i fatti dopo il ragionamento

Voglio vedervi danzare, qui a Palermo

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Dai frizzi estivi al ritorno alla dura realtà di tutti i giorni. E se a salvarci fossero giusto i versi di un catanese? Ascoltateli, sembrano scritti apposta per noi. E per le nostre miserie. Ah, lui è Franco Battiato Image.jpeg | Blog diPalermo.it

Reduci dai suoni dell’estate, dai primi fischi negli stadi, dal mantra blogger di Rovazzi che invita tutti ad andare a comandare tra rime, immagini grottesche e sinuosità di spalle ci accorgiamo che l’equinozio è dietro l’angolo e la patina occulta-vergogne che caliamo durante i periodi di vacanza è ormai dissolta.

Palermo adesso si presenta in una mise piuttosto deprecabile. L’umore è di quelli che tornano da vacanze tarocche: stanco e aggressivo. Ma non è colpa di Palermo, è l’avvicendarsi delle miserie locali e nazionali che la avvilisce. Ai tavoli dei locali, ormai ripopolati, si discute sugli orribili fatti delle gogne mediatiche, di amiche cattive che filmano orrori, di branchi calabri generatori di reiterate violenze.

Il fantasma delle meningi infette è ancora nell’aria, come le urla che rinnegano Tantilli vari al Borgovecchio, mentre al Villaggio si spara come se fosse antani. Apprendiamo che Ciancimino padre, in realtà, era un agente segreto (Octopussy – operazione piovra) e che è caduta l’ennesima casa a Ballarò dopo le prime piogge. Dal sacco di Palermo al fracco dell’Albergheria. Si infuoca il dibattito sull’identità dei posteggiatori abusivi: estorsori o caffeinomani? E anziché essere tutti d’accordo su fiumi di napalm, ci si chiede se sia giusto o meno il carcere.

Tuttavia Palermo, in questa coda d’estate, vive anche di eventi che trasudano senso di soddisfazione e orgoglio: la diocesi di Palermo ha deciso di aumentare il numero di esorcisti e la prossima settimana la città è stata invasa dai pentastellati. Come fare allora a sopravvivere allo scempio dell’estate e rifugiarsi in un più rassicurante autunno?

Ci viene incontro il metodo FB. A queste due lettere ormai associamo per default il salvadanaio di Zuckerberg ma, per uno strano gioco del destino, queste lettere fanno riferimento a quell’anima siciliana che mai fu più distante e antitetica al mondo social: lui, il Maestro, Franco Battiato.

FB e la sua produzione hanno infatti tutte le caratteristiche per venire incontro alla nostra esigenza catartica. La sua voce è il nadir di quella del palermitano medio, infonde calma, viaggia su toni, anzi su “sequenze e frequenze” che riportano al profumo della terra e che ricordano le nuvole di ottobre, eleganti e stratiformi. Ricordano la pioggia che lava le basole e allontana per un po’ i miasmi del cocktail letale caldo-munnizza.

Fb è infestante come quelle specie di vegetali che resistono alle condizioni più ostili ed inibiscono la crescita delle specie endemiche. Quindi, con le canzoni di FB è possibile scalzare i tormentoni estivi cantati dalle scimmie urlatrici che in questo periodo bivaccano nella nostra scatola cranica.

FB è elegante nei gesti e nelle movenze. Ad esempio si potrebbe provare ad emulare la sinuosità che personalmente amo e che trasuda nel video di “La stagione dell’amore” per andare a comprare il pane al Capo o per avanzare nella fila alle poste.

Me lo immagino così l’autunno dopo “la cura” FB. Il maestro che avanza sulla via Libertà come ritrovata prospettiva Nevskij, in una Palermo che sulle sue note torna su livelli più normali; non si sente più l’esigenza di cercare un’altra vita poiché è sì difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire ma non impossibile.

FB tuttavia ha un difetto, un difettuccio, che non dipende da lui, lui è nato così e si capisce che è così da come parla, da come si muove… Sì signori, non dobbiamo dimenticare che purtroppo FB è catanese e capisco che per un palermitano è dura, durissima da digerire la catarsi catanese ma ricordiamoci che l’autunno è arrivato e urge nuova luce sulle nostre teste e calma e karma per affrontare al meglio l’alfabeto del primissimo giorno di scuola dalla A di amministrative alla Z di ZTL o Zamparini (decidete voi cosa va cambiato tra questi).

Quindi, passiamo sopra questa tara geografica e confidiamo nelle parole e nei suoni del maestro.

Veni l’autunnu, scura cchiù prestu…. è inutili ca ‘ntrizzi e fai cannola lu santu è di mammuru e nan sura

7 commenti

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  • 01 ottobre 2016 12:33

    L articolo è bellissimo , scritto con cognizione ed in una prosa che affabula.. Anche se da palermitano non sono d accordo sul fatto del difettuccio di essere catanese !! Catania è una città stupenda e i catanesi ( tolti 4 tifosi inutili) sono gente meravigliosa piena di vita di senso dell humor e di inventiva e fb ne è semplicemente la conferma!

  • 01 ottobre 2016 14:09

    Grazie Ettore. Il gioco sull’amata Catania e sull’essere catanese è solo un modo più leggero per ricordarci della bellezza delle diversità. E qui appunto è da fuori che arriva l’alito di bellezza per ritrovare una Palermo più a misura d’uomo.

  • 01 ottobre 2016 14:24

    grande Franco Battiato ma per il resto articolo alquanto confuso e nemmeno tanto spiritoso

  • 01 ottobre 2016 14:42

    Ma chi è il target di riferimento dell’articolo? Il palermitano medio non ascolta Battiato. Come minimo ci vuole la laurea e una vasta cultura che spazia dalla musica al calcio, dalla politica alla cronaca, per comprendere bene il pezzo e il suo spirito. Ricordiamo sempre che scriviamo per gli altri e non per se stessi

  • 01 ottobre 2016 16:08

    Chiederò lumi sul target di “diPalermo” . Sulla comprensione del testo ed il superamento delle frontiere dello spirito confido nelle capacità e nei gusti di chi legge che purtroppo e per fortuna non coincidono sempre con i miei. grazie per l”attenzione.

  • 02 ottobre 2016 01:44

    Gran Bell’articolo! Fotografa perfettamente il momento della grande città di Palermo.

  • 04 ottobre 2016 06:35

    Bell’articolo il cui finale spiega, ancora una volta (e calcio a parte) quanto noi palermitani invidiamo i catanesi. Perché d’invidia si tratta ! Noi siamo rimasti ancorati ad un passato che non ritornerà, non ritornera” piu’, loro hanno sempre guardato avanti….

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