i fatti dopo il ragionamento

Palermo, tanto tempo fa…

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Bottiglie e lattine che rotolano, vetri rotti, schiamazzi. Avete mai fatto caso a quello che è diventata la zona attorno al teatro Massimo? E vi ricordate com'era una volta? Movida | Blog diPalermo.it

In un tempo non troppo lontano, della via Belmonte si diceva che fosse il salotto di Palermo. Sarà stato l’insieme di negozi e caffè che in effetti dava alla via l’aspetto raccolto di un salottino en plein air. E di salottini, a Palermo, ce n’erano tanti – più o meno vasti, più o meno eleganti. Se non proprio con questo scopo, anche lo spazio che circonda il teatro Massimo aveva come un’aura di sacralità laica, in cui l’arredo urbano (sopravvissuto) in stile floreale, con la sua eleganza che svettava verso il cielo, forse riportava un po’ alla Palermo dei Florio e dei teatri, di una vita culturale vivace, anche se a molti preclusa.

Le passeggiate (soprattutto quelle serali) oggi riportano a ben altra realtà. Piazza Verdi – o come diciamo noi palermitani “piazza Massimo” – è diventata un cumulo di bottiglie, tra i luoghi privilegiati di chi arriva da chissà dove per bere a poco prezzo e lasciare sul posto quello che consuma, meglio se sotto un lampione liberty proprio a pochi passi dal teatro. Un inquinamento spesso anche acustico, per completare quello ambientale, fatto di schiamazzi a ogni ora e del rumore inconfondibile di vetri e lattine che rotolano.

Vi immaginate donna Franca Florio in mezzo a questo porcile? I tempi sono cambiati, vero: ma voi, in questo porcile, vi ritrovate? Ognuno dovrebbe fare la propria parte senza bisogno di controlli esterni, usare i cassonetti e non urlare come fosse il solo padrone della piazza, siamo d’accordo. Ma, in attesa che questa utopia si verifichi, due vigili due li vogliamo mettere?


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

9 commenti

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  • 05 ottobre 2016 09:05

    Per completezza bisognerebbe dire che una volta piazza Verdi era piena di macchine, non pedonalizzata e caotica.
    Inoltre piazza Massimo, con manifestazioni come questa, almeno una volta all’anno diventa un bel teatro a cielo aperto richiamando ventimila persone in tre giorni.
    Tu invochi, legittimamente, un maggior presidio dei vigili, ma forse i cittadini, oltre che l’Amministrazione, dovrebbero imparare ad ammirare e rispettare maggiormente questo luogo.

  • 05 ottobre 2016 09:12

    io ahimè mi ci ritrovo tutti i giorni…schiamazzi-urla- vetro disseminato ovunque-canne a mai finire- ragazzi che vomitano- ragazzi che pisciano-potrei continuare…
    eppure la polizia-carabinieri- municipale non ti dico la sera ma di giorno la vedo sempre e spesso mi avvicino gonfiando il petto del buon cittadino e sistematicamente me ne vado con la coda in mezzo alle gambe!!!
    noi non possiamo fare niente- se controlliamo oggi domani ci sono di nuovo- dipende dal questore- dipende dal sindaco- chiami la polizia- chiami i carabinieri- chiama la municipale- faccia un esposto scritto…bla bla bla
    un turista incredulo mi ha detto loro non fanno niente, parlano tra di loro e basta!!!!
    beh.. se un turista in 5 minuti si fa un idea del genere, non siamo messi bene.

  • 05 ottobre 2016 11:21

    Giuseppe, io credo che le iniziative (bellissime peraltro) del Massimo e una maggiore cura dell’ambiente circostante non possano che andare di pari passo. L’una incentiverebbe l’altra, non potrebbe essere altrimenti. Ed è proprio nel rispetto di questo teatro e della sua storia che risiede la ragione per cui scrivo questo pezzo. E’ anche vero che i cittadini dovrebbero “fare” non per paura delle sanzioni, ma perché è giusto così.
    Credo anche di averlo scritto: “Ognuno dovrebbe fare la propria parte senza bisogno di controlli esterni, usare i cassonetti e non urlare come fosse il solo padrone della piazza, siamo d’accordo.”

  • 05 ottobre 2016 21:57

    Diciamo che è un post qualunque che poteva essere pubblicato su un blog qualunque in un tempo qualunque, ambientato in una qualunque zona della movida palermitana. Aria fritta insomma, con ramanzina finale, quindi noiosetta.

  • 05 ottobre 2016 22:23

    Per quanto mi riguarda il Comune dovrebbe emettere un’ordinanza con la quale vietare severamente la vendita di qualsiasi liquido in bottiglia di vetro (tranne che non sia acqua da bere) dopo le ore 21,00.
    Dopo quell’orario birra, vino e qualsiasi liquore dovrebbe uscire solamente dentro bicchieri di plastica.
    Ordinanze simili esistono in molte città d’Italia.

  • 06 ottobre 2016 11:09

    Ormai la zona attorno al teatro Massimo è diventata un bivacco, ostaggio di questa movida scriteriata e di ambulanti abusivi. Il fatto che tutto ciò avvenga proprio attorno a uno dei simboli della città rende la cosa ancora più triste. Brava Alessia.

  • 06 ottobre 2016 11:38

    Gp, credo di avere circostanziato tempi, epoche e luoghi. Rilegga il pezzo con attenzione e troverà tutto. Saluti

  • 06 ottobre 2016 12:17

    Dietro. Si passa dietro il teatro. O almeno, io passo dietro. Mi costerà…che vi voglio dire…100 passi in più? Ok, il prezzo è giusto! Solitudine silenziosa, lungo il marciapiede che circonda il teatro, se passate da dietro.

  • 06 ottobre 2016 15:35

    Non immaginare che via Belmonte rimarrà quello che è stata ancora per molto! Segni preoccupanti di cambiamento, trascurati o sottovalutati dai commercianti della zona a ridosso di R. Settimo, ce ne sono da mesi. Basta una sala videogiochi e un baretto ad attrarre persone che mai ti aspetteresti, giovanotti maleducati con feromoni alle stelle. Almeno in piazza Verdi, attorno al teatro, il fenomeno è diverso. Lato via Volturno siedono a terra la sera dove pisciano i cani prima comitive, sempre chiassose, dove le ragazze non mancano quindi gli sforzi dei ragazzi devono essere più mirati e consapevoli, non basta Tarzan per far colpo! Dall’altro lato, invece, ci sono gruppi più tranquilli, ragazze e ragazzi spesso con qualche strumento musicale appresso o un libro in mano. I cani però anche lì pisciano.
    Il ragionamento di fondo che facevi cioè la domanda nascosta, come è possibile?, ha risposta in una parola:soldi.
    l’avanzare delle attività commerciali alimentari a prezzi contenuti da via Maqueda e la presenza di un supermarket dall’altro lato di via cavour ha fatto in modo che tutti possano permettersi una serata nel salotto di Palermo. Ma il problema vero non è il posto o la quantità di gente. Il problema serio è la mancata, per non dire non voluta, educazione al rispetto degli altri, perché non credo possa dare fastidio vedere gente che si diverte in tranquillità. Da fastidio vedere gente senza guizaglio e museruola che piscia dove gli pare.

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