i fatti dopo il ragionamento

Ci facciamo uno shampoo?

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Settembre come capodanno, le mie buone intenzioni tornando dalle vacanze e l'amara realtà una volta rimesso piede in città. E se avesse ragione Gaber? TRAFFICO1 1 | Blog diPalermo.it

Il primo giorno di scuola è un po’ capodanno. Quando ero ragazzo, dopo tre mesi di vacanza al mare, ero contento di tornare a scuola, di rivedere i miei amici, di andare alla Sigros a comprare lo zaino e la cartoleria. Settembre era un modo per fare mille propositi sul nuovo anno e riproporsi mille buone intenzioni, compresa quella di conquistare quella “che sorrideva a tutti tranne che a me”.

Da adulti si pensa a desideri meno frivoli. Il mio ultimo giorno di ferie ho fatto una lunga passeggiata in bici all’alba, sono andato a salutare il mare e due pescatori che mi spiegavano dove lasciare una nassa per prendere pesci (mi sono sentito come Pinocchio col gatto e la volpe e ho pensato che volessero fregarmi la nassa, ma questa è un’altra storia).

Poi sono stato preso da un moto di fallace ottimismo: ho sperato di trovare la mia città migliore di come l’avevo lasciata. Ma quando mai: arrivo in città e resto prigioniero del traffico rallentato da un nuovo limite di velocità imposto per fare cassa con le multe. Vado a comprare il pane e trovo il panificio chiuso e la saracinesca imbrattata da una minacciosa croce nera. La campana per la raccolta del vetro sotto casa mia è circondata da rifiuti di ogni genere, c’è anche un motorino.

In questi casi, come diceva Gaber, “quasi quasi mi faccio uno shampo”, e allora vado all’autolavaggio e metto a nuovo la macchina, anche mia moglie mi aveva avvertito: “Guarda che domani piove!”

3 commenti

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  • 07 settembre 2016 16:45

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  • 07 settembre 2016 17:05

    cui prodest?

  • 08 settembre 2016 13:39

    Con i commenti di Paolo ed Ettore viene proprio voglia di farsi uno shampo.

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