i fatti dopo il ragionamento

Obiettore di coscienza a chi?

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Il caso della madre morta a Catania e il paradosso di quei medici che fanno delle proprie convinzioni il baluardo della professione. In uno stato laico. In un settore, quello della Sanità, che tutti noi paghiamo Villa Sofia | Blog diPalermo.it

Una sola volta ho provato a praticare l’obiezione di coscienza. È stato anni fa, quando al caposervizio che mi ordinava di trovare i parenti di un ragazzo – morto poche ore prima in un incidente – e di farmi dare una sua foto, ho risposto che io mi rifiutavo, che moralmente non potevo perché lo consideravo una barbarie, una totale assenza di rispetto per il dolore delle persone. “Tu ci vai e basta – è stata la risposta – perché noi domani dobbiamo pubblicare questa fotografia. Qua facciamo un giornale!”.

Aveva ragione: per fare informazione la morale serve senz’altro, così come la sensibilità e l’umanità, ma non possono mai essere un freno per raccontare la realtà. Ve l’immaginate se in una redazione di fronte alle migliaia di fatti che accadono ogni giorno ognuno iniziasse ad invocare i suoi valori, il suo credo, le sue fesserie? Chi li scriverebbe i pezzi? Chi vi informerebbe?

E se gli architetti iniziassero ad obiettare e a dire che loro no, palazzine popolari non ne fanno, possono costruire solo residence per ceti abbienti? Oppure che, magari in un’area sismica, possono utilizzare solo materiali ecocompatili anche se poi le case non reggerebbero a un terremoto? E se gli avvocati obiettassero in massa, dicendo che loro assassini e pedofili non ne difendono più, o, peggio, che la gente innocente non possono assisterla?

Non si capisce dunque perché i medici, che per giuramento devono curare la salute e salvare la vita al prossimo, debbano invece poter invocare la loro fede religiosa in sala operatoria. Perché in uno Stato laico, in cui si sono fatte lotte per ottenere una legge sull’aborto – prima si moriva o si pativano le pene dell’inferno con quelli clandestini, praticati comunque anche da medici – una donna debba ritrovarsi nell’impossibilità di farlo, perché costretta a subire le scelte morali del primario di turno.

Nel caso della trentenne morta a Catania forse l’obiezione di coscienza non c’entra, ma l’episodio ha fatto comunque venir fuori il vero problema: al Cannizzaro tutti i medici di Ostetricia sono obiettori. E lo dicono pure con fierezza. Questo accade nella maggior parte degli ospedali siciliani. Una donna che liberamente decidesse di non portare avanti una gravidanza e che vive in un Paese che le riconosce totalmente questo diritto, ma perché dovrebbe essere ostacolata proprio dai medici? Non dai preti, dai medici.

Ognuno è libero di credere ciò che vuole, sia chiaro, come ognuno ha diritto alla salute, sono entrambi principi costituzionali. Ma secondo me chi ritiene superiore la parola di Dio al giuramento di Ippocrate o non dovrebbe fare il medico o, quantomeno, non dovrebbe operare nelle strutture pubbliche. Perché questo Paese, nonostante la presenza del Vaticano, è laico e vigono dunque le leggi dello Stato. A maggior ragione in un settore come la sanità, pagato veramente a caro prezzo da tutti i cittadini e comunque indipendentemente dalla loro religione.

7 commenti

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  • 21 ottobre 2016 10:36

    Parole sacrosante, dispiace usare certi toni ma per i medici obiettori proporrei la radiazione dall’ordine.

  • 21 ottobre 2016 13:01

    L’autore tralascia di collegare che il settore della sanità è rilevante non perché viene pagato a caro prezzo ma piuttosto perché si lavora con gli esseri umani e talvolta ci si confronta con il mistero della vita. Solidarietà alla famiglia che soffre una così grande perdita ma rispetto per coloro che antepongono a giuramenti o a finanziamenti onerosi il rispetto per la vita è per Colui che ce ne fa dono in maniera talvolta incomprensibile ma sempre gratuita.

  • 21 ottobre 2016 14:27

    Assolutamente d’accordo con te, Sandra. E inoltre in questo caso l’obiezione di coscienza non c’entra nulla,perché si sarebbe trattato di Abetone terapeutico. Quindi ha contravvenuto all’etica professionale, rinunciando ad intervenire.

  • 21 ottobre 2016 16:05

    Una donna che nelle condizioni della povera Valentina Milluzzo varca la soglia di una qualunque ginecologia, seppur cattolica praticante, deve augurarsi che i sanitari non lo siano.
    Forse non tutti i cattolici sono obiettori, ma per il sì e per il no ateo è meglio.

  • 21 ottobre 2016 20:12

    Brava Samdra.Sono pienamente d’accordo con te.

  • 21 ottobre 2016 21:05

    Non sono d’accordo. Massimo rispetto per coloro che decidono di essere obiettori, ma non in una struttura pubblica!

  • 22 ottobre 2016 08:12

    I settori di sanità e giustizia devono sempre tenere conto che lavorano con la vita degli altri….quindi non sono ammessi ne i credi ne le visioni personali. Come sempre complimenti all’autore.

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