i fatti dopo il ragionamento

L’Etna, il traffico, la siccità

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Gli invasi vuoti, il solito tira e molla istituzionale, il ritorno ai turni alterni, ai bidoni, ai recipienti da riempire. Ricordando la celebre battuta di un film Rubinetto Acqua 1200x798 | Blog diPalermo.it

La siccità. Le tre piaghe della Sicilia? L’Etna, la siccità e il traffico. Sembriamo ripiombati in quella scena di Johnny Stecchino. Con lo zio avvocato che, con quell’accento inconfondibile che quelli della mia generazione scimmiottano ancora, non citava mai la mafia quando te l’aspettavi fra i mali della Sicilia. Ma l’Etna, la siccità, il traffico.

Ora scopriamo, nel 2016, in un Paese che si dice civile, che Palermo torna ai turni alterni, ai bidoni, ai recipienti da riempire, ai serbatoi azzurri su tetti e balconi che sono un pugno in un occhio. Torniamo a tutto questo per colpa della siccità. Sì vero, i turni nell’erogazione dell’acqua slittano e letti così, i titoli di ieri, sembrano una buona notizia. Ma è solo questione di giorni. Perché gli invasi sono stati svuotati per ragioni di sicurezza e perché non piove e quindi i livelli si abbassano a oltranza. E lì potremmo solo provare con la danza della pioggia, tante volte aiutasse.

Una sfiga pazzesca. Se non fosse che fra qualche settimana dobbiamo armarci di bidoni, come fossero gli anni Cinquanta, perché nel 2009 una prima frana (la seconda fu nel 2013) ha investito la condotta di Scillato e nessuno l’ha ancora riparata. Una fonte di acqua pura, da bambina mi ricordo la bevevamo al posto della minerale perché era migliore. Settecento litri di acqua al secondo che viene sprecata in un tira e molla fra Regione da un lato e Comune e Amap dall’altro. Procedure, finanziamenti, decreti, progetti. Parole. Perché quei tre chilometri di conduttura restano asciutti. Ora l’Amap dice siamo pronti a qualsiasi soluzione, la Regione dice i soldi ci sono e sono nel Patto per il Sud. Quanti altri anni dovranno passare?

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