i fatti dopo il ragionamento

La Palermo di Orlando

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L'incontro al Golden e la vera forza del sindaco: mettere assieme pezzi di città apparentemente lontani fra loro. E che adesso dovranno rispondere alla domanda cruciale. Lo sa fare? Orlando Il Sindaco Lo So Fare | Blog diPalermo.it

La volta scorsa non c’ero. Per la precisione ero, politicamente parlando, da altre parti. E quindi non riesco a fare paragoni, che peraltro sarebbero pure piuttosto inutili. C’ero domenica, e di questo posso parlare. Non di quanto detto dal sindaco Orlando, che ben più titolati di me hanno riportato su giornali, tv e agenzie. Non dell’elenco di deputati, consiglieri, assessori. Anche questo lo trovate ampiamente sui giornali. Ma del popolo che ha affollato la platea del Golden e tutta via Terrasanta. Un popolo, intanto è bene precisare, non portato da partiti, movimenti o dai protagonisti della vita politica cittadina. Un popolo che si è mosso da via Zappa a piazzetta Bagnasco, dalla Noce a Settecannoli e Ciaculli convergendo in quella sala del Golden.

Chi c’era quindi? E perché ha scelto di sacrificare una domenica mattina? Che poi è la domanda alla base del consenso che Orlando ha avuto e mantenuto in questi anni tra prima seconda e terza (?) Repubblica, di leggi elettorali diverse e simboli nuovi.

Professionisti e professori, impiegati e operatori culturali, commercianti e precari della pubblica amministrazione. Tutti e tutte lì, seduti e in piedi. Un pubblico trasversale per fascia generazionale, cosa sempre più rara in una politica fatta da giovani vs anziani. Trasversale per voto. Trasversale per esigenze e necessità. E tra saluti, caffè e strette di mano cresceva un’impressione. Al Golden era arrivata la città, questa nostra città fatta di mille diversità, di volti e di storie non sempre a lieto fine. Quella dimenticata, troppo spesso, dalla politica per capirci.

Da anni, forse troppi, seguo presentazioni di candidati e candidate, liste, sindaci, governatori e compagnia cantando. E sempre mi sono trovato dentro sale, magari gremite, ma che davano il senso di una parzialità. Di un pezzo del mondo, o del segmento chiamato città. Per la prima volta, domenica, ho avuto un’altra sensazione.

Non un insieme di individualità, ma una città. Non parzialità pervase da incomunicabilità, quando non in aperto contrasto, ma una collettività. Ovviamente non penso, e lo spero peraltro, sia un miracolo riconducibile al solo Leoluca Orlando. Voglio sperare che altri e altre siano capaci di questo, sarebbe un bene per Palermo e per la politica. Eppure, al momento almeno, mi sembra di essere davanti ad un unicum sulla scena cittadina.

Questa capacità di parlare alla Città, a tutte le città che formano Palermo, ho l’impressione sia il successo più grande dell’Orlando sindaco, la chiave per capirne l’amore e l’avversione cui è oggetto. Le slide, la visione sui prossimi cinque anni di sindacatura, le vicende dei simboli di partito sembravano essere su altro piano, decisamente più in basso. Lontani dalla sala dove Orlando rinnovava il suo sposalizio con Palermo, in attesa – ovviamente – che nei prossimi mesi Palermo risponda alla domanda posta: “Lo sa fare?”

4 commenti

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  • 31 gennaio 2017 10:09

    Un popolo di dipendenti comunali e di partecipate molto sollecitati ad essere presenti, molto
    Bello immaginare Sergio lima uomo di sinistra estrema, accanto a Nino Lo Presti, uomo di destra destra. Vizzini e Cardinale no comment.
    Vi unisce il programma? In effetti sono uomini storicamente interessati solo al programma
    Ipocrisia, niente di peggio

  • 31 gennaio 2017 17:10

    Io non so se Orlando il sindaco lo sa fare. So, però’ che Orlando è il miglior sindaco che Palermo abbia avuto. Nutro una profonda disistima per una gran fetta di palermitani per cui sono convinto che a fronte di una moltitudine di analfabeti, corrotti, questuanti, fautori dell’illegalità e del cattivo gusto ben poco possa fare un sindaco. Quel poco Orlando l’ha fatto.

  • 31 gennaio 2017 17:43

    Città sudicia, servizi pubblici pessimi, monumenti bui, ville e giardini non curati, basta per dire che orlando il sindaco non lo sa fare? Anzi, peggio ancora, lo saprebbe fare, ma non vuole saperlo fare?
    Dire che è il miglior sindaco degli ultimi decenni che vuol dire? Accontentarsi del 4 in pagella anziché del 2? E posso permettermi di parlare, visto che tra gli anni 80 e 90 ero un sostenitore di orlando e quante sciarre con gli amici per difenderlo…

  • 31 gennaio 2017 22:57

    Sarà un caso ma Palermo e Catania hanno gli stessi sindaci di trent’anni fa. Cosa potrà significare?

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