i fatti dopo il ragionamento

Genova, finalmente, per noi!

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L'incredibile vittoria del Palermo a Genova, una squadra finalmente motivata e grintosa e il nostro viaggio dalla Santuzza. Per continuare a credere in questa salvezza impossibile Eugenio Corini Wikipedia | Blog diPalermo.it

Ve lo avevamo scritto che ci voleva un miracolo. E siccome credevamo veramente che fosse questa l’unica possibile strada per una vittoria del nostro disastrato Palermo o, da bravi agnostici, poco credenti ma molto scaramantici, tifosi disperati, eterni inguaribili ottimisti, per ricordarlo all’Unica che ci poteva venire in soccorso ci siamo recati, l’uno all’insaputa dell’altro, in devoto pellegrinaggio sul monte che sovrasta Palermo. Quello più atletico a piedi (con penalità di dieci chili di peso da trasportare come promesso in occasione della ultima rocambolesca salvezza) e quello più pigro rigorosamente in auto (con penalità in offerta in denaro). Vi diciamo la verità, all’ennesima minchiata dei difensori del Palermo al Ferraris (sponda rossoblù, luogo comune ok) dopo appena tre minuti, abbiamo pensato “soldi buttati e fatica sprecata”.

Altri dieci minuti da incubo, un paio di altre cappellate per fortuna senza conseguenze e poi abbiamo visto che qualcosa stava cambiando. Una squadra più sensata in campo, maggiore fiducia nei propri mezzi, carattere e cuore e, finalmente, anche qualche giocata di talento come quella in occasione del gol di Quaison, ed il pareggio del Palermo è arrivato.

All’intervallo eravamo addirittura quasi ottimisti e invece, pronti via, altre due disattenzioni difensive, un po’ di culo degli avversari ed eravamo di nuovo sotto di due gol. Ma stavolta il Palermo non si è sbriciolato come le altre volte e soprattutto il nostro grande Capitano, oltre a sapere motivare la squadra (come mai si era visto con quell’essere che non vogliamo neanche nominare che c’era prima in panchina), ha azzeccato tutte le mosse in campo e le sostituzioni dalla panchina. Almeno crediamo perché, siamo sinceri, noi non abbiamo neanche capito bene cosa, quando e perché è successo.

Al gol del 3-2 di Goldaniga (proprio uno dei peggiori fino a quel momento) il nostro stato comatoso si era appena appena risvegliato, senza ancora rimetterci in stato pienamente cosciente. Poi nel giro di due minuti il coma si è trasformato in un triplice infarto. Abbiamo vinto. 4-3. Roba da Italia-Germania. Abbiamo segnato quattro gol in una partita. Siamo precipitati in caduta libera e un attimo prima di schiantarci il paracadute si è aperto. Non sappiamo se sia stata la sagacia del Genio, la nostra disperazione accompagnata da preghiere e santioni in lingue incomprensibili, lo spirito del Natale o l’ennesima grazia impossibile della Santa che da lassù veglia sulla Favorita, fatto sta che siamo ancora vivi.

Proprio quando non ci credevamo più neanche noi, gli ultimi mohicani che non si vogliono mai Arrendere, il Palermo è rinato. E dopo un’impresa così, crediamoci fino in fondo. Perché noi soffriamo veramente per le disgrazie calcistiche ma viviamo da tifosi e amiamo il calcio proprio per serate come quella di ieri.

LE PAGELLE

Posavec – 7

Non demerita tra e pali e raccoglie il pallone dentro la rete più per colpa dei compagni che sua. Però alla fine mantiene il Palermo in corsa fino alla fine con una parata strepitosa. Alla prossima magari si porta il pallottoliere ma almeno questa sera va a dormire contento. Esplosivo.

Rispoli – 9

segna il gol del pareggio che già ci costringe sul divano con l’aritmia. Francamente non ci ricordiamo altro della sua partita se non qualche cross ma ci basta il gol di rapina che ci fa impazzire. Lesto.

Cionek – 6 sul primo gol pare sia lui a non riuscire a fare il fuorigioco. Ma chi se ne frega dopo una vittoria così. Sufficiente.

Goldaniga – 6 è la media tra il 4 della sua prestazione in difesa e l’8 per il grande gol. Dietro sembra una statuina e Simeone lo scherza in ogni modo. Ma segna un gol da attaccante vero e quindi chi se ne frega? Cambia ruolo.

Andelkovic – 6 sempre incerto e sempre spaesato. Però abbiamo vinto quindi non possiamo dargli insufficienze. Ci pensiamo la prossima volta. Sgraziato.

Alesaami – 6 sembra gli sia tornato un po’ di fiato e lo usa sia in difesa che in attacco. È sempre un po’ arruffone ma dal suo lato giocano quelli più in forma del Genoa e non sfigura. Figliol prodigo.

Gazzi – 6,5 Corini gli chiede di rompere le gambe agli avversari e di spezzare il gioco. Lo fa benissimo. È il suo ruolo naturale e non sbaglia partita. Incrociatore.

Jajalo – 6,5 anche lui gioca pochissimi palloni perché è impegnato a pressare gli avversari pure nella toilette degli spogliatoi. Ci mette tutto quello che ha e pure la cattiveria che serve. Delinquente.

Bruno Enrique – 6 forse da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più e si resta delusi. Però il suo lo fa sempre e ha una grinta ed un piede da giocatore vero. Aspettando Godot.

Quaison – 7 segna il gol del momentaneo pareggio e sta vicino a Nestorosvki come una badante al primo incarico. Pimpante.

Nestorosvki – 9,9 se avesse segnato su quella occasione a porta spalancata avrebbe preso 10. Sul primo gol fa la giocata decisiva saltando il difensore del Genoa. Sull’ultimo salta due avversari e mette in mezzo la palla decisiva. E quando finge di essere stato colpito da una pallottola vagante facendo espellere Perin si sublima. Gigante.

Diamanti – 7 mette lo zampino sia sul gol di Goldaniga che su quello di Rispoli. Perde qualche palla di troppo ma almeno stasera ci ricorda perché eravamo felici del suo arrivo. Laser.

Trajkovski – 10 gli basta una palla per regalarci un sogno. Grazie.

Corini – 10 azzecca il modulo, la formazione ed i cambi. La vuole vincere fino alla fine e sul gol della vittoria si vede che ha trasmesso la sua grinta, quella che ci ha fatto impazzire per anni, alla squadra che attacca l’area avversaria con quattro giocatori. Pressing, corsa e passaggi verticali semplici. Non sarà un profeta del calcio moderno ma ci può salvare. Genio.


[ Immagine: da Wikipedia - Policy]

11 commenti

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  • 19 dicembre 2016 08:44

    E’ tutto merito di Corini. E’ sempre stato così, è un professionista innamorato del suo lavoro e della città di Palermo. Bravissimo.

  • 19 dicembre 2016 08:52

    Ecco la rivincita degli “asado” e delle “batatas” !!!Entrano per il dessert,sostituiscono integratori, barrette amenità commerciali varie e cambia tutto !!Il L’udienza preliminare del processo per diffamazione a a Gery e Carlo si svolgerà presso la cucina della Tribunale al termine del campionato col redde rationem !!
    INFEDELI !!!!

  • 19 dicembre 2016 09:21

    Finalmente……., possiamo anche retrocedere ma almeno ieri sera si è vista la voglia di giocarsela fino in fondo. Oltre gli schemi, gli allenatori servono soprattutto a motivare i giocatori: grande Corini.

  • 19 dicembre 2016 11:31

    A volte, il calcio è bello. Ieri sera è stato *davvero* bello.

  • 19 dicembre 2016 13:33

    Tutto molto bello, capisco l’atmosfera natalizia, ma Andelkovic non si può proprio guardare e Posavec ha rifatto sul finale lo stesso identico errore commesso con il Milan. Cambiamo questi due a gennaio, regaliamo Jajalo a chi lo vuole, e, forse, con un bel po di culo a corredo e qualche auspicabile crollo delle squadre che ci precedono,, ci possiamo anche salvare..,

  • 19 dicembre 2016 14:54

    Mi dispiace smorzare l’entusiamo dei nostri straordinari cronisti, ma secondo me c’è una sola spiegazione possibile per il risultato di ieri sera. Quelli del Genoa si sono venduti la partita. Altrimenti non vedo come avremmo mai potuto vincere.

  • 19 dicembre 2016 16:03

    Il campo di Marassi (sponda rossoblu o blucerchiata fa lo stesso, e così la finiamo con i luoghi comuni) è storicamente avaro di soddisfazioni per i nostri colori. Con molte incursioni nell’ambito penale dei furti con scasso. Qualche esempio ? L’1-0 del Palermo dei picciotti contro il Genoa con un gol di Nappi all’inizio sull’unico tiro contro la nostra porta e assedio concluso con l’ingiusta espulsione di Scarafoni, reo di essere rientrato in campo dopo un infortunio senza attendere l’assenso dell’arbitro. Il rigore regalato da Rodomonti alla Samp oltre il 90′ per fallo di mano di Grosso (che si gira e non può vedere la palla). I sette minuti di recupero dati da Valeri con rigore al 97′ per il 2-2 finale contro il Genoa. E quest’anno il pareggio di Fernandes della Samp al 95′.
    .
    La vittoria è di principalmente di Corini che ha capito che Diamanti deve giocare quando gli altri sono spompati, che rischia Trajkovski (belle le sue lacrime al rientro, così come quelle di Goldaniga) e che comunica alla squadra uno spirito che finora non s’era mai visto. Zamparini fa finta di non sapere che in una squadra senza “senatori” (per sua opinabilissima scelta), l’allenatore non può essere un parvenù come De Zerbi. Esultiamo pure, ma non dimentichiamo che il portierino ci stava calando l’ennesima …chiata (rovesciata fallita da Pandev), che i difensori sono da paura e che un paio di chiocce in campo servirebbero come il pane.

  • 19 dicembre 2016 20:50

    Se fosse stata una partita di fine stagione, con identica classifica, si sarebbe attivato l’Ufficio Inchieste.

  • 20 dicembre 2016 12:34

    Quando si perde, perché siamo scarsi. Quando si vince, perché la partita era truccata. Cambiate squadra.

  • 20 dicembre 2016 18:27

    Non ho scritto che era truccata, ma che a fine campionata sarebbe stata sospetta. Chi sa di calcio coglie facilmente. In quanto a cambiar squadra, anche questo chi sa di calcio, sa che non è possibile.

  • 21 dicembre 2016 07:52

    In effetti, capisco pochissimo di calcio. Ma, da povero tifoso fesso, contento e incompetente, vorrei esultare sereno dopo una serie infinita di sconfitte e dopo una partita vinta in rimonta dal 3-1 e con due gol nei minuti finali. Lascio ai veri intenditori la dietrologia dei “se”, dei “ma” e dei “cusà”.

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