i fatti dopo il ragionamento

Perché Sanremo, per me, è Sanremo

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Il festival della mia giovinezza, i testi su Sorrisi e canzoni, le canzoni mandate giù a memoria, la finale a casa con gli amici. Giù le mani dal mio rito per antonomasia. Che è anche il mio vanto Sanremo | Blog diPalermo.it

Compravo “Tv sorrisi e canzoni”. C’erano tutti i testi. Li leggevo prima, ho scoperto perle anzitempo. Tipo Vita spericolata o 1950 di Minghi o A me mi piace vivere alla grande o Donne o Sarà per te e mi fermo se no potrei continuare all’infinito. Poi cominciava. All’inizio erano tre serate massimo ed io già dopo la prima canticchiavo le canzoni. E gli amici mi telefonavano: me la canti quella di…? Quella che fa…? Si divertivano un mondo a vedere che già le conoscevo ed io da matti.

Seguivo la tele ma ero anche sintonizzata su radio 2 ed il Sorrisi sulle gambe. La radio era enorme e le cuffie ancora di più. Ora sono tornate di moda. A volte registravo le cassette, quelle audio, e cercavo di schiacciare il tasto pausa prima che i presentatori della radio ci parlassero su, alla fine del pezzo. Volevo già averle le canzoni, da riascoltare se mi avessero colpito al cuore. Mi sentivo come davanti ad un ponte di comando di un’astronave, una consolle di una grande radio.

Poi c’era la finale e la si vedeva tutti insieme. Da me o dagli amici. Preparavamo mega cene. Ricordo una tallarana di pasta strepitosa. E vino buono, come sempre. Fino a mezzanotte ed oltre per vedere chi vincesse. E facevamo le scommesse. Il mio amico Nicola, negli anni Ottanta, mentre vedevamo le finali faceva le caricature dei cantanti; disegni ironici nei quali mischiava le fattezze del cantante di turno tra i lineamenti di uno di noi. Si rideva a crepapelle! E poi non c’erano i social e per settimane ci si vedeva e si parlava e sparlava del festival. Ragazzi, a me Sanremo piace da matti, da sempre! Me ne frego che gli intellettuali dicono che sia tascio, me ne frego che se amo i Pink Floyd o i Doors o De Gregori non dovrei amare il festival.

Dal festival sono passati tutti. Da Dalla a Zucchero a Gino Paoli a Tenco alla Vanoni a Vecchioni, ma anche Battiato e gli Afterhours, Morgan, Vasco. Lorenzo Jovanotti e Marco Mengoni. Fiorella Mannoia e la mia Mia Martini. Sanremo è musica e parole, è Beppe Vessicchio e Pippo Baudo col maestro Caruso. Vestiti spettacolari e donne bellissime che fanno le donne bellissime. Presentatori scarsissimi (vi ricordate il Sanremo presentato dai figli d’arte?) e fior di professionisti. I Sanremo essenziali degli anni Settanta e quelli contenitore di Fazio. Ed è anche Al Bano e Romina ed i Ricchi e poveri e Toto Cutugno e Mino Reitano. E i mitici Jalisse. Visti una volta e mai più. E che dire di Jo Di Tonno e tale Lola Ponce. E vado a memoria, vi giuro. Perché alla fine le canzoni più tasce sono quelle che più ti suonano nella testa e le canticchi pure non volendo. Ed io mi vanto.

Perché Sanremo è Sanremo ed io sono tascia nell’animo. E per finire vi cito Neruda. Già Neruda. Che se non era un intellettuale lui… lui scriveva: “Non mi troverete tra i miei libri, mi troverete tra gli uomini e le donne, essi m’hanno insegnato l’infinito”. Dite che non parlava di Sanremo? Secondo me gli sarebbe piaciuto.

8 commenti

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  • 07 febbraio 2017 09:19

    Federica rispecchi il pensiero di molti, di tutti quelli almeno che non hanno vergogna a dirlo. Io e le mie cugine lo facciamo ancora di comprare il Tv Sorrisi e canzoni per cantare a squarciagola in finale i testi piu orecchiabili quelli che poi ti restano dentro.
    Perche Sanremo è sanremo

  • 07 febbraio 2017 12:07

    E’ bello che ci sia ancora gente che si entusiasma per una trasmissione televisiva, che sente lo “spirito di Sanremo” più di quello del Natale. Io che anche questa settimana non troverò niente di interessante in tv, la invidio un po’.

  • 07 febbraio 2017 12:28

    Appuntamento fisso in famiglia.
    Ci ricorda quando si passavano ore a cercare di imparare le canzoni, criticarle, giudicarle…
    Nessuna vergogna.

  • 07 febbraio 2017 13:55

    Ieri sera su Rai Premium trasmissione rievocativa del Festival del 1967, quello funestato dalla morte di Luigi Tenco. Brividi nell’ascoltare canzoni che, a distanza di 50 anni, non ho mai dimenticato. Da “Proposta” dei Giganti (mettete dei fiori nei vostri cannoni), a “Pietre” (Se sei bello ti tirano le pietre…), da “Cuore matto” di Little Tony a “L’immensità” di Dorelli alle immense “Ciao amore ciao” e “La musica è finita”. Oggi le canzoni si ricordano per tre giorni, ma forse il problema risiede nel fatto che sono invecchiato. Buon Festival a tutti i tasci come noi.

  • 07 febbraio 2017 15:39

    Ehm, io avevo sette anni e di quel festival ricordo quelle più tasce: Annarita Spinaci con Quando dico che ti amo (quella che faceva po-po-po-po-po-po) e Io tu e le rose di Orietta Berti.
    Ma quell’anno mi rimasero impresse “E allora dai” di Giorgio Gaber e “La Rivoluzione” di Pettenati.
    Oggi? E lo stesso paragone che si fa con il calcio degli anni 60/70 con quello attuale. Sono due cose diverse.

  • 08 febbraio 2017 00:25

    Leggerla mi emoziona sempre, le sue parole trasudano passione e un po’ di malinconia, la malinconia dei puri di cuore. Me la immagino mentre lo fa, li, davanti al portatile o al iPad, che mette velocemente nero su bianco quello che gli porta il cuore, un commento a un film che l’ha emozionata, a un libro che ha letto o a un amica che non c’è più.
    Perché ognuno di noi è nato per fare qualcosa, e forse preso dalla vita se lo dimentica, ma prima o poi ci si arriva. Il viaggio può essere più o meno lungo ma alla fine il motivo per cui sei nato te lo ricordi ed ed è li che conosci la vera felicità. E Fede ama scrivere e la sua felicità si propaga in tutti quelli che la leggono.

  • 08 febbraio 2017 07:12

    Sono molto felice quando anche sulle cose più stupide, riesco a divertire o ad emozionare o a fare ricordare a ciascuno periodi della sua vita, molto simile alla mia. Grazie dei commenti di tutti.Grazie Tarallo, chiunque tu sia.

  • 12 febbraio 2017 12:24

    Poi, alle due di notte, vince Occidentali’s Karma. Piovono gocce di Chanel, su corpi asettici. Tarapia tapioco. Prematurata! Scherziamo? Semmai scribai con cofandina, come antifurto, per esempio.

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