i fatti dopo il ragionamento

Hasta Palermo siempre!

di

Palermo Calcio Stadio Tifos | Blog diPalermo.it

No. È inutile che ci sperate. Non è come pensate voi: la legge dei grandi numeri non dice che prima o poi il Palermo vincerà una partita. Non è detto, rassegnatevi. Noi abbiamo già perso per strada speranza, capelli, chili, rene, appetito, gioia, fosforo, fazzoletti usati, l’amore e pure Fidel Castro.

Il Palermo affronta la Lazio e noi non sappiamo veramente più che inventarci. De Zerbi è inamovibile come Renzi in caso di successo della riforma costituzionale. Zamparini non ha i soldi neanche per chiamare a sostituirlo il custode della sua villa che pare lo abbia già messo in mora per un paio di stipendi arretrati. I gufi, gli attassini e i chianciananna quando ci incontrano ci abbracciano con affetto. Serve una scossa, uno spintone, un calcio nel sedere, una botta di culo! La classifica è ferma da tempo immemorabile e il fatto che ci consoli solo che ci siano altre tre squadre derelitte come noi ci sembra un buon viatico per la follia.

Anche tutti i più retrivi luoghi comuni sull’ultima spiaggia, dentro o fuori, vincere o morire non ci aiutano a guardare con fiducia ad una partita che arriva contro una delle squadre più in forma del campionato e, per giunta, all’ora di pranzo. Anticipo buono solo per il Nord Europa in cui a colazione ti sei ingozzato di uova e bacon e alle 11 puoi già buttare giù le prime tre pinte della giornata. A noi invece, in genere, vanno di traverso sempre cornetto e cappuccino anche perché, a NOSTRA memoria, non ricordiamo un risultato positivo in questo orario infernale per andare allo stadio.

La Lazio per noi gioca il miglior calcio del campionato e segna a raffica mandando in rete anche i magazzinieri in panchina. Inizialmente l’allenatore avrebbe dovuto essere Bielsa ma quando si parla di manicomio anche a Roma, sponda biancoceleste (punto luogo comune), ci sono begli esempi e così, quando l’allenatore argentino non si è presentato, Lotito ha ripiegato su quello che aveva in casa. I fatti gli stanno dando ragione. Gioco efficace, gol a grappoli e risultati utili “a tinghitè”.

In porta, al posto di Marchetti, c’è uno con un cognome da attrice di un film erotico anni ’70: Strakosha. Difesa a quattro con gente veloce e cattiva come Basta, Wallace, Radu, Lulic. A centrocampo la cattiveria di quell’avanzo di galera di Biglia, la tecnica di Parolo e uno con un cognome da scioglilingua che noi sbagliamo sempre: MIlinkovic-Savijc. In avanti tridente da panico in un tunnel ferroviario con due treni sullo stesso binario: Keita, Felipe Anderson ed Immobile. Analizzata la formazione avversaria potremmo chiuderla qua e rinviare al solito disperato e triste pezzo post partita. Anche perché neanche l’amarcord ci aiuta. Anzi l’ultima in casa con la Lazio si concluse con risse, processi, squalifiche, incendi e lancio di seggiolini in campo. Quindi l’angolo “down the memory lane” oggi è chiuso.

E quindi? Riflettiamo a lungo ed anche nella notte più nera proviamo a trovare una luce. Il Palermo quest’anno ha sempre perso in casa e questa cosa ci ha procurato l’ulcera perforante. Andiamo allo stadio come condannati a morte e anche oggi non ci sentiamo granché allegri. L’infermeria è il posto più allegro della formazione rosanero. Ci sono lungodegenti di quelli che girano in pigiama anche all’esterno dell’ospedale e si entra e si esce come in metropolitana. In porta c’è solo Posavec che si vorrebbe riposare ma lo hanno costretto. In difesa si resta a 4 anche se ormai così si è preso gol anche dalla rappresentativa mutilati ed invalidi di guerra. Giocano (forse) Rispoli, Andelkovic (se Gonzalez non recupera), Goldaniga ed Alesaami. A centrocampo solito trio con Gazzi, Bruno Enrique ed Hjliemark. Accanto a Diamanti (che al momento pare attenda l’ok di Zamparini) ci potrebbe essere Sallai che aveva fatto già schifo in diverse occasioni. In avanti l’unico uomo che segna pure quando non vuole: il bomber Nestorovski.

In conclusione, la squadra fa schifo, l’allenatore è in confusione totale, la lista degli indisponibili è più lunga dei precari fuori dall’Ars quando si discute la Finanziaria, Zamparini è l’unico al mondo che cerca di impaccare ai cinesi un falso e il Palermo ormai vince ogni morte di Papa. Un attimo! Giusto ieri ci ha lasciato il Papa Rosso per eccellenza che di Papi veri ne ha visti passare parecchi. Chissà che non sia questo il segnale che aspettavamo. Noi ci proviamo e non sapendo più a che Santo aggrapparci gridiamo convinti e decisi HASTA PALERMO SIEMPRE!


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

2 commenti

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  • 27 novembre 2016 16:09

    Prendo spunto da un commento letto sul web: HASTA LA PLUSVALENZA SIEMPRE

  • 27 novembre 2016 16:26

    ahahah Bravo Don Totò, bellissima. E bravi anche i due autori, restano una delle poche cose piacevoli della domenica rosanero!

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