i fatti dopo il ragionamento

Cosa succede in città

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Le proteste contro la Ztl e l'atavica avversione del palermitano contro ogni forma di novità. Perché niente, per noi, è più traumatico del cambiamento Orlando Guida | Blog diPalermo.it

Il palermitano nutre profonda avversione per tutto ciò che rappresenta una novità. Qualsiasi cambiamento in grado di stravolgere la sua staticità e la sua ordinarietà l’avverte come una minaccia. Ogni cosa nuova che rischia di mettere in discussione gli schemi in cui si è adagiato lo inquieta tanto da arrivare a turbare la sua tranquillità. Sarà per questo che si è tenuto dieci anni Cammarata, il sindaco più statico e ordinario da quando l’uomo inventò il sindaco. Poi magari il palermitano si abitua e comprende lentamente che ogni cambiamento è giovamento. Ma all’inizio è come Spencer Tracy in Indovina chi viene a cena?. Deve superare lo shock iniziale, poi piano piano si adegua e si rende conto che “ma sì, guardala via Maqueda quant’è bella senza auto”. D’altronde quando il palermitano visita una metropoli europea non rimane forse piacevolmente colpito dal percorso monumentale chiuso al traffico? È solo che nelle altre città, da turista, va bene, ma a Palermo, a casa mia, stiamo scherzando? E poi Leoluca Orlando, quello, altro che statico. Gliene viene in mente sempre una. Prendi la Ztl. Serve solo a fare cassa. Qualsiasi provvedimento finalizzato a ristabilire il vivere civile per il palermitano serve solo a fare cassa. Se le forze dell’ordine si mettono a sequestrare veicoli sprovvisti di assicurazione è solo per fare cassa. Prendi ancora l’aeroporto. Quindici minuti di sosta consentita. Kiss and fly l’hanno chiamata questa diavoleria che non permette al palermitano di lasciare l’auto tutto il tempo necessario per accompagnare i parenti al gate e magari prendersi un ultimo caffè insieme prima del commiato. Quindici minuti altrimenti scatta il verbale. E che ci faccio con quindici minuti? Vergogna. Tutto per fare cassa e limitare il sacrosanto diritto del palermitano di parcheggiare come cazzo gli pare e quanto tempo vuole. E soprattutto a gratis o al limite sganciando un euro al posteggiatore abusivo. La Ztl il palermitano l’ha messo totalmente in crisi. Un cambiamento di così grande portata evidentemente non era pronto ad affrontarlo. E se gli dici che funziona ovunque così, che nella maggior parte delle metropoli europee non si entra con l’auto nel centro storico, risponderà che la colpa è dei mezzi pubblici che non funzionano, fatiscenti e mai in orario, perché se funzionassero non ci sarebbe bisogno di prendere l’auto. In realtà il palermitano i mezzi pubblici non li userebbe nemmeno se spaccassero il secondo e avessero i sedili in alcantara e le hostess a bordo che offrono l’happy hour. Perché il palermitano, è risaputo, usa la macchina pure per spostarsi di cento metri. L’automobile è il suo rifugio, il riparo di cui non può fare a meno, come la conchiglia per la chiocciola. Ma possiamo scommettere che con il tempo il palermitano si abituerà anche alla Ztl. Capirà che il ticket non è una tassa, ma un modo per tutelare la propria città da livelli di inquinamento che hanno ormai raggiunto e superato le soglie consentite. Che la sua città diventerà ancora più bella. E poi c’è la domanda ironica più ovvia e scontata che vola di bocca in bocca: se pago quindi non inquino? No, inquini lo stesso, ma se paghi vuol dire che hai davvero una reale necessità di entrare nel centro storico, se si considera che finora la maggior parte degli automobilisti che vi circolano potrebbero tranquillamente farne a meno. Sembra abbastanza logico che la tassa, il pedaggio, il balzello – chiamatelo un po’ come volete – serve innanzitutto a disincentivare l’ingresso nel centro storico se non per un motivo valido che non sia quello della passiata. Eccolo il cambiamento che porterà giovamento. Basterà aspettare che il palermitano si abitui. Che poi, in fin dei conti, non è nemmeno un cambiamento così traumatico. Ce ne sono di peggiori. Pensate se fosse tre volte Natale e festa tutto il giorno.

17 commenti

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  • 12 ottobre 2016 10:07

    Articolo più di tendenza politica che di ragionevolezza logica. Perché vero è scritto sul palermosauro, ma è anche vero che ci sono i tantissimi cittadini che vedono le cose diversamente.
    Qualsiasi forma di tassa nasce per avere un servizio e, a prescindere da chi usa o no i mezzi pubblici, prima di avviare un qualsiasi progetto, bisogna mettere in conto tante cose.
    Una qualsiasi stazione, metrò, tram e bus, prevede un parcheggio LIBERO.
    Qualsiasi ZTL che sia, protegge la salvaguardia del centro storico, mentre qui si tende a confinar fino in viale Lazio.
    15 minuti sono ridicoli per salutare il proprio parente all aeroporto. Io ne ho impiegati 17 ed ho pagato quanto un biglietto aereo low coast. Che poi qui il problema non è la partenza, ma agli arrivi che dipendono anche dai ritardi aerei. Basterebbe creare un’area anche poco distante senza per forza dover uscire l obolo di turno.
    Che poi il palermitano si abitui…quello è certo. Siamo abituati alla mancaza di servizi, alla munnizza, alle strade sfatiscenti, agli alberi non potati e pericolosi che coprono inoltre cartelli stradali e semafori, alla delinquenza minorile che si sta espandendo, al mercato di m….a di corso Tukory, agli zingari che ci derubano, ai pizzo dei semafori e dei posteggiatori abusivi, ecc.ecc….. Epperò, cazzo, abbiamo la ZTL vuoi mettere?

  • 12 ottobre 2016 11:50

    L’avversione di cui parla Cascio non è dovuta alle novità, ma la mancata tutela per i cittadini da parte dell’amministrazione comunale. A palermo il provvedimento delle ZTL è arrivato tardi, ma come tutti i provvedimenti presi per tutelare la salute dei cittadini alla fine è solo peggiorativa. Infatti se ci fossero i mezzi pubblici funzionanti come nelle altre città, a differenza da quello che pensa l’autore, i cittadini sarebbero invogliati, a lasciare la macchina sotto casa evitando di restare imbottigliati nel traffico, evitando anche di cercare un posteggio lungo il perimetro delle ZTL. Pertanto lo smog del centro storico si è spostato nelle periferie e nel perimetro delle ZTL. Provvedimenti di questo tipo devono andare di pari passo migliorare i servizi per sostenere le ZTL.

  • 12 ottobre 2016 12:19

    Applausi.

  • 12 ottobre 2016 12:31

    No no e no! Questi sono ragionamenti capziosi. Tu, come nessun altro, sa quali potrebbero essere le abitudini del palermitano medio se i mezzi pubblici funzionassero davvero. Palermo è una città che è rimasta immobile per troppo tempo per pretendere che i suoi cittadini accolgano di buon grando qualsiasi cambiamento. Questo accanirsi contro i palermitani è un becero tentativo di nascondere i dilettanteschi controsensi del provvedimento ZTL (così come tutti gli altri, bike sharing compreso). È facile sparare contro il popolo bue; quello stesso popolo che però alle ultime elezioni ha votato il vostro amato Leoluca Orlando. Ora vogliamo tutti provvedimenti seri, competenti, senza aspettare decenni, senza se e senza ma. Il palermitano che si lamenta è normale, una ZTL che non tassa i motocicli (giusto per fare un esempio) e non garantisce il servizio pubblico NO!

  • 12 ottobre 2016 13:57

    Io c’ero ieri mattina nell’ingorgo di via Crispi , per più di 30 minuti una marea di macchine che non si muoveva .Forse è importante tutelare i cittadini che attraversano il centro storico se quelli che si trovano nelle strade limitrofe muoiono soffocati dai fumi di scarico , poco importa . Effettivamente l’inquinamento si guarda bene dall’accedere nel vicino centro storico non ha pagato il pass.

  • 12 ottobre 2016 14:22

    E’ solo un caso che l’immagine di accompagnamento a questo articolo veda un Leoluca Orlando alla guida di un mezzo di certo non inquinante e con un peso stimato che non aveva neppure il giorno della Cresima ?

  • 12 ottobre 2016 14:24

    Sarà, ma io ribattezzerei questo blog “Tafazzi di Palermo”.

  • 12 ottobre 2016 14:51

    Applausi all’autore! E viva la ZTL!

  • 12 ottobre 2016 15:22

    Paragonare Palermo ad una metropoli europea è ridicolo…evidentemente chi scrive non conosce la nostra città né è solito spostarvisi. Nelle metropoli europee il centro si raggiunge in pochi minuti con mezzi pubblici efficienti e le fermate sono praticamente in ogni angolo di strada. I palermitani non sono tutti retrogradi e nemici della civiltà come li dipinge Cascio….sono solo stanchi di subire provvedimenti privi della benché minima ragionevolezza e contrari ai loro interessi. Un Sindaco e la sua giunta dovrebbero innanzitutto trovare le soluzioni migliori per i cittadini…invece li colloca tra gli ultimi da prendere in considerazione.
    I palermitani non vogliono solo farsi la “passiata” ma ogni giorno lavorano e mandano avanti le proprie famiglie secondo ritmi e orari precisi e, pertanto, devono poter contare su alternative valide e concrete. Non si può scendere a patti con l’inefficienza dilagante.

  • 12 ottobre 2016 15:46

    E va bene che non vogliamo le hostess sui mezzi, ma nemmeno posso impiegare un’ora per fare da Lolli a Notarbartolo andata e ritorno, il tutto a 3 euro. Io non so a quale città europea tutti fate riferimento, ma io cose del genere le vedo solo a Palermo. E ti viene un poco a siddiare se ti senti dire sempre che la colpa è del palermitano che non si sa adeguare. Mi pare solo una scusa.

  • 12 ottobre 2016 16:12

    Non avrei saputo scrivere di meglio.

  • 12 ottobre 2016 17:03

    Concordo, molti dei miei concittadini appartengo alla linea politica/filosofica del “benaltrismo”, cioè immaginare e dire che “ci vorrebbe ben altro” salvo protestare sempre e comunque ogni volta che il “benaltro” lede i suoi sacrosanti diritti ad avere solo, appunto, diritti senza considerare i doveri rispetto al bene comune.
    La mia prosa contorta vuole solo dire che il mondo cambia, la città cambia la viabilità cambia e che da qualche parte si deve iniziare, anche se alcune scelte sono indubbiamente fastidiose rispetto al comodo stauts quo che poi tanto comodo non è dato che il lamento c’ era anche per il troppo traffico i posteggiatori abusivi e ogni altro accadimento cittadino.
    Ad abundantiam cercare sul vocabolario il significato di NIMBY…

  • 12 ottobre 2016 17:16

    Not In My Back Yard lo capiamo anche senza vocabolario.

  • 12 ottobre 2016 18:20

    Non ho scritto “fanuccio cerca nimby sul vocabolario dato che non sai il significato”, cercare sul vocabolario voleva essere un modo rafforzare un concetto, cercare sul vocabolario il significato della figura retorica detta EPIFORA

  • 12 ottobre 2016 20:30

    Il problema di Palermo è che il centro storico è immenso. Qui non siamo in città come Catania o anche Trapani per esempio, città dove il centro storico è raccolto. Va bene il provvedimento di chiusura per via Maqueda almeno fino ai Quattro Canti, ma he senso ha prolungare la chiusura anche nell’altro tratto? Se ci facciamo caso nel primo tratto c’è stata l’apertuta di diverse attività soprattutto legate alla ristorazione, è da foli pensare che possa essere così anche nell’altro tratto di via Maqueda o nella oramai deserta via Roma. I negozianti di via Roma tra non molto abbasseranno le saracinesche.

  • 14 ottobre 2016 06:18

    Grazie Sergio da negoziante posso dire con assoluta certezza che chiunque acclama questi provvediamenti portati avanti senza organizzazione e programmazione non ha il problema di pagare dipendenti e “campare” la famiglia…. e smettiamola con la storia che il commercio migliora!! O forse dobbiamo parlare solo di ristorazione e souvenir….

  • 14 ottobre 2016 07:45

    Ma salutare i parenti DURANTE il percorso in auto no ?

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