i fatti dopo il ragionamento

Guardate bene questa foto

di

Le proteste contro Renzi al Politeama, una mocciosetta che sbraita contro i carabinieri e lo sguardo compassionevole di un uomo che sembra dire "un giorno imparerai come si sta al mondo". Quando uno scatto racconta tutto Image.jpeg | Blog diPalermo.it

In primo piano spicca A RH +. È il gruppo sanguigno del carabiniere che fissa il vuoto, incurante degli insulti urlati dalla ragazzina. Il patch con il gruppo sanguigno lo portano tutti gli addetti alla sicurezza dei cittadini. Vuol dire che si mette in conto il rischio della propria vita, per gli altri. Poi l’occhio cade sugli stivali dei soldati da Corazzata Potemkin e la striscia rossa del pantalone d’ordinanza dei CC. Dietro agli uomini con gli scudi si ripara un tizio, mano in tasca. Parla serio al telefono, incurante anche lui degli insulti della ragazzina: il suo sguardo sembra tradire un “qui abbiamo problemi più grossi di una mocciosa che sbraita”.

In fondo, mani in tasca e occhiali da sole, quello che sembra essere un semplice passante assiste imperturbabile alla scenetta. Ma il vero protagonista della foto è lui: l’uomo col giubbotto, che sembra un prete con quel colletto bianco che spunta da un maglione nero. Braccia conserte, un sorriso misto tra compassione, scherno e tenerezza nei confronti della ragazzina urlante che potrebbe essere sua figlia. Sembra volerle dire: “Ma che urli piccoletta, ma che ne sai. Quando crescerai capirai e imparerai come si sta al mondo”. Palermo, ieri, le proteste contro il premier Matteo Renzi al teatro Politeama in una foto.


[ Immagine: Foto di Grazia Bucca per Repubblica - Policy]

13 commenti

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  • 03 dicembre 2016 09:00

    Il progresso. Ora abbiamo pure le fotografie parlanti. Forse qualcuno starà pure inventando un app dalla quale si potrà leggere il pensiero. Come fece Frassica trent’anni fa ckn il suo “che sta pensando quiz”.

  • 03 dicembre 2016 09:58

    Che brutta interpretazione per questa bella foto.

  • 03 dicembre 2016 10:21

    Questa foto è carica di vita, il pezzo di rassegnazione. Si sente l’urlo della ragazza, che va ben oltre gli agenti in divisa quasi cristallizzati, immobili. C’è chi rinuncia ai suoi sogni, si adegua, “impara a stare al mondo” e chi invece prova a cambiarlo. In genere i secondi travolgono i primi. Anche se sono “mocciosetti”

  • 03 dicembre 2016 11:10

    Io nello sguardo dell’uomo a braccia conserte, senz’altro co-protagonista della splendida foto, vedo fierezza ed interesse… lui la ascolta. É Grazie alla “mocciosa” ed a quell’uomo se posso pensare che un futuro migliore é possibile! Il vostro virgolettato: “Ma che urli piccoletta, ma che ne sai. Quando crescerai capirai e imparerai come si sta al mondo”… lo vedo più nell’indifferenza delle forze dell’ordine… li a fare “solo” il loro lavoro!

  • 03 dicembre 2016 20:39

    …pessima analisi…da chi guarda il dito invece che la Luna che il dito sta indicando.
    Una ragazza che grida tutta la rabbia per una classe politica che ha rubato il futuro alla sua generazione… ed il cui futuro oramai è solo possibile andando via dall’Italia.
    Un plauso alle Forze dell’ordine … che hanno dimostrato una comprensione – nella doppia accezione di benevolenza e di stare capendo certo sfogo – sicuramente maggiore di chi ha scritto questa specie di analisi.

  • 03 dicembre 2016 20:48

    “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio” (Oscar Wilde)

  • 04 dicembre 2016 08:37

    Si potrebbe trovare la ragazza e chiederle che cosa stesse urlando. Con i social è facile.
    Potrebbe essere: “Quando si ha una cosa, questa può essere portata via. (…) Ma quando si dà una cosa, questa è data. Nessun ladro può prendertela. (…) Se l’hai data tu, allora è tua per sempre. Sarà sempre tua. Ecco, questo è dare”.
    Oppure “Polizia bastarda”.
    Boh. Chissà.

  • 04 dicembre 2016 10:39

    Non ci sono le parole e non sappiamo cosa stia urlando la ragazzina ai carabinieri. Le proteste, pacifiche e senza manganellate da una parte e pietre tirate dall’altra sono perfettamente normali in una democrazia e, per temi piu’ importanti su diritti civili di base, in molti paesi hanno anche cambiato il corso della storia spesso in meglio. Il sorriso del tipo sullo sfondo lascia totalmente libera l’interpretazione , io leggo un sorriso di paterna tenerezza mista a sorpresa e divertimento per il carattere/ grinta della ragazzina, non ci vedo necessariamente scherno o approvazione. Chiamare mocciosa una persona che appartiene a una generazione che cmq sara’ piu’ influenzata di noi da qualunque risultato referendario (nel bene e nel male) ed e’ in strada pacificamente, non e’ per niente rispettoso ma rispecchia perfettamente il peso che si e’ sempre dato ai giovani nel nostro paese (faceva male quando i giovani eravamo noi e fa male ancora adesso leggere che non cambi nulla). Non sappiamo la di lei cultura e storia personale come non conosciamo quella degli altri personaggi dello scatto. Se ” imparare a stare al mondo” significhi starsene fuori da tutto e non mettere la propria persona in prima linea su niente in cui si creda, beh…fortunatamente le idee su come starci sono tanto diverse quanto ognuno di noi. Al mondo

  • 04 dicembre 2016 11:38

    Ecco cosa penso guardando questa foto :
    1) Forze dell’ordine a difesa dei poteri forti !
    2) Una ragazza che (qualche salottiero di mestiere l’ha definita “mocciosetta”) ci fa ben sperare che esiste ancora la voglia di lottare per un mondo migliore.
    3) Un Uomo che mi fa venire in mente un solo pensiero : ah, se avessi la tua eta’……!
    A qualunque eta’ mai smettere di lottare…e la “mocciosetta”, caro signor salottiero, ce da una grande lezione !

  • 04 dicembre 2016 15:13

    Come rovinare uno scatto fotografico emozionante con delle parole insulse.

  • 05 dicembre 2016 02:39

    Ognuno può vedere ciò che vuole, può perfino capire ciò che vuole pur leggendo le stesse parole. Io trovo che la descrizione della foto non aggiunga o tolga nulla all’immagine. Un’analisi sincera, attenta e profonda. Una riflessione con i piedi per terra. Poi la potenza del grido, la voglia di cambiare, la speranza e tutto il resto mi sembrano forzature. Fuffa che non porta a nulla di nuovo o interessante.

  • 05 dicembre 2016 11:02

    Fossi stato io “l’uomo col giubbotto, che sembra un prete con quel colletto bianco che spunta da un maglione nero” e fosse stata mia figlia la “ragazzina urlante”, avrei avuto la stessa espressione. E sarebbe stata un’espressione compiaciuta e fiera. Perchè avrei visto in lei la speranza di non mollare, la speranza di non voler imparare “come si sta al mondo” come ho fatto io e tanti, troppi altri come me…
    p.s. Sig. Cascio, Lei ha assistito alla scena di che trattasi? Immagino di si, nel qual caso ha legittimamente potuto scrivere che la ragazzina gridava “insulti” in direzione delle forze dell’ordine.

  • 05 dicembre 2016 12:29

    Da genitore di 4 figli dico alla ragazza perdonaci perchè ancora una volta ti abbiamo lasciata sola dopo avere creato il vuoto attorno a te. Abbiamo lasciato i nostri figli soli per strada, soli nelle scuole, soli a sorreggere le sorti di questa Isola per gli anni futuri. Impariamo ad avere coraggio da quella RAGAZZA e a non accettare con rassegnazione gli eventi. Lei non gridava contro qualcuno o qualcosa ma il suo è il grido disperato di chi non ha il coraggio di uscire dal coro e dire basta smettetela di litigare, (come se chiedesse a due genitori di smettere) ci siamo noi giovani con le nostre idee, giuste o sbagliate, ci siamo noi giovani che dobbiamo costruirci un futuro. Smettetela di pensare soltanto a voi. Volgete lo sguardo a noi giovani, fragili ma all’occorrenza più forti di quelli che invece dovrebbero difenderci e proteggerci. I giovani stanno creando un nuovo paradigma prendiamone atto e sosteniamoli. Prendiamo consapevolezza delle risorse che abbiamo e trasformiamo la nostra Terra nell’Isola del tesoro.

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