i fatti dopo il ragionamento

Stanchi, sfiduciati y final

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Al Barbera arriva il Milan, il Palermo e De Zerbi in cerca di riscatto dopo il filotto di sconfitte. Riusciranno i vostri impavidi cronisti a ritrovare la fiducia perduta? Stadio | Blog diPalermo.it

Stanchi e sfiduciati. Con il fegato ormai a pezzi e il medico che non si fa trovare. Ci hanno pure chiamato per il seguito di Trainspotting ma ci hanno scartato perché anche per loro eravamo troppo sfatti. Ci trasciniamo ed arranchiamo ma alla fine ci siamo chiesti: che ci costa sperare? Vale forse la pena rassegnarsi subito quando mancano appena 26 giornate alla fine?

Piangere, lamentarsi, gufare e godere delle disgrazie del Palermo per potere aggiungere “ve l’avevamo detto, mercante, ladro, friulano, truffaldo etc etc” come amano fare alcuni pseudo tifosi non ci interessa, non ci piace ed anzi ci fa incazzare e soprattutto per noi, inguaribili disperati ottimisti, finché c’è vita (calcistica perché quella privata è ormai compromessa dai troppi Negroni) c’è speranza.

E lo sappiamo che già state pensando che chi visse sperando morì nel compimento di atti fisiologici poco decorosi ma necessari, ma noi ce ne freghiamo e andiamo avanti per la nostra strada. Stretta, lunga, ventosa, tortuosa ed in salita come nella canzone dei Beatles ma ancora speriamo che in fondo ci sia la porta spalancata sul paradiso della salvezza invece della casa di quella che non te la dava mai.

Arriva il Milan, clamorosamente in zona champions, contro cui di ricordi belli ne abbiamo tanti. Alcuni si perdono nella nebbia della nostra infanzia come la tripletta dello sciagurato Egidio (Calloni) giusto 35 anni fa ad un Milan che avrebbe stravinto il campionato di B quando si giocava sempre alle 14,30 la domenica pomeriggio, la Favorita aveva un solo anello e nessun seggiolino e quel manto verde che vedevi quando entravi in curva, accanto al semenzaro e al venditore di “pipituna”, ti sembrava il posto più bello del mondo in cui un bambino potesse rotolarsi soprattutto se circondato da quelle splendide maglie rosanero.

Bando ai sentimentalismi, a noi servono punti, De Zerbi è più confuso di un ex inquilino della via Pindemonte e la sola idea di vedere Chochev in campo ci fa ripiombare nella depressione più cupa, però a questo punto noi ci speriamo anche perché si gioca di nuovo la domenica alle 15 e noi siamo certi che la causa di tutti i nostri mali sia il calcio moderno e la sua deriva neoliberista.

Il Milan di Montella sembra una macchina a benzina a cui per sbaglio un cretino mette il gasolio. Parte, corre poi si ingolfa e strappa di nuovo. Speriamo il motore possa fondere giusto oggi contro il Palermo. In porta ci sarà Donnarumma che a noi con questo cognome ricorda una passata di pomodoro ma in realtà è un vero talento. Difesa a quattro con Abate e De Sciglio sulle fasce. Al centro Paletta e il difensore più sopravvalutato della storia: Romagnoli, pagato 25 milioni di euro che speriamo solo possano essere stati finalizzati a qualche operazione di riciclaggio, altrimenti non troviamo altra spiegazione. Centrocampo a tre con Kucka, Pasalic (che non sappiamo neanche da dove venga) e il campionino Locatelli che per noi fa sempre le cose per bene. In avanti tridente con Suso, Bonaventura e il bomberissimo Bacca, uno che segna pure quando dorme. Mancherà Niang e siamo contenti ma non sappiamo bene neanche perché.

Non abbiamo idea di che formazione schiererà De Zerbi che pare sia già assistito da due infermieri con sedativi ed antidepressivi sotto mano perché quando fa la formazione si esaurisce di più. In porta Posavec perché non ci sono comunque alternative, difesa forse a quattro con Alesaami, Cionek, Goldaniga e forse Rajkovic che però dice che non è guarito e accusa dolori all’arto fantasma. Sui lati, a centrocampo ci augureremmo Gazzi e Bruno Enrique ma sappiamo di chiedere troppo. Diamanti e Quaison dovrebbero giocare sulla trequarti e purtroppo temiamo insieme a Chochev. In avanti l’uomo che non si arrende, il bomber dalle mille risorse, l’uomo Chiamato gol: Nestorovski.

Partita impossibile. Talmente impossibile da farci sperare come due folli che accada l’inaspettato. Aspettiamo e speriamo di tornare bambini almeno per un giorno. Intanto prendiamo le medicine e prenotiamo la visita dall’analista.

1 commenti

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  • 06 novembre 2016 11:31

    Male che vada, almeno per questa domenica, l’umore è salvo. Grazie e : ” u Signuri vu paga …. “.

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