i fatti dopo il ragionamento

La nostra mafia quotidiana

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Il partito del Sì al referendum e l'offensiva uscita di un ex magistrato che si diverte ad elaborare teoremi e complotti privi di riscontri. Caro dottore Ingroia, permette? Ingroia 1 | Blog diPalermo.it

Sono felice che il dottor Ingroia non faccia più il magistrato. Non credo che ne avesse i requisiti: non mi riferisco certo a quelli formali, indispensabili per esercitare una funzione così delicata, quanto alle doti di equilibrio, credibilità e imparzialità. Credo inoltre che Ingroia sia stato un professionista dell’antimafia, laddove con questa espressione deve intendersi, nel caso di un magistrato, la propensione a creare di sé un’immagine eroica, a utilizzare gli organi di stampa per attribuirsi la patente di unico paladino antimafia e a vedere, con occhi strabici, la mafia anche dove non c’è. Per questo leggere le sue dichiarazioni oltremodo offensive nei confronti di chi, come me, voterà SÌ al referendum, non mi crea alcuno stupore.

Ecco le dichiarazioni di Ingroia: “La vittoria del Sì al referendum del 4 dicembre farebbe indubbiamente felici le mafie, perché la riforma Renzi-Boschi-Napolitano va incontro alle esigenze di quelle lobby più o meno occulte, tanto quelle legali quanto quelle illecite e quindi anche le organizzazioni criminali come Cosa nostra, che sempre hanno condizionato e tuttora condizionano la storia del nostro Paese affinché non diventi una vera democrazia”.

Ebbene, caro dottor Ingroia, io e tanti altri italiani voteremo SÌ. Perderemo? Vinceremo? Chissà. Ad ogni modo faremo felici le nostre coscienze, rispettando le nostre idee e i nostri convincimenti. Il suo tentativo di sporcare il nostro orientamento, accomunandolo ai desiderata della mafia, lo trovo offensivo. Io credo che la mafia sia felice quando può continuare a fare affari e a gestire potere, mantenendo il controllo del territorio e dell’economia. Credo altresì che la mafia sia felice quando chi dovrebbe combatterla si dedica al culto narcisistico della propria immagine e all’elaborazione di teoremi e complotti privi di riscontri oggettivi.

11 commenti

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  • 22 novembre 2016 09:41

    E perchè è offensivo, Lo Sardo? Ha detto che i suddetti tre personaggi sono mafiosi? Addiruttura “sporcare l’orientamento”? A me Ingroia non fa simpatia, ma in questo caso ha elaborato una sua teoria. Giusta o sbagliata che sia. Altrimenti mi costringe a cercare altrettanti “sporche e offensive” nonchè minacciose battute di quelli che propagandano il si. Ma non ho la voglia e neanche il tempo.

  • 22 novembre 2016 10:01

    Non rispondo, caro Don Toto’, a chi non si firma con nome e cognome.

  • 22 novembre 2016 11:23

    Caro Alfonso, laddove ce ne fosse bisogno, hai aggiunto un altro tassello alla pochezza di Ingroia.
    Al di là delle idee personali sul voto,
    preferisco le dichiarazioni di Cuffaro. Mille volte!

  • 22 novembre 2016 11:57

    Addirittura nome e cognome e perchè no carta d’identità per dibattere pacificamente su un argomento o su un’idea? Ribadendo che del signor Ingroia non ho mai gradito atteggiamenti e comportamenti sia da magistrato sia successivamente, in questo caso ho semplicemente evidenziato che ha manifestato una sua idea. Giusta o sbagliata che sia, ripeto. Come le hanno manifestate altri personaggi che invitano a votare si con motivazioni più o meno “piccanti”. Normale dibattito in uno scenario democratico. Perchè il sottoscritto non sarà mai uno di quelli che accetta il responso quando è favorevole e censura il suffragio universale quando il popolo sceglie il contrario. Fermo restando che ognuno è libero di preferire Cuffaro, Lombardo, Renzi, Grillo o Berlusconi.

  • 22 novembre 2016 12:08

    Alfonso ha ragione a stigmatizzare le parole di quel demagogo di Ingroia. La sua continua denigrazione di Napolitano (ma vale anche per Renzi e la Boschi) ha del patologico ed è da mascalzoni. Ma la pochezza del personaggio credo sia ormai chiara a tutti.
    Ciò detto, purtroppo le volgarità non vengono solo da Ingroia o da Grillo. Molte si registrano anche nel campo dei sostenitori del Sì, a partire dal presidente del Consiglio Renzi, che non perde occasione per denigrare chi non la pensa come lui, attribuendo a queste persone, ree di non voler partecipare al plebiscito a suo favore, le più bieche motivazioni. Renzi, per ottenere un’investitura popolare, non esita a insultare, a indicare al pubblico ludibrio i suoi avversari, a cavalcare l’antipolitica, antiparlamentarismo, come se in Italia non avessimo già una tragica esperienza di chi disprezzava le istituzioni democratiche. E’ diventato anche antieuropeista pur di guadagnare qualche voto. Grazie a lui, dopo il 4 dicembre ci troveremo, vinca il Sì o vinca il No, un paese spaccato, lacerato, e sarà lungo e difficile il lavoro di ricucitura. Le Costituzioni uniscono i popoli, non possono essere un’imposizione della maggioranza. Se nel passato molti hanno preferito rinunciare alla sua riforma pur di non dividere l’Italia non erano incapaci, ma saggi e lungimiranti

  • 22 novembre 2016 14:56

    Egregio Alfonso Lo Sardo,

    le scrivo questa missiva per comunicarle l’avvento di un nuovo mezzo di comunicazione che sta recentemente prendendo piede, esso schiva e rimette in discussione i vecchi metodi di propaganda.

    Il mezzo in questione si chiama Internet ed ognuno può firmarsi come meglio crede.

    Cordiali Saluti
    Brambilla Fumagalli

  • 22 novembre 2016 15:03

    gentilissima signora Brambilla Fumagalli, La ringrazio per l’informazione. Davvero. Non mi pare di avere scritto che é obbligatorio firmare con il proprio nome e cognome i propri commenti sul web. Ho scritto soltanto che io rispondo a chi si firma per esteso. Come faccio io. E’ regola di buona educazione. Per quanto mi riguarda. Sa, spesso l’anonimato é solo una mera copertura……
    Cordialità

  • 22 novembre 2016 16:50

    Io voterò SI e non mi sento per niente denigrato dalle parole d’Ingroia. Che dire? Sono assolutamente d’accordo con Don Totò.

  • 22 novembre 2016 16:55

    Il paese e’ sempre stato spaccato, non è’ certo questo referendum a spaccare, ma coloro che temono il cambiamento con il rischio di perdere i propri privilegi. Condivido anche le virgole delle considerazioni e dei commenti di Alfonso Lo Sardo.

  • 22 novembre 2016 18:00

    Grazie Vincenzo Ciappa. Noi ci firmiamo. Gli altri sono in incognito

  • 23 novembre 2016 00:11

    Quindi dopo aver scritto in questa sede da anni qui ed avere sempre firmato i miei post come Don Totò, indicando fra l’altro l’indirizzo emai che la redazione legge, a detta del signor Lo Sardo sarei privo di buona educazione? Quindi tutti quelli che scrivono qui da anni e che espongono le proprie idee senza presentarsi con il nome e cognome ma con un semplice nick “hanno bisogno di copertura”? Sarebbe qujndi meglio presentarsi con un nome e cognome inventato? Mah!

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