i fatti dopo il ragionamento

Tutta Palermo dalla A alla Z

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L'ansiosa attesa per il nuovo anno e il 2016 che se ne va in soffitta fra tram, vertenze, Ztl e un'antimafia ambigua che ha finto per sbugiardare il suo paladino senza macchia e senza paura. Riviviamolo insieme Orlando Operaio | Blog diPalermo.it

Eccolo il 2017. Ha fatto il suo ingresso in grande stile, immagino anche lui col boxer rosso. Eccolo qui il nuovo anno, per un attimo ancora in bilico tra i buoni propositi del futuro e la malinconia del passato. Che poi, mi chiedo, perché tutta questa malinconia, tutta questa nostalgia, si concentri proprio in un giorno appena. Quindi prima dei rilanci, è sempre tempo di bilanci. Forse perché il capodanno è un segnatempo che, imperdonabile, ti ricorda la vita che passa.

È nel 365esimo giorno, in fondo, che guardi dal buco della serratura per distruggerti di lenticchie e nostalgia. Una nostalgia che ti porta a preferire un anno usato a quello nuovo, di quelli in cui si stava meglio perché il futuro, al massimo, iniziava con zeta e finiva con ti-elle. Per questo, nell’alfabeto dell’usato di garanzia degli anni nuovi, ricorderò tutto ciò che ha segnato il 2016, tra il bianco e il nero. Perché è sempre meglio il brutto conosciuto che il buono da conoscere.

A come Antimafia. Quella di Pino Maniaci, dei suoi cani e della sua amante. Quella di un’emittente di provincia capace di proclamare pezzi di emme ed eroi. Quegli stessi eroi che, poi, si sono trovati nella merda come un pezzo di emme qualunque. E per 250 euro.

B come best seller, quello di Riina junior che, dalle poltrone in pelle di gnu di Porta a Porta, ha raccontato quanto ami suo padre, quanto sia stata normale la sua infanzia e quanto non condivida certe leggi dello Stato. Bufera su Vespa. Che poi, in realtà, non è neppure il peggior delinquente che ha mai intervistato, fedina penale alla mano.

C come cantieri. Cantieri in via Amari, cantieri in via Sicilia, in viale Lazio, in via Crispi. Cantieri al Politeama, in piazza Lolli, cantieri dappertutto, cantieri su cantieri. Perché il progresso, dicono, passa dal disagio di abitanti, commercianti e leocorni ma senza mai passare dal via.

D come divieto di balneazione. Quello della Costa Sud, tra Romagnolo, la Bandita, lo Sperone e Acqua dei Corsari. Quello di cui i bagnanti si sono infischiati sguazzando felici tra enterococchi e famiglia per un bagno oltre l’Oreto. Mancava solo la kriptonite.

E come escile che altro non è che l’eco della felicità di un padre che paga, a sangue di Papa, rette alla Bocconi alla figlia matricola che, al suon di escile, le ha uscite veramente. Ma anche come escilo, il libro, che di contro non è che l’eco della felicità di un altro papi che c’ha il figlio bacchettone a 35 anni.

F come firme false, quelle presunte dell’inchiesta sulle Comunali che ha travolto il Movimento 5 Stelle. Quelle che non sono false tecnicamente, ma diversamente oneste praticamente. E quando i grillini urlano “onestà, onestà”, badate bene: il primo è vero, l’altro copiato.

G come ghiacciolo. Quello arcobaleno che il sindaco Orlando addenta al Pride in prima fila tra gay, lesbiche, trans e anche tanti etero, tra risolini sgomitati davanti a un’allusione equivoca e leoni da tastiera sui social che ancora se la ridono a crepapelle per un ghiacciolo.

H come hellone, il parente poliglotta di ciaone. Hellone come il saluto tranchant degli inglesi all’Unione Europea post Brexit, al mai più senza confini e ai tarallucci, tuttavia senza vino. Hellone come l’interesse spasmodico e improvviso alla politica estera. Sarà colpa del bisestile.

I come incendi, quelli che hanno distrutto mezza Sicilia. Che si sono diffusi a macchia di leopardo in preda allo scirocco. Che hanno messo con le spalle al muro tutti, compresi Monte Pellegrino e gatti. Sì, gatti. Perché dicono che i piromani appicchino le loro code per dar fuoco più velocemente. Dicono.

L come Lucia, la santa. Che non è la patrona di Palermo, ma quasi. Quella che non ha una festa calendarizzata ma ha appena 24 ore per far parlare di sé. Perché il 13 dicembre è l’unico giorno dell’anno in cui non importa tu sia per il topinambur o per lo stinco di maiale, basta che sia femmina. L’arancina.

M come migranti. Quelli che in un attimo di sprezzo vengono definiti anche clandestini, extracomunitari, profughi. Alle volte persino terroristi. Bisognerebbe, invece, chiamarli con il loro vero nome. Perché un genitore che affronta il mare alla volta di un futuro migliore per sé e per i propri figli, in realtà è un eroe.

N come Nestorovski, la sorpresa positiva di un Palermo che cerca la salvezza in serie A, ma a singhiozzo. Sorpresa perché, nonostante i successi a spizzichi e bocconi, nessuno si aspettava un attaccante in grado di trovare al buio la via del gol.

O come ognuno cia ficca a cu voli che tradotto sarebbe più o meno tipo ognuno va a letto con chi gli pare. E fin qui, giusto e sacrosanto. Se però questo diventa lo slogan ufficioso del Pride, eccolo il pastrocchio in salsa maschilista senza olio di palma.

P come pedonalizzazioni. Quelle che hanno stravolto le abitudini in via Maqueda, al Cassarò, a piazza Bologni e piazza Nascè, in via Ruggero Settimo, anche in via Roma, oggi nuove Ramblas. Quelle dell’asfalto nero che non piace e del passìo che invece piace, e anche assai.

Q come quaranta, le vittime della strada che hanno perso la vita sull’asfalto nel 2016. Tra queste Alessandro Nasta, dolcissimo pr dalla voce un po’ rauca ma dal cuore grande. Talmente grande che per il suo funerale ha riunito, come aveva già fatto per una vita, più di un migliaio di persone pietrificate dalla sua prematura scomparsa.

R come referendum tra il sì, il no, il non lo so. Quello che basta un sì e ti trasformo la Costituzione più bella del mondo e basta un no per il governo tecnico. E ha vinto il no. A deciderlo i vecchi, i grillini e le matite copiative, amiche fraterne delle scie chimiche.

S come sindaco, il sindaco Orlando. Il Mourinho di Palermo, l’allenatore che ha puntato tutto su mobilità sostenibile, zona a traffico limitato, pedonalizzazioni. Quello che, quest’anno, andrà a giocarsi l’ennesima partita dopo il triplete sognando finalmente la Champions League.

T come tram, quello che ha cambiato il volto della mobilità. Quello che collega le periferie, e quindi inutile, ma che attraverserà via Libertà, e quindi invasivo, perché sebbene sia a induzione magnetica e senza catenaria deturperà il paesaggio e farà rumore. Meglio i clacson, quindi.

U come Unipa, l’università degli studi di Palermo che ha invertito la rotta con Micari al timone. Il nuovo rettore, infatti, ha puntato tutto sui cervelli così da scongiurare la fuga. Certo, servirebbe anche un buon mercato del lavoro. Ma intanto che si pensi a lodi, menzioni e baci accademici. In fronte.

V come vertenze, tra tutte quella Almaviva. Il colosso dei call center ha annunciato migliaia di licenziamenti e nessuno, dico nessuno, ci sta. Io sono Almaviva, ma anche tu lo sei. Noi siamo Almaviva. Noi, la generazione dei sogni a passi svelti che ad un cavo ethernet affidano il proprio domani.

Z come Ztl, come zona a traffico limitato, la vera protagonista di questo 2016. Quella calcolata al centimetro in una città che vuole respirare l’Europa e ha da poco l’ossigeno. Quella che ha migliorato la qualità di vita, al netto di alibi e chiacchiere da bar. Quei bar in cui si bisbiglia che tutto non va e dovrebbe cambiare. E dovrebbe cambiare senza cambiare mai.


[ Immagine: fotomontaggio originale di diPalermo - Policy]

8 commenti

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  • 02 gennaio 2017 09:30

    “M come migranti. Quelli che in un attimo di sprezzo vengono definiti anche clandestini, extracomunitari, profughi. Alle volte persino terroristi. Bisognerebbe, invece, chiamarli con il loro vero nome. Perché un genitore che affronta il mare alla volta di un futuro migliore per sé e per i propri figli, in realtà è un eroe.”
    Queste parole andrebbero scolpite nel marmo. E lette ogni mattina, ogni giorno, finché non sia chiaro per tutti.

  • 02 gennaio 2017 17:47

    A, dunque, come Pino Maniaci. Il gip gli ha revocato il divieto di dimora. Ma se non fosse estorsione come ce l’hanno raccontata, né reato di mafia, né di antimafia, ma neanche amore, ricordate le parole dell’amante che in una conversazione registrata suppergiù esprimevano il concetto “avanti a lui tremava tutta Roma”, che cosa rimarrebbe? Vediamo un po’: che Maniaci bruttarello lo è; che il suo linguaggio, il suo baffo mobile potrebbero far pensare a una certa dose di cattiveria. Quindi brutto e cattivo. Ma pure sporco? Chi può dirlo. Però, se le indagini ambientali ravvicinate lo accerteranno, il caso sarà chiuso: tre indizi fanno pur sempre una prova.
    L’inchiesta continua.

  • 02 gennaio 2017 20:33

    R come ritardo. Come mai i media locali hanno dato la notizia degli spari al Politeama dopo parecche ore?

  • 02 gennaio 2017 22:52

    Fosse solo un ghiacciolo! E la corsa da bersagliere? E il turbante stile arabo da sceicco? E il boa di struzzo color rosa? Esempi di esibizionismo e di genuflessione culturale, provincialismo becero di uno che il sindaco non lo sa fare ma lo show si, eccome! Leoluca de noantri

  • 03 gennaio 2017 09:21

    Visto che si parla di “Palermo dalla A alla Z”, io piuttosto che dissertare su Brexit o referendum, mi concentrerei su uno dei problemi che si profilano all’orizzonte nel breve e nel medio termine: il ritorno al razionamento dell’acqua. Se abbiamo questi problemi a Gennaio, figuriamoci cosa accadrà a Settembre. E allora:
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    A come acqua. Siamo circondati dall’acqua e a Palermo ci galleggiamo sopra. Ma nel 2017 si riparla di turni e di rubinetti a secco a giorni alterni.
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    B come botti(auto). C’è già chi si frega le mani.
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    C come Cuffaro. Risolse tutti i problemi idrici della Sicilia con un pellegrinaggio a Siracusa. Vuoi vedere che era “‘ntisu” per davvero ?
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    D come deficienti. Servono nomi e cognomi ?
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    E come elezioni. Aspettiamo il primo Cetto Laqualunque che cambi lo slogan in “Chiù acqua pi’ tutti”.
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    F come fregatura. Quella che subiamo pagando “a sangue di papa” servizi essenziali, dall’acqua alla gestione dei rifiuti, di questa qualità.
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    G come Giove Pluvio. La nostra unica speranza.
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    H come “ho sete”. Solo che non siamo nel Sahara.
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    I come imbecilli. vedi alla voce D.
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    L come laghi artificiali. Quello della Diga Rosamarina è stato quasi svuotato “per ragioni di sicurezza”. Sì, perché ormai di colera o di tifo non si muore più.
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    M come Mattarella. Se ci sei, batti un colpo.
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    N come nullità. Vedi alle voci “D” e “I”.
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    O come Otelma il mago. E che problema c’è ? Gli possiamo commissionare una bella danza della pioggia o una ricerca con il metodo del pendolino magico sulle falde acquifere più ricche.
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    P come Palermo. E come povera.
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    Q come “Quando piove ?”.
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    R come risparmio idrico. Dire al nonno prostatico che se tira la catenella dello sciacquone ad ogni pisciatina, va a finire che non potrà sciacquare la dentiera per due giorni.
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    S come Scillato. La conduttura che dovrebbe portare acqua buonissima fino a Palermo è franata circa 7 anni fa. Da allora circa 700 litri d’acqua al secondo finiscono in mare. Adesso siamo al solito rimpallo delle responsabilità. E’ mai possibile che non si possa trovare una soluzione in tempi brevi, magari richiedendo l’intervento della Protezione Civile o dell’Esercito ?
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    T come “torri silos”. Ne ricordo una in Piazza Ziino, posta di fronte all’Assessorato alla Salute. Forse non avrebbero dovuto rimuoverla. Primo perché probabilmente servirà di nuovo; secondo perché magari lì di fronte capiscono che il problema riguarda anche loro.
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    U come umiliazione. Quella che dobbiamo subire credendo di essere cittadini di una grande città europea del terzo millennio.
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    V come vergogna. Vedi alle voci “D” “I” e “U”.
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    Z come Zamparini. Si legge di una cordata di cinesi pronta a investire in una conduttura che porti l’acqua a Palermo direttamente dal Fiume Giallo. Sperando che non sia un fiume di pipì (vedi alla voce “R”), i “bene informati” dicono che l’affare andrà in porto solo se la cordata gli assicurerà una quota di minoranza e lo manterrà nel ruolo di consigliere speciale con delega al mercato sudamericano degli sciamani giovani specializzati nel ruolo di “danzatori della pioggia”. Orlando attende sviluppi.

  • 03 gennaio 2017 11:57

    Sulla A di antimafia mi sarei aspettato ben altro… ma è più facile parlare di Maniaci piuttosto che dei beni confiscati alla mafia..

  • 03 gennaio 2017 20:11

    Come sempre grande Vitogol. Un caro saluto

  • 08 gennaio 2017 12:49

    C come cantieri. Cantieri in via Amari, DITTA FALLITA

    cantieri in via Sicilia, DITTA FALLITA

    in viale Lazio, in via Crispi. Cantieri al Politeama, DITTA FALLITA

    in piazza Lolli, STANNO PER SCAPPARE!!!!! ARRESTATELI PRIMAAAAA

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