i fatti dopo il ragionamento

Presidente, sono soddisfazioni!

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Dalla finale di Coppa Italia con quarantamila tifosi all'Olimpico alla depressione per un campionato infame dal finale già scritto. Questa sì che si chiama pianificazione oculata Zamparini Einstein | Blog diPalermo.it

Siamo nella Storia, Presidente, Lei è indiscutibilmente sempre più grande. Chi la discute è un nemico da’ cuntintizza, come si diceva un tempo. O un gufo, come si dice ora. Mai nessuno come noi. Sette sconfitte alle prime sette in casa e sette sconfitte di fila. E la serie può ancora continuare, Presidente, non demorda! Solo che non possiamo continuare a scalare la classifica. Siamo già “arrivati” al massimo. Il massimo del minimo, ultimi, ma sempre massimo è!!

Strano, però. Chi l’avrebbe mai detto. Eravamo uno squadrone già lo scorso anno, oh Presidente, dieci punti nelle ultime quattro partite, una media da scudetto, mica da ridere! Nonostante la contemporanea presenza di Ballardini in panchina e di Sorrentino, Vazquez, Maresca e Gilardino in campo. Oh, proprio una zavorra questi qua. Pensi che toglievano il posto ai fenomeni dell’Est che lei e il suo compare slavo, affezionatissimo consulente, ci avete “regalato” ultimamente.

Ma lei, che non perde occasione di ripetere “di calcio ne capisce”, ha pensato bene di cacciarli tutti e sostituirli con altri fenomeni sempre dell’Est, ungheresi quando non slavi. Qualcuno addirittura maggiorenne, non starà innalzando troppo l’età media??

Il tizio in panchina lo ha lasciato, ma non perdendo occasione di punzecchiarlo o insolentirlo ad ogni occasione. E naturalmente fottendosene allegramente di ogni sua indicazione tecnica in sede di mercato. Alla seconda giornata, appena chiuso il mercato e dopo che lei aveva vaticinato sicuro del fatto suo – “siamo da decimo posto” – Ballardini se ne è andato. Che vuoi che sia, un centinaio tra allenatori e dirigenti negli ultimi anni, uno più o meno…

Ed ecco una garanzia stavolta: addirittura dalla Lega Pro, la vecchia serie C, un 36enne esordiente! Quando si dice: PIANIFICAZIONE OCULATA. Poi le soddisfazioni arrivano, per forza. D’altra parte, quella lontana sera di fine maggio, all’Olimpico, a vederci così, lei lo avrà giurato: mai più. Oltre 40mila, piangenti, stravolti per la fatica di una trasferta per cui molti si erano fatti trenta ore di pullmann e notti insonni, per poi essere trafitti da quel birbante di Eto’o.

Mai più, Lei avrà detto. Mai più una delusione del genere. Lottare per l’Europa, arrivare in finale di Coppa Italia, avere una città che si identifica con la propria squadra. Mai più. Ci è riuscito perfettamente Presidente, ha distrutto tutto, persino la voglia di guardare i nostri amati colori in tv. Sono soddisfazioni, Presidente.

5 commenti

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  • 28 novembre 2016 11:02

    Bravissimo!! Del resto se de zerbi avesse vinto qualche partita a gennaio lo avrebbe venduto!

  • 28 novembre 2016 11:03

    Ma che intervento è questo ? Il classico commento col senno del poi ,dalla volgarità semantica intollerante(tizio, slavo..ecc.ecc .La sua ironia maldestra , Dott. Milatos ,pare proprio quella del classico pseudo-tifoso pronto a salire sul carro dei vincitori e scendere velocemente da quello dei perdenti..peraltro la sua “lungimirante” parabola politica lo testimonia…
    Forza Palermo !
    ad maiora

  • 28 novembre 2016 15:11

    Il fatto che la signora Mondello legga come dispregiativo il termine slavo dimostra un vecchio detto : la malizia è esattamente nella testa di chi la possiede !” . In questo caso anche l’insulto . Per quanto poi concerne le parabole politiche , debbo darle ragione . Però almeno il Dottore Milatos lo ha capito e si è arreso alla evidenza nei fatti . Dedicandosi a ciò che credo gli riesca meglio e cioè a scrivere . Riguardo infine al carro del vincitore , la prego di aggiornarsi . A Palermo , a parte quello della amata Santuzza , Non esiste nessun carro e purtroppo nessun vincitore ( ha mai sentito parlare di 7 sconfitte consecutive in serie A ? Le rispondo dati alla mano : mai accaduto !
    Bravo Dottor Milatos , continui con la sua graffiante ironia , anche se un appunto glielo debbo rilevare : alla fine del suo pezzo manca un grazie ed un arrivederci al presidente . Il grazie è doveroso per quanto prima del 29 Maggio allo stadio olimpico ci ha regalato ( mai nessuno come lui ci ha consentito di vedere le stelle in rosa nero ) . Un arrivederci perché come diceva Socrate : adesso è il tempo di andare . Per cui vada ….. vada pure e ci risparmi la triste consapevolezza che quanto di buono abbia fatto appartiene oramai solo al passato . Per farsi dire grazie di nuovo basterà semplicemente passare la mano a un gruppo solido non partorito dalla sua oramai fervida fantasia .

  • 28 novembre 2016 17:23

    Neanche a me sembra che l’ìironia di Milatos possa urtare la suscettibilità di qualcuno. All’uopo condivido quando rassegnato sopra da Gianluca. Carri compresi. Anzi carretti. Di perdenti, più che di vincitori. Dove per il momento ci siamo tutti accomodati. Per il solo fatto di scrivere, leggere e postare qualcosa di rosanero siamo tutti presenti con il biglietto in mano.
    Per concludere diciamo pure grazie alla versione Zamparini 1.0. Quella 1.1 usata dal 30 maggio 2011 stendiamo veli pietosi: perchè cambiare più allenatori che calzini, mortificare direttori sportivi, collaboratori e allenatori stessi mi sembra che non sia stata prerogativa dei tifosi. Pertanto dopo il grazie non ci sta tanto un arrivederci. Bensì un addio.

  • 29 novembre 2016 19:06

    Articolo perfetto, condivisibile in tutto, sintetico, pertinente e calcisticamente parlando dettagliato. Ignoro la parabola politica dell’autore, né nel merito m’interessa conoscerla, non nutro alcuno specifico sentimento nei confronti dei popoli slavi, ma la parabola precipitosa che Zamparini ha lucidamente impresso alla sua azienda (sarebbe la nostra squadra, ma non per lui) é così lampante, autodistruttiva e per noi tifosi (i 40mila…) dolorosissima che non c’é da aggiungere una sola parola.

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