i fatti dopo il ragionamento

Toh, un giornale di carta!

di

Le mie due ore di inattività forzata e la pazza idea di lasciare l'ipad a casa e di tornare in edicola dopo tanto tempo. Per riprendere un'abitudine che nessuno di noi aveva il diritto di abbandonare Giornali | Blog diPalermo.it

Ieri ho letto un giornale. Un giornale di carta, di quelli che vendono ancora in edicola e che purtroppo non compriamo più. Sapevo che avrei avuto un paio d’ore di inattività forzata e, complice un colpo di genio di cui io stesso mi stupisco, ho lasciato a casa il maledetto ipad tentatore e ho comprato un giornale. Non lo facevo da tempo, proprio io che coi giornali di carta sono cresciuto e nei giornali di carta ho lavorato.

Però sapete com’è, il web, il tempo che ci manca, le informazioni che ti arrivano sempre e comunque, anch’io come molti di voi ho perso il meraviglioso vizio di andare in edicola e curiosare. Solo che ieri m’è tornata la voglia. Ho comprato il giornale e l’ho sfogliato. Lentamente, gustandomi gli articoli, rileggendo le firme, che un tempo era la prima cosa che guardavo prima di leggere un articolo, pensando alla fine che nella vita sei autorizzato a perdere tutte le abitudini, ma non quelle di seguire la squadra per cui tifi, anche se si chiama Inter e ti fa dannare, e di andare la mattina in edicola, scambiare due parole con l’edicolante e comprare il giornale di carta, questo ho pensato, avevo solo voglia di dirvelo, tutto qui.

2 commenti

Lascia il tuo commento
  • 10 ottobre 2016 10:31

    Inter??? Carlo Amenta e Gery Ferrara, cambiate blog… 😀

  • 10 ottobre 2016 21:55

    Ricordo d’averla sentita molti anni fa la barzelletta sul perché i carabinieri andavano in coppia. Perché uno sapeva solo leggere e l’altro solo scrivere. Era un paradosso solo apparente. Nel senso che rispecchiava una realtà fatta di gente che sapeva leggere (questo, almeno, sostenevano tutti), ma che non sapeva scrivere, perché (sostenevano) non interessava, se non quelli che lo facevano per lavoro o per passione. E un giusto riconoscimento a questa abilità sollevava dall’obbligo di poterci tentare.
    Ma poi arrivarono internet, il pc, i social e via via tutto il resto e la situazione si è capovolta: tutti scrivono e nessuno legge più.
    È sempre la stessa barzelletta.

Lascia un commento