i fatti dopo il ragionamento

Prove generali di barbàrie

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Il finto arresto dell'ex deputato Osvaldo Napoli, il tribunale del popolo, un movimento di attivisti senza arte né parte e il populismo imperante che ci porta verso una strada di non ritorno Forconi | Blog diPalermo.it

Da un mese circa faccio la spola tra la sala stampa della Camera dei Deputati e i vari uffici, tra cui quelli piazza di Campo Marzio e via del Vicario, a Roma. Sono circa le 14 e faccio il mio ingresso al ‘21’ come viene indicato nel gergo il palazzo di via degli Uffici del Vicario. La prima rampa di scale e sento delle grida provenire dalla strada. Apro la finestra e vedo l’ex deputato Osvaldo Napoli, uno dei parlamentari più gentili e disponibili, accerchiato da una decina di persone. Gli stanno leggendo qualcosa, con tono definitivo, da sentenza di un giudice. Nel frattempo lo attorniano, per evitare che possa fuggire.

Li guarda incredulo, spaventato. Gli gridano qualcosa ma lui non reagisce. Pochi secondi e lo cingono. Ma chi sono? È un arresto in piena regola. Ma che sta succedendo? La zona è praticamente disseminata di posti di blocco, di militari e forze dell’ordine. Possibile che nessuno si accorga? Sicuramente sarà uno sketch satirico, di quelli che siamo abituati a vedere in tv, dove l’obiettivo è quello di mettere alla berlina il parlamentare di turno. A pochi metri il presidio dei carabinieri, all’incrocio con via della Missione. Nulla. Guardano ma non capiscono. E quindi non intervengono.

Osvaldo Napoli guarda il ‘tribunale del popolo’: quattro disperati che ora lo hanno posto al centro per trascinarlo via alla fine della lettura. “Codice penale, art…. il popolo dei Forconi ti condanna e ti arresta”. Lo sollevano e lo strattonano. Sembra un sequestro di persona. Ora è chiaro, non è uno scherzo. Scendo e vengo bloccato da un poliziotto. Osvaldo Napoli riesce a stento a liberarsi dei suoi aguzzini e scappa verso il bar Giolitti. È terrorizzato. Ora è tutto chiaro. Sento che uno dei passanti, alla domanda di una signora, risponde “sono i Forconi”. Che siano siciliani?, mi chiedo. E mi vergogno: per loro e per me.

I rivoltosi vengono individuati e portati via. È un gruppo di attivisti del Movimento «9 Dicembre Forconi», quello guidato dall’agricoltore di Latina Danilo Calvani. È stata una scena agghiacciante, figlia del tempo che viviamo, del populismo che soffia sulle nostre nuche e che sfocia sul web e sui social media, alimentato da chi specula politicamente e strumentalizza il disagio sociale – che esiste – e il malcontento imperante.

4 commenti

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  • 15 dicembre 2016 09:20

    Mi auguro che vengano condannati ad una pena esemplare, per evitare il ripetersi è il proliferarsi di simili atti di squadrismo.

  • 15 dicembre 2016 10:52

    Episodio a dir poco inquietante. Massima attenzione. Azioni simili servono a tastare il polso dell’opinione pubblica, per vedere l’effetto che fa, come cantava il poeta. E chi ha il privilegio di vedere le proprie parole amplificate dai media, faccia attenzione a quali parole pronuncia…

  • 15 dicembre 2016 18:21

    Non esageriamo, ma quali barbarie, starete scherzando. Iquietante e’ quello che i cittadini di questo bistrattato paese subiscono passivi dalla politica a tutti i livelli da oltre un trentennio ad oggi.
    Piuttosto, informate dei livelli di corruzione ormai insopportabili da tollerare in un paese civile.

  • 16 dicembre 2016 00:58

    L’episodio è certamente da condannare. Ma non ci si deve limitare solo a ciò. Qualcuno dovrebbe capire i perchè del “populismo”, i perchè degli estremismi. Basta andare a leggere le pagine della storia per capire. Forse sarebbe ora di fare politica interessandosi dei bisogni del popolo. O fare ciò è reato?

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