 art.21, che ad Agrigento di questa nobile legge ne hanno fatto un uso ed abuso. ho ancora una volta chiesto provvedimenti straordinari solo ed esclusivamente per le madri che vivono sotto lo stesso tetto dei figli ammalati, non autosufficienti e bisognosi di assistenza continua e tempestiva h24. Di trovare soluzioni per noi mamme beneficiarie dell’art.33 in questa nostra provincia agrigentina, stante che lo stesso problema non è così eclatante e smisurato nelle altre province. Per intenderci una specie di “accantonamento” o “potenziamento” (soluzioni adottate dalla Buona Scuola) solo ed esclusivamente per noi che viviamo sulla pelle dei nostri figli, il dramma vero della disabilità. Ha risposto che sta provvedendo alla nostra tutela, al fine di garantire ai nostri figli disabili gravissimi il diritto di essere degnamente accuditi dall’affetto, dall’amore, dalle attenzioni che solo una madre amorevole può rivolgere al proprio figlio. Ringrazio Faraone e l’URS di Palermo per l’impegno preso, con la speranza di trovare per noi una soluzione che non sia solamente annuale, ma definitiva, perché ricordiamoci che le leggi si fanno in Parlamento e in Parlamento vanno riviste.
    Ringrazio per l’attenzione e per la sensibilità di quanti si prodigheranno a risolvere il problema esposto.

Lascia un commento