i fatti dopo il ragionamento

Lo scienziato di turno

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Il mestiere dell'imprenditore in Sicilia, le lectio magistralis dei soloni che hanno fama e successo lontano da qui e il mio umile consiglio. Trasferitevi qui in Sicilia e magari ne riparliamo OSCAR FARINETTI Facebook | Blog diPalermo.it

Anno 1977, esterno giorno, via Ricasoli a Palermo. Tre ragazzini giocano a pallone per strada e – come da consuetudine – Marcello (proveniente da un altro quartiere, in mocassini e con scarsa propensione allo sport in genere) dapprima incita, poi dispensa consigli sul pallonetto da manuale, sul tiro a effetto perfetto e infine inizia a criticare le loro capacità tecniche. Nonostante non avesse mai toccato (o riparato con un coltello a caldo) un Super Santos in vita sua, sente il dovere di criticare.

Anno 2017, interno sera, teatro Massimo a Palermo. Un noto imprenditore delle Langhe racconta entusiasta – ad una vastissima platea formata da eccellenze di questa terra – quanto sono fortunati a vivere in questo posto, regione di eccellenze agroalimentari, bellezze architettoniche e culturali, fucina di talenti e fabbrica di prodotti ricercati in tutto il mondo.

Una bellissima descrizione (“La Sicilia è la regione più bella d’Italia… L’Italia è il paese più bello del mondo… La Sicilia è quindi la regione più bella del mondo”) e la solita dichiarazione d’amore alla nostra terra che preannuncia però la solita invettiva. Potenziale enorme, scarsa crescita, poca propensione a fare rete, vittimismo diffuso, mancanza di autostima, piagnistei generalizzati e immeritata fortuna dei siciliani nel nascere in questa terra.

Ora come allora, che si chiami Marcello o Oscar Farinetti, chi proviene da fuori sente il dovere di dichiararsi innamorato ed imporre la propria ricetta magica per fare funzionare questa terra. Che sia un cuoco emiliano o un imprenditore piemontese, basta scuotere l’immagine della Sicilia, puntare sulla tradizionale suscettibilità e mancanza di autostima dei siciliani per fare scattare l’applauso e mostrare loro quella semplice soluzione che era proprio dietro l’angolo e che, per miopia congenita, non vedevano.

Tutto vero. Abbiamo una bassa autostima, siamo geneticamente propensi al vittimismo e abbiamo una miriade di splendide micro-aziende incapaci di associarsi e comunicarsi al mondo. Ma nascere e fare impresa qui è leggermente diverso che nascere e fare impresa a Cuneo o a Modena. Ho faticato a non parlare in prima persona. Una scelta precisa perché – come ha ripetuto il noto imprenditore di cui sopra – anteporre il proprio IO è l’anticamera del processo di invecchiamento. Ma già nel 1977, e figuriamoci nel 2017, ho sempre mal sopportato chi – senza alcuna reale consapevolezza e per pura retorica – utilizza il solito campionario di luoghi comuni per accusarci di tutti i mali del mondo.

Non sono permaloso, sono tutt’altro che pessimista, amo le critiche costruttive e cerco quotidianamente di crescere seguendo gli esempi degli imprenditori illuminati. Ma quando decidi di investire tutte le tue risorse su questa terra e lotti ogni santo giorno per cercare di dare un senso a questa missione, ti cadono le braccia (e voglio essere educato) nel dovere ascoltare le continue lectio magistralis dello scienziato di turno.

Amico mio cuoco emiliano, amico mio Imprenditore delle Langhe: mollate tutto e trasferitevi in Sicilia. Provate sulla vostra pelle cosa significhi fare imprenditoria o diventare una eccellenza in questa terra. E solo allora saremo ben lieti di potere assumere le vostre splendide pillole di saggezza.

7 commenti

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  • 03 febbraio 2017 11:22

    Bravissimo. Ottimo post

  • 03 febbraio 2017 11:42

    Bravissimo Dario!

  • 03 febbraio 2017 12:18

    Novantadue minuti di applausi per l’autore!

  • 03 febbraio 2017 17:23

    SI; hanno strarotto le balle con sti consigli dati dal palco di turno. Che apra EATALY a Palermo, dia lavoro, ingrani e dimostri che se si vuole si può. Altrimenti….tante grazie e buon ritorno.

  • 04 febbraio 2017 08:58

    Aprira’ Eataly a Catania….perche’ no a Palermo??

  • 04 febbraio 2017 09:03

    Non lo concepisco….non capiro’ mai come Catania e’ il principale centro commerciale in Sicilia e penso del sud italia….Speriamo che anche Palermo avra’ in futuro una mentalita’ piu’ imprenditoriale

  • 05 febbraio 2017 08:57

    A me Eataly non piace: l’ennesimo colosso che asfalta i commercianti e gli artigiani medio piccoli..
    Ci sono stata a Milano: un mercato coperto chic senza anima e senza alcuna attrattiva per me che conosco la materia, conosco la ristorazione e conosco il sangue che si butta a crederci..
    No spero proprio che a Palermo non apra, non centra niente con la città

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