i fatti dopo il ragionamento

Io, Alice nel Paese delle meraviglie

di

Il gotha gastronomico riunito a Villa Igiea, il lato umano degli chef e le smorfie da grandi intenditori degli ospiti, ebbri di mondanità ma col pensiero, in fondo in fondo, ai piatti della nonna Chef | Blog diPalermo.it

Gli chef mangiano e lo fanno beati e fieri delle loro panze, come noi. Beh, come quelli goderecci di noi. Gli chef bevono anche, ridono e ballano. E sì, gli chef si lasciano perfino andare, specie se li incontri “in incognito” in giro per locali e, se hai fortuna, condividi con loro “vero caviale di Russia” accompagnato da vodka liscia. E scopri che Heinz Beck è alto un metro e poco più e, soprattutto, è umile e semplice, tanto che ti verrebbe da dargli pacchette sulla spalla mentre ti racconta della moglie palermitana e del suo amore per la Sicilia; Sultano quando si infervora ricomincia ad avere l’accento ragusano e Lo Coco non si muove senza la moglie che, a noi femmine romantiche, cose così ci fanno sempre venire il cuore.

Cuttaia ti conza la muffoletta col “pisci all’uogliu” che manco a Ballarò e Costa scoppia di caldo friggendo panelle come un qualsiasi panellaro. E il re del mondo, Bottura, a dispetto del brizzolato, sembra un ragazzo e quando si incazza – perché il bello di Bottura è proprio che non le manda a dire a nessuno – ti dice che i siciliani hanno rotto con la loro pigrizia e, se non si danno una svegliata, non hanno dove andare, quegli stessi siciliani che accolgono la critica con uno scrosciante applauso e si scambiano tra loro sguardi complici sussurrando “miiii se ha ragione!”, come se si riferisse al loro vicino di casa e loro invece fossero esenti dalla critica.

Così mentre giri felice tra i tavoli col calice colmo di vino in mano, piccola Alice nel Paese delle tue meraviglie, indecisa nella scelta tra un piatto di “ricci, ricciola e riccia” e il conetto col maialino nero siciliano affumicato, il soffice di pecorino e la mostarda di cipolle di Giarratana, tra bomboloni ripieni di cavolicelli, ricotta e salsiccia e il kebab eoliano, ragioni sul fatto che alla fine ‘sti chef famosi sono davvero gente semplice. E così quelli che ti soffermi ad osservare sono quegli altri, i siciliani, gongolanti nella loro mondanità, con la loro aria da veri intenditori e le loro smorfiette critiche perché, che fa, in fondo non siamo tutti chef e mia nonna non se li sarebbe messi in sacchetta a questi?

13 commenti

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  • 25 novembre 2016 16:46

    Fantastica!

  • 25 novembre 2016 17:22

    Mi hai fatto venire fame !!!

  • 25 novembre 2016 17:32

    Meraviglioso articolo. Brava.

  • 25 novembre 2016 17:39

    Sei 10 in cucina… Ma manco di penna babbìi…!

  • 25 novembre 2016 19:22

    Articolo scritto con garbo, ironia ed eleganza linguistica. Bravissima

  • 25 novembre 2016 20:39

    Brava!! Uno scorcio di un mondo meeaviglioso… Quando le parole ti fanno venire fame, ti fanno sorrider…ma ti fanno anche riflettere…direi che è il massimo!!

  • 25 novembre 2016 21:01

    Bellissimo articolo, complimenti!!!

  • 25 novembre 2016 23:38

    Rido, a dispetto di altre descrizioni di degustazioni gastronomiche piene di aria “fritta”. Brava!

  • 26 novembre 2016 00:47

    Ingegnere, cuoca, scrittrice, blogger e tanto altro…..ma quante cose riesci a fare così bene!! Brava!!!!

  • 26 novembre 2016 11:21

    Bravissima!!se cucini come scrivi Bottura si deve cominciare a scantare…Grazie!!

  • 26 novembre 2016 11:22

    Intrigante anche la ricerca linguistica.

  • 26 novembre 2016 19:25

    Finalmente sono riuscita ad aprire sto link. Brava Stefania ! Quanta passione e che amore per quest’arte ! Complimenti bell’articolo

  • 26 novembre 2016 22:02

    Niè, sei fantastica! “Ha ragione…” mi fece morire dalle risate!

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