i fatti dopo il ragionamento

La cultura del (doppio) bacetto

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Il mio breve viaggio in Austria, un pranzo in una nota birreria e lo spettacolo di una squadra di cuochi e camerieri così perfetti che sembrano usciti da un film. Mentre qui da noi, invece... BierhausZumAugustin | Blog diPalermo.it

La Carinzia è la regione più a sud dell’Austria. Il suo capoluogo si chiama Klagenfurt, 95 mila abitanti tra austriaci ortodossi, sloveni e italiani di ogni dove. Soprattutto friulani e veneti. Ma anche tanti napoletani amici miei. Anzi per dirla come loro, amici ammè. Ed il mio amico Vincenzo Gennaro. Pochi giorni fa, un giro per salutarli tutti o quasi. Belle giornate tra freddo carinziano e calore napoletano.

Invito la mia amica Martina ad un pranzo nella famosa Bierhaus Zum Augustin. Posto serio e imperdibile. Difficile trovare posto anche in mesi mosci come questi. Poca gente per strada, tanta nella famosa Bierhaus. La gentile cameriera ci trova un tavolo per tre di fronte alla cucina a vetri. Per qualunque essere umano sano di mente il posto più scomodo dove pranzare. Per me il più appropriato. Perché da quel momento in poi la mia giovane amica non trova più in me un interlocutore interessato.

Guardo con curiosità i movimenti dei cuochi e dei fattorini. Ne studio le movenze. Provo sincera ammirazione. Sembra di vedere suonare la Wiener Philharmoniker, talmente sono coordinati e professionali: 15 giovani guidati da un uomo che sembra il direttore d’orchestra. Il rumore delle stoviglie è musica per le mie orecchie, i piatti meravigliosamente guarniti, un trionfo dei sensi. Le parole di Martina scorrono trovando sponda solo in mio figlio. Augustin non si è smentita neanche questa volta. Quei ragazzi, belli, pettinati, muti e veloci. Che bellezza.

Stamattina, per caso, ho osservato i ragazzi del bar. E non ho potuto fare a meno di notare differenza con cui concepiamo il lavoro e la vita. Osservavo come quasi tutti passino interi minuti della giornata a salutarsi col bacetto. Uno per le colleghe donne, due per i colleghi uomini. È una regola non scritta ma alla quale nessuno sfugge. Ad inizio turno e a fine turno. Addirittura un ragazzo che adesso non lavora più con noi arrivava al lavoro con dieci minuti di anticipo, giusto per avere il tempo di baciare tutti. Sala, laboratorio e magazzino. E pure qualche fornitore. Un format difficilmente esportabile in Austria.

Non giudico e non faccio classifiche. Non so quale sia il modello perfetto e se realmente esista. Io, palermitano purosangue, mi ritrovo ad invidiare il modello austriaco. Mio fratello mi risponde sempre che siamo a Palermo e che c’è solo da mettersi il cuore in pace. Qui di sicuro non ci si annoia. A Klagenfurt qualche sbadiglio di troppo si sente pure a distanza. Mi consolo così.

3 commenti

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  • 05 febbraio 2017 16:24

    Museruola e paraocchi per tutti

  • 05 febbraio 2017 16:47

    L’erba del vicino…..sempre verde. Ogni tanto guardatela in fondo, spesso è erba sintetica.

  • 05 febbraio 2017 17:39

    Esperienza personale. Graz, servizio sanitario (ospedale)…abituato al civico mi sentivo all’Excelsior…
    Sarà sempre verde, ma in questo caso era verde, naturale, profumata, fresca, pulita….

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