i fatti dopo il ragionamento

Caro De Zerbi, sei rinsavito?

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Il Palermo all'Olimpico contro la Roma dopo la disfatta di lunedì e il black out del tecnico. Partiamo sfavoriti ma noi guardiamo verso la Santuzza. In cerca dell'aiuto decisivo. Quello soprannaturale Tifoso Dorme | Blog diPalermo.it

Non ci siamo più ripresi dalla botta di lunedì. Tanto entusiasmo, tante illusioni, qualche speranza, tutto naufragato malamente in meno di 90 minuti. La settimana, cominciata malissimo, si è trascinata ancora peggio tra infortuni in allenamento che alimentavano la depressione ed interrogativi di vario tipo: ma quando dobbiamo fare vincere in casa? Ma quale sarebbe la squadra che possiamo battere se sono tutte più forti? Si può raggiungere la salvezza vincendo una volta ogni morte di Papa in un periodo in cui ce ne sono pure due di pontefici?

Del resto se vai nel panico perché forse ti mancano Gonzalez, Nestorosky e Traikovsky è evidente che la situazione è seria anche se non disperata. Cosi ad ogni domanda la depressione è aumentata e siamo finiti nei pressi delle catacombe a cercare conforto tra le mummie che ci sembravano pure più allegre di noi. Ma purtroppo il campionato ha deciso di non lasciarci in pace ed eccoci qui a commentare l’ennesima partita in cui la panchina dell’avversario vale di più dell’intera rosa del Palermo. Andiamo all’Olimpico e ci servirebbero punti come ad uno dei vostri cronisti i capelli ma temiamo già che in entrambi i casi finiremo con il restare senza.

La Roma di Spalletti arriva a questa partita dopo il trionfo a Napoli ed un mezzo disastro in Europa league e speriamo che tra depressione e stanchezza possa lasciare qualche briciola anche ai rosanero. In porta c’è il portiere di cui non riusciamo neanche a pensare il nome, in difesa il motorino Fiorenzi a destra e Juan Jesus a sinistra con Manolas e (Fabio?) Fazio centrali. Coppia di centrocampo davanti alla difesa l’uomo che sussurrava ai trattori agricoli Strootman e De Rossi che più passa il tempo e più assume i connotati di un galeotto in vacanza premio. Dietro all’unica punta Dzeko dovrebbero giocare Il sempre più tascio Nainggolann (anche più del nostro amico Dario siamo addirittura arrivati a pensare, ma solo per un attimo), il giocatore che ha rovinato le capigliature dei bambini di mezza Italia, El Shaarawy (anche lui a capelli ad organo genitale di quadrupede canino non scherza) e il Bolt della serie A, quel Salah che a FIFA 17 costa sempre poco e rende molto.

Che volete opporre a questa corazzata? De Zerbi deve fare punti ma soprattutto far vedere di essere rinsavito dal momentaneo episodio di demenza senile precoce di cui è stato vittima lunedì sera. Sia Gonzalez che Nestorosvki sono in dubbio e noi ci chiediamo ogni giorno se giocheremo con qualcuno adattato a 9 brunello, deprimendoci sempre di più.

In porta Posavec con Cionek, Goldaniga e Rajkovic se Gonzalez dovesse confermare il forfait. Vitiello e Andelkovic sono stati mandati in missione su Marte (non a bordo della Schiapparelli per loro fortuna, ma solo perché era già partita) e se ne prevede il ritorno solo a campionato concluso. Rispoli e Alesaami sono le certezze della fascia e a centrocampo rientra fortunatamente Gazzi e a lui ci affidiamo per rompere qualche gamba e portare a casa almeno qualche ginocchio.

Speriamo che accanto a Diamanti De Zerbi proponga almeno Quaison facendo rifiatare Hjliemark e soprattutto che in avanti ci sia il nostro bomber preferito (anche perché l’unico). Noi partite contro i giallorossi ne ricordiamo parecchie, anche se all’Olimpico le delusioni e le sconfitte anche pesanti superano di gran lunga le gioie. Per esorcizzare una sconfitta annunciata vogliamo ricordare un 3-2 epico con una doppietta di Hernandez, che all’epoca sembrava destinato a diventare il nuovo Ronaldo prima di abbracciare la filosofia del Fernet Branca, ed un rigore di Pinilla.

Soprattutto ricordiamo dopo la doppietta di Vucinic che lo stesso montenegrino all’ultimo minuto si mangiò un gol che celebrammo con due porzioni pantagrueliche di cacio e pepe al Testaccio nel post partita. Altri tempi, altri giocatori, altre emozioni e soprattutto altre mangiate, prima che la dieta ed il fegato corroso dai dispiaceri e dalle invettive continue dei gufi ci costringessero ad un regime alimentare degno di una modella al debutto sulle passerelle della Settimana della Moda. Se pensate che noi siamo di tutt’altra corporatura e soprattutto di tutt’altro appetito vi immaginate il dramma che stiamo vivendo

Ci vuole una grande prestazione, un miracolo e già noi guardiamo convinti verso il monte Pellegrino in cerca di un aiuto soprannaturale. Chissà se lunedì mattina ci troveremo con tre punti in più o solo con l’ennesima ricetta per gli antidepressivi. Giovedì arriva l’Udinese e sarà già la (pen)ultima spiaggia.

2 commenti

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  • 23 ottobre 2016 11:55

    Diciamolo chiaramente. Questa squadra è inadeguata al campionato che disputa. Possiamo paragonarci ad una scuderia automobilistica che partecipa al campionato di formula uno con una 500. Che per fare punti può solo sperare che le altre di ritirino. Ma se una magari la possiamo forse superare (il Crotone, che partecipa con un triciclo elettrico) con le altre due come facciamo? Forse non basterà dire ad ogni sconfitta “non sono queste però le partite da vincere”. Perchè battendo solo, ammesso che lo facciamo, l’Udinese e l’Empoli si va dritti in serie B. Soprattutto con una rosa che non ha dopo il macedone un attaccante di ruolo, bravo o scarso che sia.
    Insomma, ma quando hanno costruito la squadra a cosa pensavano?

  • 23 ottobre 2016 12:14

    Saluto Don Totò e i miei due autori preferiti di questo sito (vedi sopra alla voce 500 e Formula Uno). Sperare in un miracolo non costa nulla e si può. Rimpiangere i propri capelli pensando a quelli di Nainggolann o El Shaarawy proprio non si deve. Meglio una dignitosa calvizie, come peraltro insegna Spalletti. Prevedo cafiata perché alla lunga anche la Santuzza s’è stufata.

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