i fatti dopo il ragionamento

Referendum e guerra dei mondi

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Il partito del Sì, quello del No, l'inarrivabile cattiveria che viene fuori dai social e le battaglie ideologiche tra chi sa sempre tutto e gli analfabeti che un tempo, quando non c'era Facebook, avevano almeno il buon senso di dirci "no grazie, io non mi occupo di politica" Referendum | Blog diPalermo.it

Diciamocelo francamente, neanche durante il terrificante ventennio berlusconiano ricordo un clima pre-elettorale così catastrofista e soprattutto di così infimo livello.

Barbarie, volgarità e bassezze degne di questi tempi oscuri, dei quali i social network non sono soltanto specchio ma anche artefici, pesantemente conniventi nell’amplificare il pensiero di orde di analfabeti funzionali ruttanti, che un tempo magari ci avrebbero risparmiato il loro pensiero con un più democratico (e più salutare per il nostro fegato) “io non mi interesso di politca”.

Oramai è tutto un Guelfi contro Ghibellini, bianco contro nero, curva nord contro curva sud. Se non ti uniformi ad un pensiero dominante, qualunque esso sia, sei da evitare, additato come populista da una parte o appartenente alla casta dei poteri forti dall’altra.

Non è concesso avere una propria opinione in autonomia dalle dinamiche del dibattito politico e dello squadrismo più becero. Che poi, a dirla tutta, era il caso di iscrivere un tema così complesso come quello inerente la nostra costituzione a materia di referendum? Personalmente non ero d’accordo neanche col quesito referendario sulle trivelle, rivelatosi poi nel sentire comune una ridicola battaglia sui social tra chi vuole il mare pulito e chi no, a colpi di foto di mare cristallino da un lato e macchie di petrolio dall’altro.

È il caso oggi di affidare temi così difficili e scottanti al popolo con uno tra i più alti tassi di analfabetismo e defezioni scolastiche in Europa? Anche io, che ho fatto il classico e l’università, che leggo, mi Io informo e cerco di documentarmi sui temi in questione non sono del tutto sicuro della mia piena consapevolezza di voto, spaventato dall’idea di un salto nel buio con il SÌ tanto quanto da una nuova fase di eterna campagna elettorale in caso di vittoria del NO.

Ma state tranquilli, stavolta non dirò che questo clima da guerra dei mondi è colpa dei grillini, sia perché non voglio passare ore in chat a dovermi giustificare dei miei pensieri con qualche amico risentito, ma principalmente perché ritengo che uno dei principali responsabili di questo clima intollerabile sia proprio quel Renzi, che continuo comunque a ritenere il male minore dell’Italia in questo momento storico.

Il suo “metterci la faccia” in prima persona, con minacce di scenari apocalittici in caso di vittoria del NO è stata la scintilla per l’inizio della sagra del ridicolo, dove lo schierarsi del panellaro o il fruttivendolo di borgata sono stati presi ad assioma di saggezza popolare da seguire come unico esempio possibile.

Vorrei che ci si schierasse in maniera più consapevole ma a questo punto, con certa politica che sguazza nell’ignoranza della gente e beneficia dei suoi deliri schiumanti rabbia, temo che il clima non potrà che peggiorare. E ho una paura fottuta di quello che sarà, comunque vada.

2 commenti

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  • 27 novembre 2016 02:37

    Democratico ma anche no.

  • 02 dicembre 2016 21:04

    Dalla Scrofa all’Asino, secondo il Grillo: Renzi come una scrofa ferita, l’elettore come l’asino di Buridano che non sa quale mangiatoia scegliere. Così si spiega l’invito a votare con la pancia, che vuol dire ammettere di non essere riuscito a convincere gli italiani sulle ragioni del no. O pensare agli italiani come a dei cretini.

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