i fatti dopo il ragionamento

Palermo, vedi alla voce Mago

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I rosa a Genova contro la Samp con la consapevolezza delle squadre toste e un allenatore che, misteriosamente, non è finito sulla copertina del nuovo libro di Harry Potter Palermo Calcio Stadio Tifos | Blog diPalermo.it

Questa settimana ci è sembrata lunga un mese. Snobbiamo le coppe perché non ci giochiamo più e quando ci giocavamo ci ricordiamo bene che allo stadio eravamo i “parenti della zita”. Si sa che il tifoso palermitano medio era abituato a ben altri palcoscenici calcistici e quindi non poteva certo sprecarsi per uno spettacolo minore come l’Europa League.

Noi che invece ci andavamo a vederla sia in casa che in trasferta non capiamo quando potremo tornare mai a giocarci e quindi ci fanno venire la malinconia. Sappiamo solo che visto che abbiamo giocato alla pari con la Juve e quest’ultima ha vinto in Champions League anche noi potremmo giocarcela alla pari nel torneo più importante del mondo da quando c’è De Zerbi. A scuola la logica aristotelica era l’unico concetto chiaro e lo applichiamo con rara maestria.

De Zerbi è già un vate. Chiamarlo Mago ci pare riduttivo e gira voce lo abbiano già ingaggiato per il seguito di Harry Poter e ci stupisce che nella copertina dell’ultimo libro del maghetto non ci sia la sua foto. Misteri del marketing.

Noi siamo entusiasti ed esaltati come si addice a gente che non ha mezze misure neanche quando si parla del cavallo dei pantaloni ma tutti questi complimenti cominciano a preoccuparci. È una di quelle sensazioni sottili che ti prendono piano piano, non sai cosa sia eppure ti resta in testa. Tutto bene, tutto meraviglioso, tutti bravissimi, però i complimenti non danno punti e non migliorano la classifica ed allora cominciamo ad usare il cavallo dei pantaloni per operazioni scaramantiche.

Si va a Genova, sponda doriana (tac!) e siamo certi che stasera ne sapremo un po’ di più su questo Palermo. La Samp è affidata a Giampaolo, uno che non ci ha mai convinto più di tanto e sembra più matto di Caligola e onestamente ha una faccia da passapititto. L’anno scorso ha fatto benissimo ad Empoli ma ci è rimasta la sensazione che fosse più merito di ciò che aveva lasciato Sarri che suo e alla Samp, almeno finora (strofinate il cavallo dei pantaloni…), sembra darci ragione.

La Sampdoria gioca alla grande spezzoni di partite e poi si spegne lentamente restando uccisa da errori individuali degni delle comiche. L’ultimo l’ha commesso Viviano a partita quasi finita e ci ha confermato che abbiamo fatto bene a non rimpiangerlo mai troppo come ex. Il portiere tornerà ovviamente tra i pali difeso da una linea a 4 in cui il più esperto è l’ex Silvestre. A Palermo non brillò particolarmente confermando la nostra convinzione che non si prendono mai ex catanesi perché vengono a recitare il ruolo di quinta colonna. Accanto a lui il giovane talento, spesso pasticcione, Skriniar e sulle fasce Sala, forse lontano parente del sindaco di Milano, e Regini.

A centrocampo ritroviamo Barreto. Lo ricordiamo con affetto perché fu protagonista di un campionato di B esaltante da capitano ed in ogni caso chi va via perché è pagato di più merita sempre tutto il nostro rispetto (anche noi faremmo lo stesso) ma speriamo che non mostri la consueta grinta. Trequartista il giocatore con il nome di un popstar sudamericana, Ricky Alvarez, e davanti un duo che costituisce il vero punto di forza della Doria (tac! luogo comune 2): Quagliarella e Muriel.

Il nostro amico Marco, che nella qualità di unico doriano della città ha già ottenuto una casa popolare in favore delle minoranze disagiate, sostiene che se riesce a superare Natale senza prendere i consueti venti chili può diventare il nuovo Ronaldo. Noi speriamo abbia già cominciato con le caldarroste e i Manhattan e passeggi per il campo in cerca di un Buscopan.

De Zerbi continua a mischiare le carte e se non azzeccano mai la formazione i giornalisti veri figuriamoci due cialtroni come noi. In porta ci sarà Posavec e i tre di difesa potrebbero essere Gonzalez, Cionek ed il possibile rientro di Rajkovic con la maschera da Zorro. A centrocampo le fasce saranno occupate dal motorino Rispoli e da Roberto Carlos Aleesami offesissimo per la sua riproduzione su FIFA 17. Noi comunque l’abbiamo comprato lo stesso a Ultimate team. A centrocampo possibile coppia Gazzi e Bruno Enrique e davanti il nostro idolo Diamanti insieme al biondissimo Hjliemark. Davanti la punta da parco giochi Nestorosky, uno che non finisce alla scelta ad insalata manco quando ha una gamba rotta.

Siamo pronti, carichi ed emozionati. Il Palermo di De Zerbi ha sempre giocato bene e incontra una squadra alla quarta sconfitta consecutiva, in crisi d’identità e pure di nervi. Magari vogliono fare fuori l’allenatore, magari non hanno capito come giocare, magari non sono più forti e quelli avanti oggi non sono in palla, magari al nostro amico Marco tocca soffrire ancora un po’ per poi avere tutte le gioie che vuole a partire dalla prossima giornata. Magari la Samp non ci ruba l’ennesima partita come avvenuto tante volte negli ultimi anni (rigore inventato su Grosso, clamorosa palla gol fallita da Budan, non gol “fantasma” di Morganella solo per ricordare i casi più eclatanti e non fare incazzare più di tanto il succitato Marco). Sì, magari tutto quello che vuoi, ma come la mettiamo con quel sottile brivido dietro la schiena?


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

3 commenti

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  • 02 ottobre 2016 11:38

    In primis, due “cialtroni” come voi scrivono in modo molti più arguto e originale della quasi totalità del “giornalisti veri” che hanno la pretesa di scrivere sul Palermo.
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    Barreto, in puro stile zampariniano, è stato pagato bene e regalato ad altri alla scadenza del contratto. Nel Palermo, da anni mancano giocatori-simbolo in cui riconoscersi. Non parlo di “bandiere” alla Totti, ma di giocatori esperti e ancora validi sul campo capaci di dare qualcosa in più anche nello spogliatoio. Barreto è uno di questi, ma potrei citarne molti altri. A parte il fatto che i sostituti non te li regalano, Zamparini spesso ne prende quattro per trovarne uno all’altezza. I risultati, in campo e nei bilanci, sono evidenti a tutti.
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    Infine, De Zarbi: bravo, bravissimo. Attendo fiducioso, ma osservo che se non si tira in porta non si vince. Saluti rosanero

  • 02 ottobre 2016 12:02

    Ma questi articoli a doppia firma… ma che vuol dire… ma che scrivono una riga l’uno…?? Si stancano…??

  • 02 ottobre 2016 22:57

    Dissento parzialmente sulle partite europee. Perchè ci sono stati pure i 30 mila con Maribor e Thun. Se poi presidente e ds dell’epoca brindavano per l’uscita dal torneo e in Turchia si mandava la primavera a giocare possiamo pretender altrettanto dal pubblico?

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