i fatti dopo il ragionamento

Io, curvy orgogliosa

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Un mondo di taglie 38 e i piaceri della vita che nessuno mi toglierà mai. Perché io al mio bicchiere di vino non rinuncio. Alla faccia di chi mi vorrebbe magra Marisa Allasio 121 | Blog diPalermo.it

C’erano una volta Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Marisa Allasio. Oggi le chiameremmo curvy, cinquant’anni fa erano icone di bellezza e fascino. Che quelle curve le esibivano con orgoglio. Mi torna in mente uno spezzone di un film, credo fosse “Poveri ma belli”, con Marisa Allasio che cammina per le strade di Roma e i giovanotti che fischiano ammirati. Lei civetta un po’. Perché avere le curve, qualche chilo in più, era motivo di orgoglio. I fianchi larghi e un seno generoso considerati attraenti.

Poi sono arrivate le top model, le gambe magrissime e i décolleté piatti. Le passerelle si sono affollate di taglie 38 e le forme femminili condannate come un oltraggio. Mondi diversi, stili diversi, gusti diversi. Che mai però dovrebbero fare vergognare una donna del proprio corpo, né in un caso né nell’altro. Perché anche qualche chilo non conta se si sta bene con se stesse e in salute, perché agli uomini quelle curve piacciono (e a noi donne piace piacere, inutile negarlo), perché non è una prima o una quarta di seno a cambiarci la vita.

Leggo della madre di miss Puglia che ha contestato la partecipazione delle ragazze oversize al concorso per eleggere la reginetta d’Italia e provo grande tristezza per questa donna, per la quale è più importante un titolo, la carriera, il mondo dorato piuttosto che la sostanza. E la sostanza è questo esercito di ragazze che si affanna per dimagrire, per essere perfette, per apparire.

Ma sapete che c’è? Io a un piatto di pasta o a un calice di vino non voglio rinunciare, perché non è la mia bilancia a dire se sono felice o triste, se il futuro mi sorride o mi prende a calci in culo, se ho la stima di chi mi sta intorno o meno. Con un pizzico di orgoglio curvy, io me ne fotto.

1 commenti

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  • 20 settembre 2016 12:40

    Cara Stefania parto dalla tua considerazione finale per porre e porti qualche quesito:
    E’ la tua bilancia che stabilisce quali attese di durata e qualità di vita hai davanti ? (quello che tu chiami il futuro che ti prende a calci in culo)
    E’ la tua bilancia se ti dice che per un semplice sovrappeso del 15 % hai 12 volte la possibilità di sviluppar e il diabete 2 ?
    E’ la tua bilancia che ti dice che hai il rischio di un arresto cardiaco 3 volte superiore ai normo peso ?
    E’ la bilancia che ti dice se il rischio di cancro di vario tipo è aumentato dal sovrappeso specialmente per una donna o per finire..
    E’ la bilancia che ti spiega il motivo dei dolori e dei rischi degenerativi osteoarticolari ?
    Quindi credo che la situazione della tua salute concorra a definire il tuo stato di felicità molto più di un piatto di pasta ed un bicchiere di vino.

    Tu mi risponderai: dobbiamo pur tutti morire di qualcosa quindi almeno, non rinuncio ai miei piacere della vita; va bene,ma tutto questo non si può includere nella definizione di atteggiamento intelligente.
    Quindi, al netto degli eccessi mediatici, non c’è solo l’apparenza dietro un equilibrio alimentare e dietro lo sforzo di evitare obesità e sovrappeso.E’ comunque un atteggiamento virtuoso e auspicabile.

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