i fatti dopo il ragionamento

L’Università a mia insaputa

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Il blog dell'ateneo, i profili social degli studenti e un nuovo account, YouUnipa, che confonde le idee. Studenti1 | Blog diPalermo.it

Cari ex ed attuali studenti dell’Università degli studi di Palermo, probabilmente ancora non ve ne sarete accorti, ma da qualche giorno qualcosa è cambiato nella sezione “informazioni” dei vostri profili social. Andate a dare un’occhiata, potreste scoprire di non avere più svolto o di non svolgere più il vostro percorso universitario presso lo storico ateneo palermitano, bensì presso YouUnipa, ovvero l’account social non ufficiale dell’Università.

Anche se vi siete laureati prima dell’avvento di internet, secondo Facebook avete conseguito la laurea a suon di post, commenti e reaction. Tranquilli però, siamo tutti in buona compagnia. Anche il Magnifico Fabrizio Micari, suo malgrado, risulta essere il rettore di YouUnipa e di avere studiato ingegneria presso YouUnipa.

Dopo le piattaforme online delle università telematiche saranno i profili social le nuove frontiere della formazione a distanza? Ironia a parte, cosa è successo? Perché da un giorno all’altro abbiamo visto modificare le informazioni sui nostri percorsi di studio a nostra insaputa?

La risposta è semplice. I fatti sono questi: da qualche settimana è scaduta la convenzione con la quale era stata affidata la gestione del blog ufficiale dell’ateneo palermitano. Oltre al blog la società che ha vinto l’avviso ha gestito anche i profili social ufficiali. Dopo quattro anni Palazzo Steri ha deciso di non rinnovare la collaborazione.

Ci si sarebbe aspettati che il gestore consegnasse le credenziali del blog e dei profili curati in nome e per conto dell’ateneo. Ed invece non solo non lo ha fatto, ma ne ha addirittura modificato la ragione sociale, trasformandola da ufficiale a non ufficiale e mantenendo un’identità grafica molto simile a quella originaria. Tale modifica è stata riportata in automatico anche sulle informazioni dei nostri profili.

Tutto ciò è legalmente possibile? Ma soprattutto è corretto dal punto di vista deontologico? Da un’attenta lettura del bando non vi è nessun rigo in cui l’Università dichiara di cedere la proprietà del blog e dei profili social. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, si sarebbe trattata di una follia. C’è da dire purtroppo che sia il rettore di allora che gli uffici competenti non si sono preoccupati abbastanza di tutelare l’ateneo.

Se sul piano giuridico il bando lascia spazio a qualche perplessità, sul piano deontologico va evidenziato un comportamento – a mio avviso – censurabile da parte del gestore. Ammesso che dal punto di vista giuridico la proprietà sia sua, si tratta dei canali di comunicazione e di informazione ufficiali dell’Università. Appropriarsi del loro “valore comunicativo”, misurabile in decine di miglia di visite e follower, lo vedo come un atto di furbizia. Quel blog e quei profili sono cresciuti soprattutto grazie alla credibilità che gli veniva conferita dal brand e dal prestigio dell’ateneo. In questo modo, inoltre, sarebbe tradita la volontà di migliaia di utenti che oggi si ritrovano ad essere dei follower di profili diversi da quelli che avevano deciso di seguire.

Ci sarebbe poi il danno creato all’ateneo, costretto a ripartire da zero in un panorama che vede le università italiane ed internazionali competere sul fronte della comunicazione ed in particolare del web e dei social per accrescere il loro prestigio e attrarre nuove opportunità e nuovi studenti.

Ad essere danneggiata però non sarebbe soltanto l’istituzione, ma l’immagine e la credibilità di tutta la comunità degli studi dell’Università di Palermo, insegnanti e studenti compresi, che sulle proprie informazioni personali relative al loro corso di studi universitari si troveranno un account, per così dire, non ufficiale. Cosa penseranno le aziende alla ricerca di personale quando su Linkedin si imbatteranno in professionisti laureati presso YouUnipa?

20 commenti

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  • 23 settembre 2016 08:59

    La questione è assai complessa. Io credo che l’errore più grande fu dell’Università che scrisse un bando social-suicida. Ma eventuali cavilli legali verranno verosimilmente discussi in altre sedi.
    Non entro, invece, nel merito delle scelte di Tony Siino al quale riconosco la buona fede nel difendere il lavoro che ha fatto in questi anni. La questione non è se ciò ha fatto Tony è giusto o non è giusto (e a mio modesto giudizio, a leggere il bando, è tecnicamente giusto) ma valutare se tale scelta risulti oppurtuna o meno, anche per le ricadute nei confronti della medesima istituzione e di inconsapevoli studenti. E tale valutazione è, ovviamente, soggettiva.

  • 23 settembre 2016 09:52

    Matteo, perdonami, ma il post che hai scritto si basa su troppe percezioni e pochi o nulli fatti.

    Younipa è di proprietà di Tony Siino non di Unipa. I social network sono nati in relazione al blog e gestiti dal blog stesso, creati per favorire la presenza di Unipa (non era prevista nell’avviso) ma sempre usati in funzione dei post pubblicati sul blog. Quindi, scaduto il contrario, i social ora parlano solo del blog.

    Deontologia? Quale? Siino non mi pare che sia un giornalista. Il termine da usare è un altro, semmai.

    Non ti sei, però, domandato perché Unipa ha creato social suoi senza attendere eventuali ricorsi legali per riprendersi quelli che – secondo te – gli spetterebbero per diritto. Forse perché sa che non può pretendere alcunché eccetto il cambiamento del nome, dopo che si è perso la status di non ufficialità?

    Insomma, meno opinione e più fatti. Soprattutto visto che sei un giornalista…

    Infine, un sospetto cauto. La portavoce di Micari è Eva Ferra che, nel 2012 è stata chiamata dal PD per la comunicazione. Tu sei ancora l’addetto stampa di Lumia? No, perché tutto ‘sto livore comincia a insospettire… 🙂

  • 23 settembre 2016 10:01

    Se ci fosse un danno se lo sarebbero forse creati da soli. Qui c’è scritto che i social erano di Younipa e che senza il cambio del nome il profilo avrebbe continuato ad apparire verificato: http://www.younipa.it/2016/09/21/alcune-precisazioni-sui-canali-social-media-di-younipa/25339/

    Un domanda: tu, Eva Ferra la portavoce del rettore ed Elena Rabbia l’addetta stampa eravate insieme nell’ufficio stampa dell’ultima campagna elettorale per sindaco di Ferrandelli o sbaglio? Siete tutti amici di Lumia?

  • 23 settembre 2016 10:36

    Perplesso,
    nel bando non vi è una sola parola dalla quale si evince che l’Università abbia ceduto la proprietà del Blog a chicchessia.
    Il termine “deontologia” secondo te non è corretto perchè Siino non è un giornalista? Beh esiste una deontologia anche per i comunicatori pubblici (vedi codice: http://comunicazionepubblica.uniroma2.it/docupdf/codice_deontologico.pdf).
    Infine, non comprendo il senso della tua allusione finale. Anche perchè se ti dovessi seguire su questa scia ti potrei controbattere con altre mille allusioni.

  • 23 settembre 2016 10:42

    Sad,
    secondo me c’è una congiura ordita oltre che dalla politica anche dai servizi segreti per fare fuori Siino.

  • 23 settembre 2016 10:49

    E’ arrivata la schiera dei supporter a sostenere che non è successo niente, esercitando la cultura del sospetto nei confronti del giornalista autore di questo articolo, il signor Perplesso usa le stesse parole dei post di Siino, il signor Sad cita come fonte Younipa, chi ha effettivamente fatto il danno.

    E’ chiaro che Unipa ha esigenze di comunicazione, non può stare in silenzio, il fatto che abbia creato nuovi canali non significa nulla. Molto probabilmente la notizia si evolverà in sedi più opportune.

  • 23 settembre 2016 11:32

    Matteo Scirè. Mi dovessi seguire? Perché, sai chi sono? Anche perché se lo sapessi, significherebbe che avresti violato il diritto al nickname e la privacy… ovvero un bel reato…

    Savio. E che c’è di male? M’informo e rispondo. Si fa così, non si scrive seguendo percezioni 😉

  • 23 settembre 2016 12:10

    Perplesso, lo abbiamo capito chi sei, non ci vuole molto!

  • 23 settembre 2016 12:14

    Savio, sono curioso di sapere chi sono. Dai!

    E si attende sempre che Scirè risponda al dubbio ‘allusivo’…

  • 23 settembre 2016 12:20

    Conosco Tony Siino. Non è uno sprovveduto, anzi. Se l’ha fatto poteva farlo. Io stesso, se il bando me lo avesse consentito, avrei agito esattamente come lui.

  • 23 settembre 2016 12:24

    Perplesso,
    ok, getto giù la maschera, confesso: faccio parte del Kgb.
    La mia missione è quella di screditare la cultura occidentale. La vicenda del blog e dei profili social di Unipa mi pareva un bel pretesto da cavalcare. Purtroppo c’è andare di mezzo Siino. Ma sai, i russi non vanno per il sottile.

  • 23 settembre 2016 12:24

    A posto del rettore intenterei una causa milionaria ! Ci sono regole di natura generale che vanno oltre le cose non dette in un contratto!

  • 23 settembre 2016 12:34

    Vabbé, Matteo… quando non conviene si sposta l’attenzione su altro…

  • 23 settembre 2016 13:09

    Io penso che se Younipa sulla sua pagina FB afferma di essere stato fondato nel 1806 e di avere sede in via Ernesto Basile, e di appartenere alla categoria “Collage”,così come si evince dalla scheda Informazioni, forse sta continuando ad utilizzare dati che fanno riferimento all’Università. Poi chi vogliamo prendere in giro? Basta aggiungere in fondo al nome Younipa per sentirsi esonerati da ogni responsabilità? E’ evidente la volontà di voler continuare a sfruttare il nome dell’Ateneo. O no?

  • 23 settembre 2016 14:13

    …E pensare che faccio il Blogger da 12 anni….
    …E pensare che sono stato tra i primi, a Palermo, ad avere un Blog…

    …E pensare che, in dodici anni, a Palermo non è mai cambiata la malsana abitudine di fare “sciarre a distanza” tra blogger e brand vari: Tony che difende le sue posizioni, e, a distanza, la replica della controparte.

    E’ come se ci fossero delle fazioni, dei gruppi: da un lato il gruppo di chi sta “da una parte”, da un altro il gruppo di chi sta “dall’altra”: si creano delle strane dinamiche, quasi come dei “clan” di scozzese memoria.

    C’è il clan di chi la pensa come il buon Tony, e quindi si schiera in quella “squadra”, poi c’è il clan di chi la pensa come la controparte, e si schiera dall’altra.

    E il discorso “Younipa” è solo la punta dell’iceberg di situazioni “che, stancamente, si ripetono”, diceva Bennato.

    Ma dico: anzichè sollevare l’ennesimo polverone tra le due “fazioni” in gioco, che, giustamente, difendono ognuno le proprie posizioni, vogliamo, una santa volta, evitare le sciàrre e fare qualcosa di concreto in questa santa città?

    Chi ci pensa ai tanti studenti, già decisamente “martoriati” di per se, che sono “vittima” delle “beghe comunicative” tra le due fazioni?

    Per una santissima volta, una sola, vogliamo mettere il bene degli studenti di fronte a tutto?

    E’ scaduto il contratto con Siino? Basta, finì, ma non continuate ancora ad atturràre con sta storia.

    Se, adesso, volete “internalizzare”, concedetemi l’orrendo termine, la comunicazione, fatelo, fatelo al più presto ma FATELO e sopratutto fate si che le cose comincino a funzionare come si deve!

    E picciotti, amunì!

  • 23 settembre 2016 14:54

    Dopo la decadenza sello status studente ed i parcheggi all’interno dell’ateneo, senza contare gli innumerevoli problemi all’interno delle facoltà, mi sembra difficile scalfire la buona immagine dell’università.

  • 23 settembre 2016 18:04

    Mi sembra molto più grave che i giuristi di Younipa (laureati online?) abbiano approvato la realizzazione del parcheggio con parcheggiatore abusivo a pagamento dentro i viali di Uniupa (e vorrei sapere nomi e cognomi dei soci che guadagneranno sulla pelle degli studenti)… Non penso gli stessi giuristi (laureati online?) avrebbero mai potuto fare meglio con i social…

  • 23 settembre 2016 18:09

    ah vabbè… e la portavoce del rettore è una PDina… siamo ammare… me ne vado alla Lumbasa…

  • 24 settembre 2016 16:42

    La precedente governance di ateneo ha lasciato spazio a iniziative private, l’attuale governance punta al rilancio delle professionalità interne – si vedrà se e come e in che misura ci riuscirà – che con la precedente gestione erano scollegate e scoordinate, perciò mi sembra giustificata la presenza in ateneo di figure apicali provenienti dalla P.A./Università e dotate di elevata professionalità ed esperienza, figure che hanno già creato e gestito reti di comunicazione interna ed esterna in ambito universitario: ciò potrebbe realmente favorire il rilancio della comunicazione e del marketing – fino a ora declinato solo come merchandising a sostegno del branding x gli utenti-studenti.
    **
    Il marketing dei quasi-mercati della formazione e dell’istruzione è molto molto più del semplice branding fino a ora perseguito dall’ateneo, è un mix di p.r. + analisi di scenari internazionali e locali a medio termine, valutazione della qualità e dei parametri di accreditamento e tanto altro ancora, la comunicazione è lo strumento del marketing che crea struttura, perciò non poteva strategicamente essere lasciato all’iniziativa privata, indipendentemente dalla qualità più o meno elevata del professionista coinvolto nella prima fase dell’apertura dell’ateneo al web 2.0 (nel 2012! e che aspettavano?)
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    Se io fossi al vertice dell’ateneo chiederei ai miei collaboratori di spiegarmi la ragione per cui il registrant del blog younipa è un privato, considerato che l’ateneo ha “enne” server e domain registrati che cura direttamente. Posso comprendere le ragioni del server aruba ma si può dare in gestione un servizio senza cedere la proprietà del servizio, in altre parole il registrant di younipa poteva essere un dirigente di unipa e il gestore poteva essere il privato vincitore del bando perciò sorge spontanea la domanda: sapevano cosa facevano? In ultimo, dire che 50mila o più follower hanno valore comunicativo è riduttivo, sui socialmedia il valore è commerciale.

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