i fatti dopo il ragionamento

Noi siamo ancora qua, eh già…

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La sfida da dentro o fuori contro il Pescara e l'entusiasmo ritrovato dopo la vittoria di Genova quando ormai tutto sembrava perduto Palermo Calcio Stadio Barbera | Blog diPalermo.it

Eccolo il pezzo che abbiamo sempre sognato di scrivere per una partita che mai ci saremmo aspettati potesse essere così importante, dopo una vittoria che mai avremmo pensato potesse verificarsi e soprattutto in quel modo.

Abbiamo tirato fuori il Bignami di tutti i luoghi comuni per questo Palermo – Pescara, roba che Trapattoni ci fa un baffo: ultima spiaggia, dentro o fuori, partita della vita, big match, derby dei poveri, spareggio-salvezza, o la borsa o la vita, tanto va la gatta al lardo, non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, a caval donato non si guarda in bocca, vedere denaro consegnare cammello.

Insomma, caso mai non l’aveste capito, ce l’abbiamo messa tutta per trasmettervi la tensione, la paura ma anche la gioia di poter raccontare la vigilia di una partita così, di quelle che ti fanno amare ancora il calcio, che ti fanno sentire vivo e che ti fanno capire perché le persone che non amano il calcio non hanno idea di cosa si stiano perdendo e per quale ragione cerchiamo di evitare di rivolgergli anche la parola e, se proprio costretti, comunque cerchiamo di essere il più sgarbati possibile nei limiti della continenza e della non rilevanza penale del fatto (e non è facile per due come noi).

Meno di 96 ore fa eravamo morti, sottoterra, walking dead, derelitti, angosciati, depressi, privi di sogni e speranze. Sul 3-1 per il Genoa avevamo staccato la spina del respiratore a squadra, allenatore e pure a noi due. Poi l’incredibile è successo. Una di quelle cose che nella vita di un tifoso capitano una massimo due volte. Soprattutto se di una squadra disgraziata come la nostra. Una rimonta inattesa, insperata, folle e disperatissima. Gli Dei del Calcio che finalmente si accorgono di questa banda di derelitti in maglia rosanero e dei loro derelitti sostenitori e decidono che nella roulette russa che è una partita di calcio il proiettile, stavolta, se lo beccano gli altri per fargli schizzare le cervella fuori dalla testa.

Ed allora abbiamo visto cose che neanche ai Bastioni di Tannhauser: stimati professionisti lanciarsi nudi per il corridoio di casa e urlare sul pianerottolo abbracciando la vecchia vicina che si sporgeva per vedere cosa stava succedendo; la voce spezzata dall’emozione dei padri in lacrime abbracciati ai figli increduli; gli anziani ipertesi ormai convinti di non riuscire a superare la notte. E dopo una notte così, come cantava Vasco, siamo ancora qua, pronti a a giocarci ogni speranza di salvezza in una notte.

Una vittoria sugli abruzzesi ci manderebbe a -2 dall’Empoli, a strafogarci felici e satolli di panettone, pandoro, lenticchie e cotechini già con la testa allo scontro diretto del 7 gennaio in terra toscana (zac!) e con un entusiasmo che ci permetterebbe di accendere petardi a mani nude nella notte di San Silvestro sparando sugli ospiti ad altezza uomo.

La cabala è tutta a nostro favore e per questo ce la stiamo facendo addosso. Noi non abbiamo ancora fatto un punto in casa e le statistiche si sa sono fatte per essere smentite. Il Pescara quest’anno ha vinto solo grazie ad un regolamento bizantino fermo ai tempi del calcio balilla. La squadra è allo sbando. I giocatori contestati pure a cena sono stati costretti al ritiro e Oddo non sa più che pesci prendere. Difesa a 4 con vecchi mestieranti come Campagnaro, davanti a Bizzarri. A centrocampo due vecchie conoscenze del Palermo, mai rimpiante e con meno presenze in campo di quanti capelli ha in testa uno dei vostri due matti cronisti: Brugman e Cristante. Davanti Manai e Caprari. La rosa, almeno per questa volta, non sembra superiore a quella del Palermo e proprio per questo continuiamo ad essere più spaventati che mai.

La squadra abruzzese è in disarmo e con poche risorse; noi siamo in piena trance agonistica e con un entusiasmo a mille e, da vecchi tifosi con la pellaccia provata dalla vita e dalla cattiva sorte, sappiamo bene che sono queste le situazioni in cui ci scappa la disgrazia!

Corini è orientato a confermare la squadra vincente di Genova. Qualche dubbio sulla difesa ballerina che potrebbe vedere il rientro di Vitiello. Non ci pare una grande alternativa. Altro dubbio è quello su Diamanti: è entrato e ha cambiato il match di Marassi. Si può lasciare fuori sin dall’inizio o è meglio centellinarlo per quando gli altri in campo sono già stanchi e lui può dosare le sue residue energie? “Voi che pensate?” ci chiederete giustamente voi. “E lo chiedete a noi?” vi rispondiamo ancora più giustamente noi.

Anche perché, diciamo la verità, ma chi se ne frega chi gioca, quale sarà il modulo, lo schema, la tattica o le marcature! Noi vediamo solo lo stadio pieno, sentiamo la tensione a mille, il cuore in gola che batte all’impazzata, sciarpa al collo e cappellino d’ordinanza perché la sera “alla Favorita c’è umido” (come ama dire il nostro amico Salvo). Per una notte si torna a sognare e sperare.

Speriamo di poter raccontare una di quelle partite che restano nella storia e nella memoria di noi tifosi veri. Gente matta e disperata che si aggrappa con forza ad ogni filo di speranza, che non si abbatte e ama sempre e senza logica la sua squadra del cuore. Forza Palermo!

1 commenti

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  • 22 dicembre 2016 22:55

    Abbiate pietà, cambiate argomenti!

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