i fatti dopo il ragionamento

Noi donne e voi uomini

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Io che sognavo dietro a George Michael, che non ho mai voluto sposare Simon Le Bon e che mille giorni di te e di me quando va bene, ma proprio bene. Amici, vi presento il 1986, il mio annus horribilis Love | Blog diPalermo.it

È tutta colpa del 1986. Da lì abbiamo cominciato a non capirci più niente di uomini, noi che allora avevamo più o meno 16 anni. Prendi me per esempio.

1986, George Michael. Io sognavo di fare l’albero di Natale cantando Last Christmas con il giovane e romantico biondo (anche se mi piacevano i mori) ma lui a mia insaputa preferiva divertirsi nei bagni dei maschi al sole di Miami.

Poi, sempre nell’86, tutte volevano sposare Simon Le Bon. Ma io no. Per levarmi dalla mischia io volevo John Taylor che faceva il bassista e non lo inquadravano mai. Fondamentalmente non ci siamo incontrati per mancanza di messa a fuoco.

Andiamo avanti. Nel 1986 esce Top Gun. Lui sì che è un uomo vero e io metto persino un poster di Maverik/Tom Cruise nella mia cameretta. Fino a scoprire che lui, tolta la tuta da aviatore, andava a pregare con la cricca di Scientology bevendosi il cervello. E allora andiamo sul sicuro, il fascino del manzo latino, che quando muove anca e bacino emana testosterone da tutti i pori, Ricky Martin. Ancora porto il ricordo di quando a un concerto mi sgolavo e alzavo la maglietta urlando “sposami chico”. E lui che fa? Mette su famiglia e fa due figli in surrogato con Jwan che adesso vuole pure sposare.

Però c’erano Albano e Romina che ci dicevano che bastava un bicchiere di vino con un panino, dovevamo crederci alla felicità. Fino a che si sono rotti le palle pure loro di sentire nell’aria la loro canzone, sempre la solita menata.

Una battaglia persa in partenza, insomma. Mi sono cullata nell’idea che potessero esistere mille giorni di te e di me prima di dare un pezzo di armadio a un altro, come diceva Baglioni (quindi 4 anni in parole povere) ma la verità è che quando va bene bisogna accontentarsi di capirvi per una settimana, al massimo due. Fino a quando non cominciate a togliervi le sopracciglia con la pinzetta, a depilarvi il petto, ad essere ossessionati dalla pancia (la pancetta è sexy, come ve lo dobbiamo dire), a sentirvi oppressi e a opprimere, a mangiare vegano, ad essere talmente umorali che ci viene voglia di chiedervi se gli assorbenti li preferite con le ali o senza e se lo smalto è meglio naturale o rosso. Ma attenti. Perché adesso c’è Netflix. E così, col passare del tempo, finiremo per preferirvi a una serie. Iniziano, durano un’ora e se ci piace ce n’è subito un’altra, senza tempi morti.

4 commenti

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  • 14 febbraio 2017 12:43

    L’ironia non è caratteristica femminile, di solito. Probabilmente questa Silvia deve essere una perla rara…
    Una volta si sarebbe detto “beato chi la prende in sposa”. Oggi sto zitto, temo una querela…

  • 14 febbraio 2017 18:59

    Io mi ricordo che una volta, nell’estate del 1980 (agosto) organizzai una festa sul terrazzo di casa. Non venne neanche una donna, nonostante le conferme. Sei uomini, insomma ragazzi, a bere birre e mangiare pizzette e faceva caldo. Poi a mezzanotte suonarono alla porta. Andai ad aprire, era Alain Delon. Non appena lo vide, Totuccio gridò: Completoooo!

  • 14 febbraio 2017 22:16

    Brava Silvia! Quante risate, grazie!

  • 15 febbraio 2017 16:24

    Cos’è questo amarcord? Forse tutto è cominciato molto tempo prima, se già sessant’anni fa un inglese scriveva dell’arte dimenticata del corteggiamento. Ma questo spiega solo perché oggi nessuno è più capace di fare un complimento, non spiega tutto il resto: allora le figure fidanzati marito moglie amante erano ancora rigide. Oggi tutto è cambiato. Al fidanzamento, quello di una volta, seguiva quasi sempre un matrimonio. Oggi è anche vero il contrario, nel senso che sebbene sposati, organizzandosi, una moglie può avere un fidanzato, un marito una fidanzata… e non necessariamente in quest’ordine.
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