i fatti dopo il ragionamento

Palermo, azzeccane almeno una

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Calciohorror | Blog diPalermo.it

I mobili bar svuotati. Gli armadietti delle medicine vuoti. Lo sguardo vitreo sull’orologio per capire se dobbiamo mettere questa minchia di lancetta avanti o indietro. Non ci hanno distratto neanche le polemiche su Halloween innescate dal nostro amico Giampiero contro quel seguace del diavolo che è il nostro amico Fabrizio, né quelle sul referendum o le previsioni sul prossimo giorno e ora esatta del terremoto.

Il pensiero è fisso e immobile al baratro spalancato sotto di noi. Non si vince più neanche per sbaglio e soprattutto manco si pareggia. Il Palermo va a Cagliari e facciamo fatica a capire che cosa possiamo aspettarci. Siamo ottimisti ma non cretini. Lo sappiamo che tutto congiura contro di noi e soprattutto ci sembra che volga al termine anche il tempo della meteora De Zerbi. Ci sbaglieremo? Saremo smentiti? Visto che è la serata di Halloween possiamo non aspettarci la stessa squadra di morti viventi vista giovedì sera contro l’Udinese?

Abbiamo cominciato a spulciare quotidiani sportivi ed almanacchi per capire le possibili formazioni in campo per il derby delle Isole e comportarci da bravi (e improvvisati) cronisti sportivi e farvi una presentazione degna di questo nome per una partita da ultima spiaggia. Poi abbiamo realizzato che di chi schiera il Cagliari non ce ne importa nulla ma speriamo solo siano 11 più scarsi dei nostri 11 in maglia rosa. Anche se ci sembra difficile.

Passati al Palermo abbiamo realizzato che se De Zerbi è quanto meno confuso su quale formazione dovrà schierare – ormai perso tra l’albero di Natale, il falso nueve, lo schema WM, il 4-4-1 con riporto di 2, il 5-3-1-2 con uno di troppo – non si capisce perché dovremmo averne noi una benché minima idea. Quindi vi suggeriamo di collegarvi su Sky qualche minuto prima del fischio d’inizio e scoprirlo da soli e soprattutto sperare che chiunque scenderà in campo faccia meno schifo di quelli che lo hanno preceduto nelle ultime tre partite.

Noi non siamo più né ottimisti né pessimisti, ci limitiamo a tifare, incrociare le dita, toccare tutto quello che serve in questi casi, recitare ad alta voce tutte le (poche) preghiere che ricordiamo dai tempi del catechismo e attendere il fischio finale con tutti gli annessi e connessi. Vi invitiamo a fare lo stesso per il nostro amato malmesso e depresso Palermo.

1 commenti

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  • 31 ottobre 2016 10:34

    Me lo sono sempre chiesto e non ho mai trovato una risposta. Che significa essere ottimisti o pessimisti quando non siamo noi a determinare gli eventi? Di sicuro non è la mia carica positiva o negativa che potrà influenzare il risultato sportivo del Palermo. Guardo le situazioni e valuto. Abbiamo una squadra scarsa e ne avevamo consapevolezza il 31 agosto, data di chiusura del mercato. Abbiamo un allenatore inesperto e parecchio confuso e probabilmente anche nervoso. Quando immagini di fare delle cose che poi sul campo non ti riescono succede. Abbiamo le squadre della compagnia di ventura che non danno segni di cedimento definitivo come qualcuno poteva pensare. Il Crotone adesso che gioca di nuovo nel suo stadio è vivo e vegeto, il Pescara e l’Empoli tengono duro, anzi quest’ultimo ha fatto punti in una partita che se l’avessimo giocata noi dicevamo che “non sono queste le squadre con le quali fare punti”.
    Questa è la realtà, questo è lo scenario che c’è dinanzi a noi. Che ogni tanto è allietato da cordate di cinesi in trattativa, da stadi e centri sportivi da costruire (mi chiedo a cosa servono se non abbiamo una squadra) e da proclami di abbandono del presidente ripetuti tante volte ma non mantenuti.
    Una squadra abbandonata a se stessa e soprattutto dai suoi tifosi, sempre più sparuti e poco numerosi. Un calo non soltanto registrato sugli spalti del Barbera ma anche sugli ascolti delle pay-tv. Che in futuro, in sede di trattative sulla distribuzione delle risorse, potrà significare una ulteriore diminuzione di liquidità che affluirà nelle casse sociali.
    Certo che Zamparini Maurizio di danni ne ha fatti parecchi al Palermo ed anche a se stesso.

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